Taranto, e il Commissario dov’è?

 

A quasi una settimana dalla sfiducia a Melucci, se ne attende ancora la nomina
pubblicato il 21 Novembre 2021, 12:32
4 mins

A quasi una settimana dall’iniziativa di 17 consiglieri comunali che, dimettendosi, hanno di fatto provocato lo scioglimento della massima assise cittadina e quindi sfiduciato il sindaco Melucci e la sua Giunta, non c’è ancora traccia del decreto di scioglimento del Consiglio comunale (almeno, ufficialmente) e quindi della nomina del Commissario prefettizio con atto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno in base alla procedura avviata dal Prefetto, in questo caso della nostra città.
Si sussurrava accadesse tra giovedì e venerdì scorsi, ma in effetti la nomina non c’è stata. Staremo a vedere, ma è chiaro che – non ci fossero intoppi legislativi – ogni giorno di ritardo rispetto alle dimissioni di cui sopra può diventare negativo per il regolare funzionamento della macchina amministrativa di un Comune complesso come quello di Taranto. Non c’è dubbio.
Naturalmente, in questi giorni si sono susseguite dichiarazioni, più o meno velenose delle parti in causa: un clima prevedibile che, speriamo, dopo la rabbia iniziale, lasci spazio ad argomenti più seri in vista delle elezioni previste nel 2022.
Già, perchè più di qualcuno dei protagonisti dimentica che è una caratteristica tutta italiana quella di passare da una parte all’altra della barricata: non c’è niente di nuovo. Quanti governi della Repubblica sono caduti per il ‘tradimento’ di qualche parte politica? E, al contrario, quanti governi hanno cambiato alleanze pur di non cedere il potere? Dunque, non meravigliamoci se anche a Taranto si è usata la stessa arma: può bruciare quanto si vuole, ma se l’andazzo nel Paese ormai da decenni è lo stesso, inutile sbraitare. Può far male, d’accordo: però, nulla accade all’improvviso e questo dev’essere chiaro, secondo la nostra modesta opinione. Se si va d’amore e d’accordo, difficilmente ci si lascia: o no?
Qui è accaduta la stessa cosa. Chi ha memoria può ricordare come, ad esempio, in occasione dell’ultima elezione del Presidente della Provincia, il sindaco Melucci scese in campo per contendere a Gugliotti il successo: fu sgambettato da Emiliano, secondo le cronache e i politologi di allora. Lo stesso Melucci, proprio nelle ultime settimane, ha incorporato in giunta un ex citiano di ferro, fino al giorno prima seduto sui banchi dell’opposizione: ciò – lo chiariamo per evitare qualunque polemica – è assolutamente legittimo. Così come legittimo è l’atto delle dimissioni firmato da alcuni consiglieri che sostenevano Melucci. Insomma, atti politici discutibili quanto si vuole, ma – come già detto – in Italia usati a go go: non sorprendono più, purtroppo, a sancire ancora una volta come nel nostro Paese, e a cascata nelle amministrazioni territoriali, vige soprattutto la conservazione dello status quo a tutti i costi anzichè il confronto, per quanto duro, tra le parti.
Piuttosto, c’è da chiedersi se il cittadino-elettore sia ancora disposto a sopportare – da anni, lo ripetiamo – le continue frizioni, le beghe interne, le polemiche infinite, l’incertezza politico-amministrativa. Che riguardano tutti, sia chiaro, come nel nostro caso. Chi governa (assessori e alleanze continuamente frullati) e chi si oppone (movimenti che scompaiono e rinascono con altre denominazioni). Il cittadino-elettore ha diritto, quindi, a esser stufo di queste vicende fatte di colpi bassi, piccoli orticelli da difendere, poca chiarezza, psicosi da ‘annuncite’, e tutto quel corollario spocchioso di depositari della verità assoluta? Il cittadino-elettore ha diritto o no di essere stanco delle manfrine ordite nel Palazzo, e di chiunque le manovri?
Non ci piace una città commissariata. Ma se così dev’essere fino alle prossime elezioni, per cortesia: non si perda più tempo sulla nomina. La nostra Taranto già accumula decenni di ritardo e non merita di perdere ancora qualcosa per strada. Neppure un giorno.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Un Commento a: Taranto, e il Commissario dov’è?

  1. gianfranco

    Novembre 22nd, 2021

    quando la politica arriva ai bassi livelli…si continua a governare minacciare e comandare…..nonostante che ci sia in atto una sfiducia politica del tutto legale davanti al prefetto di taranto…e la politica dei bertoldo di citta’…mi ricordo quanto il sindaco stefano era assente per una breve ma grave malattia personale…il suo stesso vice lucio lonoce si fece promotore di una delibera at personam per avere le totali funzioni del sindaco mancante…stamattina nonostante tutto e ancora davanti ha palazzo di citta’ a dirigere la banda musicale di santa cecilia…. ( molto probabilmente sara’ il suo nuovo mestiere )…… sono d’accordo con il giornalista marcello di noi quando afferma che alla presidenza della provincia melucci fu silurato in favore di gugliotti dallo stesso emiliano…( melucci rassegno’ le immediate dimissioni….solo che nel vedere che non lo calcolava nessuno nel p.d. si fece chiamare da suo segretario particolare pino ricciardello..motivando il suo rientro per una impellente necessita’ amministrativa…in sua mancanza stava cadendo il governo!!!! )…ricciardello altro personaggio da circo equestre dove con la giunta di destra della di bello minacciava tutto e tutti per chi era di sinistra…adesso fa esattamente il contrario con la giunta di sinistra….tornando al giornalismo serio prodotto da persone serie….pensare che non ci sia di nuovo lo zampino di emiliano il barese nella disastrosa caduta della giunta melucci….sarebbe veramente paradossale nel non volerlo capire ( molto probabilmente dopo le feste natalizie di rinaldo il crispianese non si ricorderta’ piu’ nessuno ) il rappresentante di fratelli d’ italia giampaolo vietri bene a fatto a firmare l’ atto di sfiducia al primo cittadino di taranto ma poteva farlo gia’ un anno prima….anche perche’ i tarantini non sono piu’ i fessi……di una volta…..e il direttore del corriere del giorno antonello de gennaro piu’ volte lo ha rimarcato nelle sue dirette televisive….

    firmato de leonardis gianfranco

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