La Veste Rossa: a febbraio convegno internazionale sulla cultura popolare religiosa

 

“Aspetti religiosi della settimana santa, abiti e musiche: Italia e Spagna a confronto” il tema. Diversi gli ospiti dalla penisola iberica
pubblicato il 13 Ottobre 2021, 12:51
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L’associazione internazionale ‘La Veste Rossa’ di Taranto a febbraio promuove e organizza il convegno internazionale sulla cultura popolare religiosa. Ecco i dettagli in una nota.

Evidentemente dobbiamo essere antipatici e/o dare fastidio a più di qualcuno. Ma chi fa ricerca semina dubbi e non diffonde certezze. Dunque: qualche problematica l’abbiamo creata. Ad esempio il dover rivedere i molti (forse troppi) testi pubblicati in materia di origini della cultura popolare in generale e della settimana santa in particolare. Si può far finta di nulla ma resta un certo imbarazzo, visto che vacillano una serie di presunte certezze, diventate gratuite alla luce delle recenti ricerche. Inoltre abbiamo un grande difetto: al contrario di chi si è dedicato a festival e mostre, non distribuiamo danaro per avere udienza e credibilità nei “salotti buoni”. Questa circostanza ci rende poco graditi a chi, delle citate certezze, si è nutrito: in tutti i sensi. E dato che per natura nasciamo cocciuti e testardi, imperterriti proveremo a seguitare, nonostante le avversità create da chi ha mutuato ed a volte copiato senza verifica, le certezze proposte da altri. Consapevoli di queste premesse, per il 2022, accorpando quello non celebrato per la pandemia, stiamo definendo il programma del 9° e 10° convegno internazionale sulla cultura popolare religiosa, programmato per 26 e 27 di febbraio e che avrà per tema: “Aspetti religiosi della settimana santa, abiti e musiche: Italia e Spagna a confronto”. Le relazioni più rilevanti saranno quella dell’Arcivescovo di Granada, Monsignor Francisco Javier Martínez Fernández, e quella dell’Arcivescovo di Taranto, Monsignor Filippo Santoro. Crediamo però che molto interessanti saranno gli interventi del maestro Jorge de la Chica, giornalista esperto di musica, presso la catena radiofonica spagnola Radio Cobe Conocedor, il quale parlerà delle musiche processionali spagnole. Gli risponderà il maestro Giuseppe Gregucci, direttore del complesso bandistico Santa Cecilia di Taranto, che tratterà il medesimo argomento in chiave italiana, con particolare riferimento alle “marce funebri” della settimana santa tarantina. Ricorderà l’importanza ed il ruolo all’interno del tessuto sociale delle Confraternite, il giornalista Jorge Martinez, di Tg7, tv diffusa in Andalusia, che conduce una trasmissione settimanale sul mondo confraternale, e promuove le loro diverse iniziative dell’intero anno, e non solo della settimana santa. Questo ruolo nelle nostre confraternite si è un po’ perso, e ora limitano le loro attività annuali, oltre la settimana santa. Infine, tanto per restare nell’ambito di quanto detto in precedenza, il dottor Adelardo Mora, già priore della Hermandad de la Oracion en el Huerto di Granada, parlerà di come Juan Manuel Rodriguez Ojeda abbia dato un codice comportamentale ed una tradizione ai riti della settimana santa dell’intera Andalusia, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo, collocando storicamente l’evento in epoca ben più recente di quanto non continuino a raccontare coloro che sono pieni di certezze, mentre noi continuiamo a coltivare i nostri dubbi. Altri interventi si stanno definendo per bilanciare adeguatamente in chiave tarantina e pugliese il convegno. Intanto questa associazione intende ringraziare anticipatamente quanti credono nel lavoro di studio e ricerca che cerca di svolgere. Il Conad che sostiene ed ha già sostenuto l’iniziativa, la Provincia di Taranto che con il presidente Giovanni Gugliotti ha offerto la propria disponibilità nell’ambito delle competenze dell’ente, e tutti quelli che nel frattempo, hanno offerto la propria disponibilità, come Puglia Promozione, che dovrebbe garantire il servizio di traduzione simultanea durante l’evento. Si tenterà di coinvolgere le altre confraternite della provincia. non per trovare seguaci ma per continuare a seminare dubbi, sollecitando l’interessarsi per la ricerca e la storia. Quella reale e non quella che fa comodo”.

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