“Taranto-Catania non può certo lasciarmi indifferente”

 

L'ex difensore rossoblù Rosario Bennardo in vista del match di domenica con tuffo nel passato
pubblicato il 18 Novembre 2021, 19:27
5 mins

Un palermitano che ha giocato nel Taranto (quattro stagioni a partire dal 2001) e che scese in campo in quel maledetto Taranto-Catania del 9 giugno 2002, una data che costituisce una sorta di spartiacque nella storia del calcio tarantino moderno. Ci sono tutti gli ingredienti affinché Rosario Bennardo- ex difensore, classe 1977 – tifi per il Taranto.

In realtà ha anche giocato con la maglia del Catania (stagione 1999/2000)…..“La domanda nemmeno me la dovresti porre, Taranto tutta la vita. La vivo come se fossi ancora un giocatore rossoblù per ovvi motivi” – dice Bennardo che ricorda quella sua breve parentesi con gli etnei: “Presi tante critiche dai palermitani. Catania è una piazza molto particolare dove non puoi non fare bene. O fai bene o devi mettere in preventivo le critiche. Come d’altro canto le stesse Palermo e Taranto, ma sapevo a cosa andavo incontro”.

Lo rifaresti?

Si assolutamente. Non rinnego niente delle mia carriera. Sono comunque esperienze che mi hanno aiutato a crescere.

Taranto e Catania di nuovo di fronte (ultima volta nella stagione 2016/17, ndr). Che effetto ti fa?

Non è certo una partita che mi lascia indifferente. Il Taranto non ha fatto bene nelle ultime due gare, causa le tante assenze per infortunio, ma è una squadra che potrà dire la sua in questo campionato e credo che non avrà difficoltà a salvarsi. Il Catania è nel baratro del fallimento ma non mi meraviglia che in questo momento delicato la squadra stia dimostrando di essere viva nonostante una situazione ambientale delicata. Certo se lo stato delle cose non dovesse mutare, diversi giocatori andranno via a dicembre.

Negli scorsi giorni è deceduto Ermanno Pieroni, il patron di quel Taranto che mancò l’approdo in B. Un tuo ricordo…

Nel mondo del calcio ha fatto il buono ed il cattivo tempo, però resta un personaggio storico del calcio che è entrato negli annali del Taranto, nel bene e nel male. Mi è dispiaciuto tanto, era un uomo molto competente di calcio. Ricordo che ad un certo punto della mia esperienza in riva allo Jonio, io volevo seguire Simonelli a Pisa ma lui mi convinse con grande fermezza a restare.

Torniamo a quella partita di circa venti anni fa. C’è da aggiungere qualcosa rispetto a quanto già si conosce?

Il ricordo di quel match rimarrà per sempre in tutti noi. In chi era in campo ed in chi era sugli spalti. Sono ancora molto dispiaciuto, specie per quei tifosi rossoblù fuorisede che si sono sobbarcati un viaggio lunghissimo e subito dopo la partita si rimisero in auto per tornare indietro con una batosta del genere alle spalle.  La gente ancora ricorda con dolore quella partita, purtroppo.

Il verdetto del campo andava accettato per come è avvenuto?

Credo sempre nella buona fede, soprattutto dei miei compagni che han dato tutto in quella partita. Per quanto mi riguarda posso raccontare un aneddoto personale. Se fossimo andati in serie B, avrei preso un bel premio promozione, il mio ingaggio si sarebbe raddoppiato ed avrei firmato un triennale.

Quindi si è trattato solo di una partita stregata?

Si. Dal campo la sensazione è che la palla non volesse entrare mai. Un paio di occasioni le abbiamo avute, specie quella con Galeoto che tirò a colpo sicuro e Iezzo, il portiere del Catania, fece una gran parata. Il resto sono sole dicerie non confermate da alcun fatto concreto.

Consiglieresti, quindi, ai tifosi rossoblù di dimenticarla questa maledetta gara?

Dico solo di guardare avanti, non di dimenticare. La storia è bella riviverla anche se ti  rimette davanti alla sofferenza. Non va dimenticato il bel campionato che facemmo in quella stagione e sono convinto che se avessimo avuto sin dal ritiro mister Simonelli e quei giocatori presi a torneo in corso, il Taranto quel campionato lo avrebbe vinto da primo in classifica.

 

 

giovan

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)