Acciaierie d’Italia: MES si unisce a Fim, Fiom e Uilm

 

Il Movimento Socialista Europeo evidenzia lo "sperpero di danaro pubblico da parte dell'attuale dirigenza"
pubblicato il 12 Novembre 2021, 12:33
2 mins

Il Mes, Movimento Socialista Europeo, si unisce al coro unanime di Fim, Fiom e Uilm all’indomani dello sciopero generale che si è tenuto a Roma proclamato dai sindacati metalmeccanici per rivendicare certezze circa il futuro di Acciaierie d’Italia.

Stabilimenti lasciati senza investimenti e manutenzione, con tanto di rischi sulla sicurezza sul lavoro, si legge in una nota del movimento. Migliaia di lavoratori da anni in cassa integrazione mentre le ditte dell’appalto non riescono a far fronte al pagamento degli stipendi a causa dei pagamenti bloccati. “Il tutto mentre l’attuale dirigenza continua a sperperare danaro pubblico senza intervenire concretamente per segnare la svolta del gruppo industriale”, commenta Antonio Surgo, responsabile delle relazioni industriali per Taranto, Brindisi e Lecce del Movimento Socialista Europeo che giudica altresì positivamente l’accordo con la Snam per l’avvio della decarbonizzazione, azienda nella quale operano due ex direttori dell’ufficio acquisti dell’allora Ilva.

Sotto accusa è il Governo centrale che entro maggio dovrebbe diventare il socio di maggioranza, attraverso Invitalia, di Acciaierie d’Italia. Governo che latita circa il nuovo piano industriale e la definizione del piano nazionale della siderurgia. “Il Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti che ha delegato il sottosegretario Todde a ricevere i sindacati cosa aspetta ad intervenire? – chiede Surgo – Lo stabilimento ex Ilva di Taranto cade a pezzi perdendo importanti quote di mercato mentre la domanda di acciaio comincia a crescere soprattutto dopo l’eliminazione dei dazi da parte degli Stati Uniti. Il Ministro – sottolinea l’esponente del Mes – dovrebbe controllare meglio come viene governata e gestita Acciaierie d’Italia. A fronte di un notevole sperpero di denaro perché Giorgetti e il presidente Bernabè non intervengono esercitando il potere di controllo sulla dirigenza? A chi giova questa politica?”.

A causa delle mancate risposte da parte del Ministro Giorgetti, il Mes rilancia e chiede un intervento diretto da parte del presidente del Consiglio Mario Draghi il quale ha già dichiarato come la siderurgia sia strategica per il rilancio del nostro Paese. A questo punto, però, occorre intervenire con atti concreti e decisivi anticipando di alcuni mesi l’ingresso dello Stato nella maggioranza del capitale sociale.

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Un Commento a: Acciaierie d’Italia: MES si unisce a Fim, Fiom e Uilm

  1. Fra

    Novembre 12th, 2021

    Lo stato o il governo dei migliori sta riducendo Taranto ad una larva viscida e schifosa ,l’aria e l’ambiente che avete rappresentato a Roma ,quelli staNNO peggiorando anno per anno ,chissà quante multe pagherete per le forti emissioni inquinanti . Giorgetto l’ennesimo incapace al mise ,mentre il premier conquista consenso senza dare un minimo di contributo alla nostra città . A proposito che fine ha fatto un miliardo per il Cis? La Carfagna non è che si sta facendo nuova ?come possiamo vedere siamo tornati ad essere gli zimbelli del nostro paese .

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