Parco eolico off shore, si fermano i lavori

 

Lo stop dovuto ad un problema sorto sulla nave olandese che si sta occupando della prima operazione prevista dai lavori: l'infissione dei monopali sul fondale
pubblicato il 11 Ottobre 2021, 19:03
3 mins

Neanche il tempo di partire che già arriva il primo stop per i lavori per la realizzazione del primo parco eolico offshore d’Italia nella rada di Mar Grande a Taranto.

A causare l’intoppo un problema di natura tecnica sopraggiunto durante le operazioni di infissione del primo monopalo (prodotti in Spagna dalla ditta Haizea che costituiranno l’ossatura del primo parco eolico offshore del Mediterraneo). I pali infatti vengono battuti da un’asta metallica che si trova all’interno di un cilindro al cui interno si è creata una crepa.

Per questo motivo le operazioni a bordo della nave specializzata MPI Resolution della società olandese Mpi Offshore del gruppo Van Oord, l’unità da lavoro che si occupa di installare al largo di Taranto il primo campo eolico offshore d’Italia (il contratto prevede sia il trasporto dalla terraferma che l’installazione delle turbine con le relative strutture) sono state interrotte ed al momento non sappiamo quando riprenderanno.

Una volta riparato il danno al cilindro, la società comunicherà alla Capitaneria di Porto il nuovo crono programma dei lavori, che inizialmente prevedeva la conclusione degli stessi in 10-12 giorni per collocare i monopali sul fondale, a cui seguirà il montaggio di torri e turbine: le due operazioni dovrebbero durare in tutto 45 giorni. Dopo di che saranno stesi ni mare i cavi elettrici di collegamento tra le turbine, che poi approderanno sulla terra. A dicembre dovrebbe avvenire l’aggancio alla rete elettrica nazionale. Il parco eolico dovrebbe dunque entrare in funzione nei primi mesi del 2022. Ma al momento non sappiamo se il fermo dei lavori provocherà uno slittamento sui tempi di realizzazione del parco o meno.

Ricordiamo che la nave di Mpi Offshore (tecnicamente si tratta di una offshore installation vessel in grado di lavorare sia su fondali profondi o pescaggio contenuto) è salpata diverse settimane fa dal porto di Rotterdam dopo aver imbarcato a bordo alcuni impianti e attrezzature (tra cui un martello Menck, un fissaggio marino, uno strumento di ribaltamento e un’attrezzatura di sollevamento) che sono necessarie durante il periodo di lavoro nel Mar Jonio.

Mentre la fornitura di turbine eoliche è stata assegnata alla società cinese Ming Yang Smart energy, che è andata sostituire la precedente pattuita con Senvion, società poi fallita e acquistata da Siemens Gamesa. La società fornirà 10 turbine eoliche MySE 3.0-135 con un contratto di servizio O&M completo di 25 anni. Quattro pale eoliche andranno alle spalle del Molo Polisettoriale e sei invece vicino le dighe foranee.

Per ulteriori approfondimenti e per leggere le nostre riflessioni sul progetto, rimandiamo i lettori all’ultimo articolo pubblicato su queste pagine lo scorso mese che trovate al link qui sotto. In attesa dei prossimi aggiornamenti.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/09/15/parco-eolico-partono-i-lavori-pronto-nel-2022/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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