Qualità dell’aria 2020: dati positivi e criticità

 

Lunga relazione di ARPA Puglia sul 2020: segnalate criticità legate ad un aumento del benzene, il caso 'SO2' del febbraio 2020 e il 'misterioso' aumento della diossina alla Masseria Carmine del 2018
pubblicato il 06 Ottobre 2021, 20:36
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L’Agenzia regionale ARPA Puglia ha pubblicato una lunga relazione, ben 90 pagine, nella quale vengono riportati i dati di qualità dell’aria aggiornati al 2020, registrati nei comuni di Taranto e Statte. Particolare approfondimento è riservato ai dati acquisiti nei siti di monitoraggio ricadenti nel quartiere Tamburi di Taranto (classificati ex D.Lgs. n.155/2010 come industriali), posti a confronto con siti classificati come traffico e fondo. 

Ricordiamo che il report di monitoraggio della qualità dell’aria per l’area di Taranto e Statte viene annualmente predisposto in riferimento al “Piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della Qualità dell’Aria nel quartiere Tamburi (TA) per gli inquinanti benzo(a)pirene e PM10”, approvato dalla Regione Puglia con D.G.R. n.1944 del 2/10/2012. 

Oltre ai trend osservati negli andamenti degli inquinanti rilevati nel corso degli anni, nella relazione è presente un approfondimento relativo ai dati dell’ultimo triennio e, in particolare, del periodo corrispondente alla gestione da parte di Arcelor Mittal Italia dello stabilimento siderurgico ex Ilva, che è subentrata nel mese di novembre 2018. Si considererà, di conseguenza, il 2019 come il primo anno intero di gestione della Società AMI. 

Come per il 2019, anche per l’anno 2020 viene evidenziato che nessun limite di legge previsto dal D.Lgs. n.155/2010 è stato superato, sia per tutti gli inquinanti gassosi rilevati dalle reti fisse di monitoraggio della qualità dell’aria, che per il PM10 e il PM2.5. In particolare, dal 2017 al 2020 si è osservata una generale stabilità dei livelli medi annui di inquinamento da PM10 in tutti i siti presenti nei Comuni di Taranto e Statte. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/05/2qualita-aria-ok-nel-2019-anche-con-arcelormittal/)

PM10 

Le concentrazioni annuali di PM10 misurate nelle centraline della qualità dell’aria della città di Taranto hanno mostrato livelli paragonabili negli anni, in decremento a partire dal 2012 nelle stazioni del quartiere Tamburi. Anche nel 2020, in nessun sito del comune di Taranto è stato superato il valore limite previsto dal D.Lgs. 155/2010 sulla media annuale, pari a 40 μg/m3. La media annua di PM10 più elevata è stata registrata nel sito Tamburi- via Orsini (classificato come “industriale”, rete AMI), al quartiere Tamburi, con 27 μg/m3. In nessun sito è stato superato il numero massimo di 35 superamenti sulla media giornaliera consentiti dalla norma e i numeri dei superamenti per centralina. Come già riportato negli anni precedenti, il decremento delle concentrazioni annuali di PM10 a partire dal 2011, particolarmente evidente nelle stazioni del quartiere Tamburi ed accentuato maggiormente nel 2014 rispetto al 2013, può essere attribuito, oltre che alla riduzione della produzione industriale degli ultimi anni, ad una serie di misure di risanamento messe in atto a partire da settembre 2012, volte a limitare il carico emissivo industriale nei cosiddetti wind days, giorni di elevata ventosità, in cui l’agglomerato urbano si trova sottovento al polo industriale e all’introduzione progressiva di presidi ambientali imposti in ultimo con DPCM 29/09/2017.

Per quanto riguarda il numero complessivo (al lordo dei contributi dovuti alle Saharan Dust) dei superamenti rilevati nel 2020 sulla media giornaliera, si rileva un lieve incremento del numero, rispetto al 2019, nei siti Taranto Via Archimede, Taranto Via A. Adige, Taranto Paolo VI, Statte Sorgenti e Statte Wind. Anche le stazioni di Martina Franca e Massafra mostrano un aumento più apprezzabile. Per tutte le altre cabine i valori risultano in calo (Taranto S. Vito, Taranto Talsano, Taranto Via Orsini) o invariati (Via Machiavelli). Il maggior numero di superamenti nel 2020 è stato registrato a Martina Franca.

