Ex Ilva, USB: “Problemi di sicurezza in Agglomerato”

 

Il sindacato: "Il tutto, ovviamente documentato, verrà depositato in Procura nei prossimi giorni"
pubblicato il 16 Novembre 2021, 11:22
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Usb ha segnalato ai responsabili di area, alcune problematiche che riguardano la salute e la sicurezza dei lavoratori dell’Agglomerato, nell’ex Ilva. Centrale la gestione della pausa per il personale normalista in quanto, a causa dei lavori in corso per la costruzione del filtro meros, il pullman non può più condurre i dipendenti vicino al reparto, perché la zona è resa inaccessibile: “Per questo, i lavoratori non riescono a fare pausa in maniera idonea. Dal marcatempo, che segna l’inizio della pausa, al pullman, è necessario percorrere più di 500 metri a piedi su un’area interessata da polveri non controllate ed esposta alle intemperie. Altro tempo perso e nuova esposizione ad agenti inquinanti e atmosferici per ritornare al proprio posto di lavoro. Ciò fa sì che l’ora destinata alla pausa si riduca a meno di 40 minuti”.
Nessuna risposta ricevuta dal sindacato che ha portato la questione all’attenzione dei responsabili di area, con l’intento di ottenere il ripristino di condizioni di normalità: “Consequenziale il ricorso allo Spesal che in una prima ispezione, non ha coinvolto l’rls Usb, e ha fatto prescrizioni puntualmente disattese dai responsabili di area che hanno invece creato una via di camminamento con strisce gialle per terra, non risolvendo nulla. A questo punto c’è stata una nuova ispezione da parte dello Spesal con seguente accordo: i lavoratori non avrebbero più usufruito della pausa pranzo uscendo un’ora prima da lavoro fino a ripristino delle condizioni di sicurezza”. Secondo la sigla, però, “questo è durato solo una settimana, dopodichè è stato ripristinato l’orario lavorativo normale senza alcun intervento decisivo fuorchè la realizzazione di un marciapiede sopraelevato. Usb non si spiega il mancato rispetto dell’accordo concluso tra azienda, Spesal e sindacato, e riscontra il consueto atteggiamento spocchioso da parte di una gestione che non si preoccupa minimamente delle condizioni di precarietà in cui versano i lavoratori, alle quali non si accenna a porre rimedio con interventi manutentivi mirati. Sempre nello stesso reparto, i lavoratori dell’Esercizio non vengono dotati di un mezzo, e sono costretti a spostarsi a piedi in altre zone dello stabilimento, lontane km, anche in giornate piovose e di notte. In questo caso, si attende l’ispezione Spesal”.
“A questo, si aggiungono tentativi svariati di delegittimare il sindacato, nello specifico l’Usb, che in questo reparto detiene la maggioranza in termini di rappresentanza – conclude il sindacato -. Il tutto, ovviamente documentato, verrà depositato in Procura nei prossimi giorni.

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