Guardia Costiera, pesca di frodo: multa e sequestro

 

pubblicato il 22 Ottobre 2021, 12:26
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Procedono i controlli della Guardia Costiera di Taranto su tutta la filiera della pesca. Ieri un equipaggio della Capitaneria di porto durante i servizi di pattugliamento degli specchi acquei portuali e della fascia costiera di giurisdizione, ha accertato l’attività di pesca di frodo da parte di un soggetto sorpreso a utilizzare una rete da posta di tipo tremaglio, della lunghezza di 150 metri, in violazione delle norme che disciplinano l’impiego di tale attrezzatura, consentita solo ai pescatori professionali imbarcati su di unità da pesca regolarmente iscritte nei Registri delle navi minori e dei galleggianti tenuti dalle Capitanerie di porto e munite di licenza rilasciata dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.
L’uomo, che effettuava la pesca a bordo di un natante da diporto è stata multato con una sanzione di 1000 euro, che si è aggiunta al sequestro della rete.
Il prelievo di prodotti ittici effettuato da soggetti privi delle necessarie autorizzazioni per l’esercizio della pesca professionale, effettuato oltre i limiti previsti in ambito sportivo e ricreativo (pari a 5 chilogrammi giornalieri per pescatore), rientra a pieno titolo nel novero delle cosiddette pesche illegali, vietate dalla normativa nazionale e da quella comunitaria Il contrasto a tale tipologia di pesca illecita, che nel suo complesso incide in maniera assai negativa sulla consistenza degli stock ittici marini, rappresenta un preciso obbligo dell’Italia quale Stato membro dell’Unione europea.

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