“Da naufrago a cittadino”, alla Concattedrale

 

Obiettivo: un percorso che accompagni il migrante sulla strada per diventare cittadino italiano
pubblicato il 25 Ottobre 2021, 11:01
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L’appuntamento, organizzato da ASGI, OHANA odv, LIBERA, ASL Taranto, Babele APS, è fissato al 27 ottobre, dalle ore 18.
Il titolo rappresenta l’ambizione di enti e associazioni della società civile di costruire insieme un percorso che accompagni il migrante lungo la strada per diventare cittadino italiano.
“Nell’arco della serata – affermano gli organizzatori -, vivremo insieme alle storie e ai racconti dei protagonisti le varie tappe di questo lungo e duro percorso: il viaggio per arrivare in Libia, la prigionia ad opera dei trafficanti e la fuga dalle carceri, il salvataggio in mare, l’arrivo sulle nostre coste e l’inizio di una nuova vita”.
Si racconteranno esperienze di integrazione riuscita, di riconquista dell’autonomia, di una nuova vita effettivamente realizzata, “ma proveremo a mettere a fuoco soprattutto le grandi difficoltà che una persona straniera si trova ad affrontare una volta arrivata in Italia interrogandoci sulla cittadinanza nel senso più ampio e pratico”.
Inoltre, “discuteremo non solo delle poche migliaia di richiedenti asilo provenienti dalla Libia o dai Balcani, ma anche delle centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne, che arrivano legalmente dai paesi dell’est Europa, che entrano nelle nostre case e ci restano, spesso private della possibilità di accedere ai diritti minimi previsti dalla legge”.
Si palrerà, perciò, della carenza di una rete di servizi sociali efficaci, tanto per gli stranieri che per gli italiani, della necessità di costruire servizi che consentano l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro e del diritto all’abitazione, del ruolo che gli attori istituzionali e il terzo settore congiuntamente possono svolgere.
“Seguiremo un percorso, quindi, che mostri le difficoltà del riconoscimento della cittadinanza, non quella del riconoscimento burocratico, ma all’effettivo esercizio dei diritti”, concludono.

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