“Mercoledì del MArTA” si sposta a venerdì con “Taranto rupestre”

 

pubblicato il 20 Ottobre 2021, 17:00
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A Taranto lo chiamano più genericamente carparo per indicare il banco di calcarenite che è la struttura geologica dell’area della città vecchia: elemento fondamentale della storia del territorio tarantino.

Se ne discuterà il prossimo venerdì 22 ottobre alle ore 18:00 in diretta sui profili Youtube e Facebook del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, nell’ambito della rassegna dei “Mercoledì del MArTA”, questa volta straordinariamente traslata di due giorni rispetto all’appuntamento canonico di metà settimana.

A relazionare sul tema affascinante della “Taranto rupestre” sarà l’archeologa medievista Silvia De Vitis, archeologa esperta della città di Taranto che su quel banco roccioso ha cavato, creando suggestivi impianti ipogei, e costruito in superficie.

Sin dall’età romana – spiega Silvia De Vitis – si assiste ad una funzionalizzazione degli ambienti cavati, e gli scavi ne hanno permesso di verificare la funzione funeraria, e forse non solo.

Con la ricostruzione bizantina della città – continua l’archeologa e ricercatrice – assistiamo ad una vera e propria fase rupestre, emblematicamente indicata dal nome di un percorso, matrice dell’urbanistica medievale della città: via Cava. A differenza degli insediamenti rupestri nelle gravine e lame, che sono dei villaggi abbandonati quasi tutti nel corso del XIII – XIV secolo, in questo caso la nascita della città bizantina e poi medievale li ha trasformati, riadattati, destinati a nuove funzioni, ma non li ha mai distrutti. Dunque la loro valenza è notevolissima.

La relazione della dott.ssa Silvia De Vitis, introdotta dall’intervento della direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, esaminerà, dunque, le conoscenze sinora acquisite, evidenziando come anche la Taranto bizantina abbia avuto, al pari di quasi tutti i centri dell’arco ionico-materano, una vera e propria fase rupestre.

Foto di repertorio: Gravina di Ginosa

 

 

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