Bonifica Mar Piccolo: punto e accapo?

 

L'attuale Commissario straordinario, il prefetto Demetrio Martino, pare intenzionato ad "azzerare" il lavoro della Corbelli
pubblicato il 10 Ottobre 2021, 11:45
9 mins

Tutto da rifare per la bonifica del Mar Piccolo? Così pare stando alle ultime indiscrezioni trapelate da Palazzo del Governo. Come sapete, in queste settimane si parla molto – e giustamente – del futuro della nostra mitilicoltura in particolare, ma più in generale delle attività che riguardano il nostro mare. Diversi gli incontri e gli interventi, in prospettiva un tavolo permanente sollecitato dal Comune di Taranto a cui le associazioni datoriali e i sindacati di categoria hanno risposto positivamente. In mezzo, e usiamo il condizionale d’obbligo, la probabile volontà dell’attuale Commissario straordinario alle bonifiche, il prefetto Demetrio Martino, di “azzerare” il lavoro del predecessore, Vera Corbelli, sul Mar Piccolo, il cuore della mitilicoltura tarantina.

Il prefetto Demetrio Martino

Dunque, punto e accapo. Da cosa nasce questa probabilità? Sembra che il Prefetto di Taranto abbia inviato un documento alle associazioni datoriali e ai sindacati di categoria, riguardo le azioni di bonifica finora operate in Mar Piccolo dalla precedente struttura commissariale, in cui si sottolinea la “mancanza all’analisi costi/benefici dell’azione intrapresa; incoerenza dell’intervento in argomento con le finalità del ruolo strategico assegnato al Commissario, poiché le finalità che si è inteso perseguire attengono spiccatamente al valore scientifico e sperimentale dei risultati attesi e tralasciano, invece, l’obiettivo principale, e cioè il miglioramento ambientale; mancata corrispondenza tra i siti individuati per la sperimentazione e quelli maggiormente a rischio contaminazione in presenza degli allevamenti di mitili; tempi lunghi occorrenti per la conclusione dell’intervento, stimati in circa tre anni, esclusivamente per valutare l’efficacia delle tecniche di bonifica oggetto di sperimentazione e cioè: asportazione selettiva, capping e bioremedetion, peraltro già oggetto di un approfondito studio eseguito dall’ARPA Puglia circa sei anni addietro; sfavorevole rapporto tra impiego di risorse finanziarie pubbliche e risultato in termini di sedimenti marini bonificati: circa 35 milioni di euro per la bonifica di meno di 15 ettari di fondale” e ancora “a breve saranno liberate risorse per 55 milioni, da utilizzare, mediante pianificazioni condivise con l’Amministrazione comunale e i referenti dei mitilicoltori, per mirati interventi di miglioramento ambientale nelle aree e con modalità che risulteranno più efficaci, sia sotto il profilo squisitamente tecnico ambientale sia per garantire il miglior rapporto tra spesa pubblica e efficacia dell’azione amministrativa”.

L’ex Commissario Vera Corbelli

Questi due passaggi riportati sono uno stralcio del documento che, se confermato ma le fonti sono ben informate, in pratica rimetterebbe la palla al centro per una nuova partita. In pratica, tutto ciò che è stato fatto e da fare – se non intepretiamo male i passaggi di cui sopra – non serve a nulla. Il che significa, aggiungiamo qui, che dal 2013 a oggi, prima con Alfio Pini (2013-2014 il suo incarico) e poi con Vera Corbelli (204-2020), si è… perso solo tempo e consumato risorse, appunto secondo quanto penserebbe il prefetto Martino.

Ora, qui non saliamo sul piedistallo per pontificare. Semmai, diciamo la nostra partendo da qualche considerazione. Intanto, quella che Taranto è ancora una volta posta di lato anzichè al centro dell’attenzione: possibile che dal 2012, l’anno dell’esplosione della vicenda Ilva, a oggi non sia stato fatto il possibile per uno dei siti strategici della città, e cioè il Mar Piccolo? E se così fosse, è possibile sopportare questi che sembrano altri cazzotti per una città ferita e che da decenni paga un prezzo altissimo alle scelleratezze (ad esser buoni…) altrui? E allora ci chiediamo: in tutti questi anni in cui la precedente struttura commissariale operava e soprattutto condivideva obiettivi e azioni con le altre istituzioni, come mai a nessuno sia venuto qualche dubbio sul valore scientifico dei metodi e delle soluzioni adottate?

