Ex Ilva, indotto: Confindustria preoccupata

 

“Un clima di incertezza per un futuro imminente e ancora denso di incognite": è quanto scrive l'organizzazione retta da Pietro Vito Chirulli
pubblicato il 09 Novembre 2021, 16:46
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“Un clima di incertezza per un futuro imminente e ancora denso di incognite: da tempo, non è più solo la situazione dei pagamenti a suscitare la nostra preoccupazione quanto, piuttosto, il futuro più prossimo delle nostre aziende, che ancora non si delinea: non conosciamo il piano industriale e non sappiamo quale sarà la fabbrica di domani, anche alla luce del nuovo assetto che vede l’ingresso della parte pubblica rappresentata da Invitalia e quindi dal Governo”. E’ quanto espresso, in sintesi, da una delegazione di Confindustria Taranto, nel corso di un incontro, richiesto dai sindacati di categoria e tenuto nei giorni scorsi, con il Prefetto di Taranto Demetrio Martino. All’incontro hanno preso parte il reggente dell’Associazione degli Industriali Pietro Vito Chirulli, il presidente della sezione metalmeccanica e navalmeccanica di Confindustria Taranto Antonio Lenoci ed il presidente della sezione Portuali Marittimi e Trasporti Vladimiro Pulpo. Da parte di tutti è stato posto l’accento sulla condizione di estrema incertezza delle aziende dell’indotto rispetto all’immediato futuro, sul quale, in assenza della conoscenza di un piano industriale, così come di un piano ambientale, non si intravedono al momento scenari certi.

Da tempo Confindustria Taranto ha richiesto al Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti un incontro propedeutico a far luce sulle prospettive dello stabilimento e quindi sulle sorti delle aziende fornitrici. Una richiesta che è stata a sua volta segnalata al Prefetto specificando le motivazioni. Del resto, la stessa richiesta di incontro al titolare del Mise da parte di Confindustria verteva sulle prospettive: quali potranno delinearsi di qui a breve, in vista anche dell’acquisizione da parte di Invitalia, entro maggio 2022, del 60 per cento del capitale, così come previsto nell’accordo del 10 dicembre 2020 e così come ricordato di recente dallo stesso Ministro Giorgetti in audizione davanti alla commissione Attività produttive della Camera: prospettive, peraltro, sottoposte a precise condizioni.

Una serie di interrogativi ancora sospesi e che Confindustria, dopo aver segnalato al Prefetto di Taranto il clima di preoccupazione che serpeggia nelle aziende dell’indotto, auspica possano trovare risposta a breve a livello nazionale al fine di ripristinare all’interno dello stabilimento un contesto di garanzie e di maggiore stabilità.

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