Stefani già protagonista, Sabbi non è lui

 

Le pagelle di Gioiella Prisma Ta - Tonno Callipo VV
pubblicato il 11 Ottobre 2021, 19:53
7 mins

Il ritorno in SuperLega di Taranto non è  fortunato. La squadra di coach Di Pinto si scontra subito con la realtà che gli riserverà avversari contro i quali bisognerà giocare al massimo in tutti i fondamentali, come accaduto con Vibo. I calabresi hanno approfittato prima dei tanti errori dei rossoblù in battuta (21, quasi un set intero regalato) e poi puntando sul proprio di servizio, non sempre perfetto (19 errori) ma certamente redditizio (8 ace) ed in grado di creare non poche difficoltà ai giocatori puntati (prima Randazzo, poi Palonsky ed infine Laurenzano). Vibo è un club al suo quindicesimo anno di A/1, il quinto consecutivo, con una strategia societaria consolidata che mira probabilmente ad eguagliare se non a migliorare il quinto posto della scorsa stagione.

Per la novizia Taranto ci sarà tanto da lavorare per trovare la giusta alchimia in campo. Nel terzo e quarto set, grazie all’innesto dei giocatori più giovani, si è vista una bella reazione dalla quale ripartire. Stefani può diventare un settimo uomo fondamentale per il cammino degli jonici in campionato, perché unico attaccante dotato di quella fisicità che può fare la differenza.

Ecco le pagelle di Gioiella Prisma Taranto-Tonno Callipo Vibo Valentia 1-3

FALASCHI 6: fa quel che può. Su ricezione ballerina va in giro per il taraflex a cercare di servire palloni rigiocabili dai suoi attaccanti. Quando è riuscito a rimanere nella linea dei tre metri ha fatto vedere cose molto buone: alzate ad una mano, alzate dietro, pipe, palle spinte in banda e palle alte (quelle che attacca meglio Stefani). Forse poteva rischiare qualcosa di più sui centrali ma evidentemente non si sentiva sicuro. Commette 3 errori in battuta.

SABBI 4,5: il suo tabellino è impietoso: 3 punti, 2 su 10 in attacco (20%), 1 muro vincente, 4 muri subìti ed 1 errore punto, 5 battute sbagliate (3 su 3 nel primo set). Da un giocatore come lui ci si attende tanto altro. Sicuramente non è al meglio della condizione fisica ed ha bisogno di tempo per ritrovare certi ritmi di gioco.

ALLETTI 5,5: 5 punti (4 su 6 in attacco con il 67%, 1 a muro). Un errore in battuta. Attacca pochi palloni (nel primo set nessuno addirittura) e dunque deve fare un lavoro quasi totalmente tattico. Gli attaccanti di Vibo spesso, però, passano sopra il muro e risultano imprendibili.

DI MARTINO 5,5: 5 punti (4 su 7 in attacco con il 57%, 1 a muro). Al servizio commette tre errori, in altre circostanze viene rimpiazzato in questo fondamentale da Gironi. Vale lo stesso discorso del suo collega di ruolo.

RANDAZZO 5,5: 8 punti (8 su 16 in attacco con il 50%, di positività), 3 errori in battuta, 1 errore in attacco, 1 muro subìto, 48% di ricezione positiva e 22% di perfetta su ben 23 palloni ricevuti. Parte bene in attacco, specie in pipe, ma la tattica di Vibo è precisa: battere su di lui, considerato anello debole della ricezione, per cercare appunto di togliergli la possibilità di arrivare lucido sottorete. Nel quarto set viene sostituito definitivamente.

JOAO RAFAEL 5,5: 11 punti (11 su 23 in attacco con percentuale di positività del 48%). Un errore in battuta, 5 in attacco, 2 muri subìti. Ricezione positiva 36% (14% la perfetta) su 14 palloni ricevuti. Parte bene nel primo set (5 su 8 in attacco), poi si spegne. Ci si aspettava molto di più dallo schiacciatore brasiliano che è stato preso per equilibrare la squadra garantendo sia attacco che ricezione.

POCHINI 5,5: 17% di ricezione positiva su 6 palloni ricevuti. L’impressione avuta è che non sia riuscito a dare grande sicurezza. Probabilmente è una questione di condizione ma anche di abitudine mentale ai ritmi di SuperLega che per lui rappresentano una novità.

STEFANI 7,5: 19 punti (18 su 29 in attacco con il 62% di positività), 1 muro vincente, 2 muri subìti, 2 errori in attacco, 2 battute sbagliate. Il suo ingresso è un toccasana per le velleità di rimonta di Taranto. In due set, terzo e quarto, colleziona 17 punti. Palla alta, a lui che è 211 cm, ed azione punto con grosse probabilità di essere vincente.

LAURENZANO 6: a 18 anni e 4 mesi fa il suo esordio in SuperLega. Il futuro è suo se lo vorrà. Si dispera, fin quasi alle lacrime, per aver subìto gli ace di Nishida che chiudono il match ma il suo ingresso in seconda linea ha certamente apportato dei benefici, specie nel terzo e quarto set. Chiude con il 50% di ricezione positiva (43% di perfetta) su 14 palloni ricevuti.

PALONSKY 5,5: 7 punti (7 su 21 in attacco, 33% di positività), 2 errori punto, 2 errori in battuta. Ricezione positiva 32% (16% la perfetta). Entra nello starting six nel terzo e quarto set. Parte bene ma poi gli avversari gli prendono le misure e come accaduto per Randazzo cominciano a battergli addosso. Ha bisogno di mettere su massa muscolare per competere fisicamente con gli alti schiacciatori della SuperLega italiana.

DI PINTO 6: è la prima partita. Ci sono ancora tante incognite. C’è bisogno di tempo anche se il match di sabato a Ravenna è troppo importante nell’economia del campionato. Rischia, ai limiti quasi dell’azzardo, nel gettare nella mischia tre ragazzi come Stefani (2001), Laurenzano (2003), Palonsky (1999) per tentare di raddirizzare una partita iniziata male. Gli stava riuscendo l’ennesima “magata”.

VIBO VALENTIA 7: è una squadra totalmente rinnovata, che deve trovare ancora i giusti meccanismi ma ha giocatori di esperienza tale da poter gestire a livello mentale i momenti topici del match. Il giovane opposto mancino Nishida (classe 2000) è incostante ma emerge quando deve (i tre ace consecutivi finali). Douglas Souza è un fuoriclasse che potrà regalare ai tifosi vibonesi grandi soddisfazioni (tanti gli attacchi in diagonale lungo passati sopra il muro di Taranto). Mauricio Borges, schiacciatore completo in ogni fondamentale, si vede che è una vecchia volpe dei taraflex.

*credit foto Paolo Occhinegro

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