Dalla DAD, in presenza: confusi ma felici

 

La classe III C dell'Alfieri" ha condotto una mini indagine sugli effetti del ritorno alle lezioni in presenza
pubblicato il 11 Novembre 2021, 13:35
2 mins

Duemilaventi. Comincia l’era della pandemia. L’Italia si ferma per due mesi. Impariamo a capire la differenza tra zona bianca, arancione e rossa. La mascherina diventa un oggetto di uso quotidiano. Ci nasconde, ci protegge, ci rassicura.

Gli adulti, quelli che possono, sperimentano lo smart working. Gli studenti imparano a conoscere la Didattica a Distanza (DAD). Aula virtuale, scuola virtuale, lezioni virtuali, un nuovo modo per apprendere.

I pareri sono discordanti. Per tutti è stata un’esperienza nuova. Per molti una rivelazione. Per altri una condanna: zero contatti sociali, distrazione, perdita di interesse, lezioni poco coinvolgenti.

Gli studenti che tornano a scuola in presenza dopo un lungo periodo di didattica a distanza, hanno rischiato una vera e propria “sindrome da rientro”. Secondo uno studio pediatrico, tra gli effetti della DAD, oltre alla dispersione scolastica, si sono riscontrati cattiva alimentazione, disturbi del sonno, e dipendenza da video giochi. Malesseri che si condensano in un’unica paura: “non essere all’altezza di affrontare il nuovo anno scolastico”.

Così non è stato. Infatti, non tutti gli aspetti della DAD possono essere considerati negativi. Sicuramente la tecnologia ha aiutato a ridurre le distanze. Per esempio, nella nostra classe, 11 alunni su 25 hanno affermato che rifarebbero la DAD soprattutto per due motivi: più pause, meno stress.

Ma l’effetto novità, che inizialmente piaceva a tutti, si è esaurito facendo prevalere alla fine monotonia, routine, giornate ripetitive e noiose.

Nel dettaglio la nostra classe ha affrontato questi due anni nella maniera così sintetizzata:

“La quarantena è stata terribile ma almeno sono riuscito ad orientarmi meglio nel campo tecnologico”, afferma Lorenzo.

“I compiti sono raddoppiati, però avevamo più pause durante le lezioni” ha detto Alessandra.

“Sono riuscita a passare più tempo con la mia famiglia ma mi sono mancati molto gli amici” dichiara Lucia.

La DAD è stata una parentesi all’interno del lockdown dovuto alla pandemia, noiosa ma necessaria. Oggi tutti gli studenti hanno voglia di ritornare in classe perchè niente può sostituire il contatto, il confronto, l’allegria.

Il caos, in una parola sola, che solo una classe può dare.

 

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5 Commenti a: Dalla DAD, in presenza: confusi ma felici

  1. Maria Carla Polese

    Novembre 11th, 2021

    Ottimo lavoro!!! Bravi i ragazzi e bravi i giornalisti!!!

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  2. Silvana Martucci

    Novembre 11th, 2021

    Il contatto quotidiano con gli insegnanti è insostituibile.

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  3. Donato Vantaggiato

    Novembre 12th, 2021

    La didattica a distanza è stata una forzatura non prevista ma necessaria, fortuna che si sia tornato alla normalità

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  4. Antonia

    Novembre 13th, 2021

    Condivido pienamente tutto. Speriamo che con il tempo questo momento diventi solo un ricordo

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  5. Rosanna Ripa

    Novembre 13th, 2021

    La Dad è stata una esperienza importantissima ma necessaria, ma il rapporto con gli insegnanti e i compagni di scuola è insostituibile.

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