Tempa Rossa, Eni: no alla VIA per pontile petroli

 

Lo ha stabilito la Sottocommissione VIA della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale - VIA e VAS del ministero della Transizione Ecologica
pubblicato il 22 Ottobre 2021, 19:09
8 mins

La Sottocommissione VIA della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS del ministero della Transizione Ecologica, ha stabilito che l’intervento consiste nell’adeguamento (consolidamento strutturale) del pontile esistente a servizio della raffineria ENI di Taranto motivato dall’esigenza, emersa solo in fase di progettazione esecutiva, di fare fronte ad una sensibile accentuazione dello sforzo di taglio gravante sulla trave del pontile esistente sulla quale collocare la linea di trasporto greggio di 30” prevista dal progetto già autorizzato con il Decreto di compatibilità ambientale n. 573 del 27/10/2011, non dovrà essere soggetta ad una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale.

La modifica proposta si inserisce all’interno di un progetto già sottoposto a VIA e per il quale è stata emessa, dapprima, pronuncia di compatibilità ambientale con il DM del MATTM n. 573 già estesa fino al 23/11/2020 con decreto MATTM n. 373 del 17/12/2017.

In seguito, con il parere CTVA n.37 del 21/12/2020 la Commissione sì è espressa favorevolmente alla concessione della proroga del termine previsto dal D.M. n. 573 del 27/10/2011, modificato dal D.M. 373 del 27/12/2017 relativo al progetto “Adeguamento delle strutture della Raffineria di Taranto per la movimentazione del Greggio Tempa Rossa”, per la realizzazione delle opere per una durata di ulteriori 48 mesi rispetto al termine originario ovvero fino al 23/11/2024: si è in attesa del Decreto Ministeriale di proroga della validità della pronuncia di compatibilità in questione.  

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/18/tempa-rossa-leni-rivede-progetto-sul-pontile-petroli/)

Detto ciò, la Sottocommissione ha ribadito che il progetto di “Adeguamento delle strutture della Raffineria di Taranto per la movimentazione del Greggio Tempa Rossa – Adeguamento del Pontile Petroli esistente”, non determina potenziali impatti ambientali significativi e negativi e pertanto non deve essere sottoposto al procedimento di VIA secondo le disposizioni di cui al Titolo III della parte seconda del D.Lgs.n.152/2006 e s.m.i. ritenendo comunque necessario che si provveda all’osservanza delle seguenti condizioni ambientali: 

Condizione ambientale n.1 (Ante-operam, cantiere, post-operam): Predisposizione di un Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) in cui siano monitorate nelle fasi ante-operam, di cantiere e post- operam (per i primi due anni a partire dall’ultimazione dei lavori) le principali matrici interessate da potenziali impatti (aria, acqua marina, biocenosi marina, rumore). Per la situazione ante operam la società Eni dovrà aggiornare i dati di monitoraggio presentati e commentati per le varie matrici ambientali, tenendo conto di quelli più aggiornati disponibili sul sito di ARPA Puglia. 

Condizione ambientale n.2 (cantiere): Ai fini di contenere i potenziali impatti da rumore nei confronti della biocenosi marina, il PMA deve prevedere il supporto di Marine Mammal Observer (MMO) di comprovata esperienza e qualificazione per eventuale sospensione temporanea dei lavori in caso di presenza di specie di interesse in prossimità dell’area del cantiere. I dati acquisiti durante tutte le attività di cantiere dovranno essere archiviati e messi a disposizione alle autorità di controllo, unitamente a un verbale delle attività svolte e delle eventuali sospensioni dei lavori. 

Condizione ambientale n.3 (Ante-operam): Devono essere stimate le concentrazioni dei composti inquinanti presenti nei sedimenti e in colonna d’acqua (in forma quindi particellata e disciolta), nell’area portuale circostante la parte di pontile oggetto dell’intervento, utilizzando le misure ricavabili dalle campagne di monitoraggio disponibili, integrate con quelle ottenute nell’ambito delle attività di monitoraggio del cantiere relativo al prolungamento del pontile; ciò al fine di dimensionare in modo completo le misure di mitigazione già indicate in progetto ed evitare una loro dispersione al di fuori dell’area di cantiere. A tale scopo dovranno essere indicate le concentrazioni degli inquinanti, ricostruendone le isocore a mezzo di modello matematico calibrato con le misure disponibili. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/10/21/ex-ilva-eni-e-il-syngas-la-transizione-e-roba-loro/)

Condizione ambientale n.4 (Ante-operam): Devono essere identificati in modo univoco gli interventi di mitigazione che si intendono applicare durante la
fase di realizzazione dell’opera per il contenimento dei potenziali impatti, dichiarati dalla stessa società proponente, connessi alla diffusione di inquinanti in atmosfera, alla risospensione dei sedimenti marini e alla diffusione di rumori in ambito terrestre e marino, definendo altresì gli indicatori che si intende monitorare all’interno del PMA per verificare l’efficacia degli interventi stessi. 

Condizione ambientale n.5 (cantiere): Devono essere identificate le caratteristiche qualitative (codice EER) e quantitative dei rifiuti prodotti, e specificate le relative modalità di smaltimento/recupero, citando gli impianti di smaltimento/recupero che si intendono utilizzare. 

Infine nel documento viene ricordaot che queste prescrizioni non rappresentano “un rinvio a livello di progettazione esecutiva di nuove scelte progettuali o nuove valutazioni circa gli impatti delle opere sui vari profili ambientali o in merito ai rischi derivanti dall’esecuzione degli interventi, bensì l’opportuna e consapevole imposizione di ulteriori controlli e verifiche proprie dell’azione di “sorveglianza ambientale”, da effettuarsi anche prima che il Proponente dia avvio alle operazioni di trasformazione del territorio”, in quanto circoscritte a: i) mitigazioni e raccomandazioni cantieristiche utili anche al proponente in quanto assenti al livello progettuale sottoposto alla verifica di assoggettabilità a VIA; ii) monitoraggi (prescrizioni che impongono il controllo dello stato in cui si trova l’ambiente rispetto alla situazione “ante opera”)”.

Sul progetto Tempa Rossa abbiamo scritto sin dal suo principio decine di articoli nel primo decennio degli anni duemila sulle colonne del ‘TarantoOggi(conseguendo anche un premio giornalistico d’inchiesta nel 2013), proseguendo poi sulle pagine del corriereditaranto.it. Non staremo dunque qui a ripeterci cose già arcinote.

Resta da capire quale sarà il reale sviluppo e il futuro della raffinazione a Taranto, visto che l’Eni sul territorio nazionale ha iniziato un lungo processo di riconversione e trasformazione delle proprie attività, con l’azienda del cane a sei zampe che prevede di uscire dalla raffinazione tradizionale entro i prossimi 10-15 anni per abbandonare del tutto entro il 2050 il settore oil e gas.

Certamente però, su quanto avviene all’interno della raffineria Eni (ed all’esterno con le emissioni odorigene che sembrano essere finalmente diminuite negli anni), bisognerà tenere gli occhi ben aperti: sia sulla sua eventuale e molto probabile riconversione, sia sulla possibilità che si trasformi in un semplice sito di stoccaggio.

Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sul progetto Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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