OSSERVATORIO GALENE – Il giorno della sottoscrizione

Qui vogliamo semplicemente ricordare che, qualche anno fa, fu costituito l’Osservatorio Galene. Era il 7 febbraio del 2019, l’allora Commissario Vera Corbelli affermava, in Prefettura: “E’ uno dei tasselli di un percorso ampio avviato qualche anno fa. Abbiamo realizzato gli interventi prioritari relativi all’accordo di Governo del 2012 ai quali abbiamo aggiunto una ulteriore azione innovativa, unica a livello nazionale ed internazionale affrontando il problema dell’inquinamento diffuso indagando le cause, le sorgenti, analizzando i bersagli e gli impatti sul sistema fisico. E non ci siamo limitati a questo, ci siamo presi per mano tutti i presenti intorno a questo tavolo. Per la prima volta si compie un’azione di sistema che lavora sinergicamente per lo sviluppo del territorio e nel rispetto dell’ambiente. L’Osservatorio è il volto di un intero territorio che opera insieme condividendo azioni e obiettivi e che guarda con ottimismo al futuro. Una comunità molto attiva che ha pagato a sue spese il danno ambientale e che merita l’attenzione del Governo per Taranto. Da Taranto partono le linee strategiche di sviluppo del territorio e Taranto deve assumere il ruolo di capitale del Mediterraneo, riferimento per lo sviluppo ionico. Taranto è un laboratorio in scala reale dove la nazione, dove la società civile sta dimostrando che si può fare molto, dove sta cambiando un paradigma. Basta coi i messaggi negativi. Dobbiamo invece far partire messaggi forti, il Mezzogiorno è capace di riprendersi e dare risposte positive”. Alla stipula della sua costituzione, come riferiscono le cronache di quel giorno, “il Sindaco di Taranto, l’Assessore regionale all’ambiente della Puglia, il Presidente della Provincia, il Presidente della Camera di Commercio, il Soprintendente archeologico, i rappresentanti dell’Università degli Studi, del Politecnico, del CNR, dell’Arpa Puglia, del Comando Marittimo Sud della Marina Militare, della Capitaneria di Porto, del Comando Provinciale e del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, il Direttore dell’A.S.L., oltre i rappresentanti dell’economia e delle associazioni ambientaliste del territorio”.

OSSERVATORIO GALENE – La nomina di Giangrande a presidente

Successivamente, a gennaio del 2020, si svolse la prima assemblea ordinaria dell’Osservatorio in cui vennero nominati il presidente (Leonardo Giangrande, Confcommercio) e i due vice (Fabio Millarte del WWF e Cosimo Bisignano di LEGACOOP Agroalimentare); l’assemblea, anche qui come riportano le cronache, fu salutata dal prefetto Martino che plaudì “all’iniziativa e sottolineando il ruolo significativo della partecipazione della società ai processi di trasformazione e valorizzazione territoriali, particolarmente sentiti in questo momento per l’area tarantina” e inoltre esortò “i presenti a fare sintesi per il raggiungimento di obiettivi prefissati, al fine di ottimizzare il percorso virtuoso intrapreso”.
Quesito d’obbligo: cos’è cambiato da quella condivisione a oggi, a parte il mandato scaduto sempre l’anno scorso della Corbelli? A questo punto c’è da intuire che il cosiddetto tavolo permanente sulla mitilicoltura, sollecitato dal sindaco Melucci e apprezzato da associazioni datoriali e sindacati di categoria, potrebbe sostituire in toto l’Osservatorio? E, soprattutto, che si ricomincerà daccapo sulle azioni di bonifica del Mar Piccolo se il tavolo permanente farà il pari con le considerazioni dell’attuale Commissario prefetto Martino il quale (ci risulta ma pronti a essere smentiti) non avrebbe una struttura scientifica per essere così precise e mirate?
E, va detto a conclusione, ci è sfuggito qualcosa oppure, al contrario, qualcosa non quadra? A voi le riflessioni finali…

leggi https://www.corriereditaranto.it/2020/07/09/osservatorio-galene-una-svolta-per-il-settore-della-mitilicoltura/

https://www.corriereditaranto.it/2020/01/23/mar-piccolo-nominati-vertici-dellosservatorio-galene/

https://www.corriereditaranto.it/?s=galene&submit=Go

Condividi:
Share
Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Commenta

  • (non verrà pubblicata)