La lunga notte dei tarantini per la festa di Santa Cecilia

 

Il giro delle bande concluso a Palazzo di Città con il rinfresco offerto dal primo cittadino
pubblicato il 22 Novembre 2021, 17:02
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Alle 3.30 di questa mattina, 22 novembre, festa di Santa Cecilia, sono stati davvero tanti i tarantini che si sono dati appuntamento in Città vecchia per partecipare alla “prima squilla” che dà il via al lungo Natale tarantino. Tante le famiglie al completo (bambini compresi, ben imbacuccati) che hanno affollato la basilica cattedrale dove è avvenuta l’intronizzazione della statua della santa, portata a spalla dai confratelli di San Cataldo nella caratteristica mozzetta rossa.
Nella penombra, il simulacro sfilato per le antiche navate al suono delle tradizionali pastorali intonate dalle bande musicali cittadine “Santa Cecilia” e “Paisiello”, fra il lampeggiare di macchine fotografiche e cellulari, per immortalare uno dei momenti più commoventi della tradizione, che la città è riuscita a custodire e a far amare alle nuove generazioni.
Dopo la benedizione impartita ai musicanti, le due bande (convenzionate con il Comune) hanno sfilato per un tratto di via Duomo e della scalinata della Vianuova, fino a raggiungere i bus di Kyma Mobilità parcheggiati in via Garibaldi per raggiungere, in quattro formazioni, tutti i quartieri cittadini per portare l’annuncio del prossimo Natale.
Grazie alle favorevoli condizioni meteo, tanta gente è scesa in strada ad attendere le bande, ascoltando le pastorali di Caggiano, Ippolito, De Benedictis e tanti altri autori, in un buon auspicio di ripartenza dopo tanti mesi di acuta sofferenza per la pandemia e nel commosso ricordo di quanti non ci sono più, deceduti nella più desolante solitudine e senza poter donare una carezza ai propri cari.
Tanti gli esercizi che hanno alzato anzitempo la saracinesca per poter offrire pettole dal calore corroborante. Al tour musicale per le vie di Taranto si sono unite tante altre formazioni bandistiche, come quella cittadina intitolata all’indimenticato “Meste Mingucce” Lemma, che, diretto dal maestro Giuseppe Pisconti ha iniziato a suonare addirittura dalla mezzanotte, partendo da un rinomato pub di via Pitagora.
Il giro organizzato dall’amministrazione comunale si è concluso attorno alle 8 a Palazzo di Città, con le bande “Santa Cecilia” e “Paisiello” ricevute dal sindaco Rinaldo Melucci, accompagnato dal presidente del Consiglio comunale Luciano Lonoce e dal segretario generale Eugenio De Carlo. Dopo alcune esecuzioni delle musiche tanto care ai tarantini, i musicanti hanno raggiunto il primo piano della sede municipale per partecipare a un sobrio rinfresco offerto dal primo cittadino a base di pettole, dolci e caffè.
Da noi avvicinato, così ha commentato il sindaco Melucci: “Riparte il Natale tarantino, uno dei più lunghi d’Europa, per il quale anche quest’anno avevamo in serbo tante iniziative, che purtroppo a causa delle note vicende non potranno avere luogo. Siamo riusciti per fortuna a far installare le luminarie e ad assicurare i tradizionali giri delle bande. Resta l’amarezza perchè ciò avviene in n clima in cui qualcuno ha pensato di di ipotecare, se così si può dire, il futuro della città. Ma questa città non deve mollare ed essere orgogliosa del cammino che ha fatto finora ed approfittare di queste festività natalizie per una riflessione importante sul modello di futuro cui intende approcciarsi. Questo è il momento di stringerci tutti insieme, di non perdere l’entusiasmo per i progressi compiuti e di fare in modo che, anche se si verificheranno comprensibili ritardi, i più importanti cantieri possano continuare la loro attività”.
“E’ il momento di fare a tutti i tarantini gli auguri di cuore, perchè stiamo venendo fuori da un momento difficile per il Covid e dalla crisi riveniente. Noi speriamo che nonostante tutto, queste festività siano positive, per essere davvero vissute con uno spirito di comunità, guardando al futuro con rinnovata consapevolezza. Dedico in particolare queste festività a mia moglie e ai miei bambini, con cui abbiamo vissuto questi anni di sacrifici, di rinunce, di abnegazione per far ripartire questa comunità, sacrificando tanto anche a livello personale”.
Dopo il buffet, la banda ha raggiunto Palazzo Latagliata per far gli auguri ai dipendenti comunali. Il tutto, mentre in un bar delle vicinanze aveva luogo una delle pettolate della giornata, accompagnata anche in questo caso dalle note di un piccolo complesso proveniente dalla provincia.

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