Le medie annue di PM10 registrate nel 2020 sono sostanzialmente confrontabili con quelle che erano state misurate nel 2019. Nel dettaglio, nel 2020, rispetto al 2019, sono rimaste invariate le medie annue di concentrazione di PM10 nelle centraline Adige, Paolo VI e Via Orsini al quartiere Tamburi (incremento % nullo). Si è osservata una lieve diminuzione della media annua del PM10 in tutte le altre ad esclusione di Statte Wind. 

Le concentrazioni medie annuali di PM10 dal 2009 al 2020 nella centralina di Talsano (classificata come fondo) sono risultate costantemente più basse rispetto a quelle delle stazioni della RRQA poste nel quartiere Tamburi (in Via Machiavelli, Via Archimede, Via Orsini). I valori più bassi delle medie annue di PM10 in tutta la rete sono risultati sempre quelli registrati a Paolo VI- CISI e a Statte-Sorgenti. 

Per quanto riguarda invece la rete AMI, la media annua più elevata presso la centralina Cokeria è stata registrata nell’anno 2017. Nelle altre cabine per lo stesso periodo non si osservano sostanziali variazioni nelle medie annuali e nemmeno incrementi nell’anno 2020, rispetto agli anni precedenti ad eccezione della stazione Meteo Parchi dove nel 2020 si è riscontrato un incremento rispetto all’anno precedente, presumibilmente per le opere di copertura dei parchi di stoccaggio dei carbonili. 

Dal mese di novembre 2018 è iniziata la gestione da parte di Arcelor Mittal e da tale mese non si rilevano incrementi significativi nelle medie mensili di PM10 rispetto a quelle dei mesi precedenti, ad eccezione del sito Meteo Parchi che ha mostrato incrementi nei mesi di gennaio÷giugno 2020, come mostrato in Figura 2.1.7b. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/29/2arpa-qualita-dellaria-trend-positivo-nel-2018/)

PM2,5 

I livelli di concentrazione in aria ambiente di PM2.5 nel 2020, non hanno mostrato superamenti per tale parametro rispetto al valore limite annuale per la protezione della salute umana, pari a 25 μg/m3. La concentrazione media annua più elevata nel quadriennio 2017-2020 è stata registrata costantemente nella stazione presente in Via Orsini-Tamburi (industriale, Rete AMI). 

Dal 2019 al 2020 in tutte le centraline non sono state osservate sostanziali variazioni delle medie annue di PM2.5. Nel 2020, rispetto al 2019, le medie annue di concentrazione di PM2.5 sono rimaste invariate (incremento % nullo nei siti Via Archimede, Via Machiavelli e Paolo VI) o sono aumentate di 1 ng/m3 (nei casi di Via A. Adige e Via Orsini); in termini percentuali, si può calcolare un aumento nel 2020 dell’9% nella cabina di Via A. Adige, del 7% in Via Orsini. 

In sintesi, si può definire come stazionaria la situazione relativa ai livelli di PM2.5 nel 2020 rispetto a quella dell’anno precedente. 

Dal mese di novembre 2018 non sono stati osservati incrementi significativi delle medie mensili di PM2.5 o comunque superiori rispetto a quelle che erano state già registrate nei mesi precedenti. 

Benzene

Le medie annue, nelle centraline della RRQA, a partire dal 2014, sono risultate piuttosto contenute e molto al di sotto del limite consentito, con valori che si attestano attorno ad 1 μg/m3. I trend degli andamenti annuali di questo inquinante nella RRQA mostrano una variazione non significativa negli anni, con valori costantemente più alti in Via Machiavelli nel quartiere Tamburi (industriale) rispetto a Via Alto Adige (traffico) sino al 2014, e livelli stazionari e uguali tra loro nei due siti dal 2015 al 2019. Nel 2019, anno in cui la gestione dello stabilimento siderurgico di Taranto è stata affidata alla Società Arcelor Mittal, le medie annue sono risultate confrontabili rispetto a quelle misurate nel 2018. Nel 2020, invece, le medie annue di Benzene sono risultate in aumento rispetto a quelle registrate nel 2019. In particolare nella stazione sita in Via Orsini-Tamburi, nel 2020 rispetto al 2019 vi è stato un incremento percentuale del 118%, mentre rispetto al 2017 e al 2018 è stato del 154%. Nel sito in Via Adige, classificato come da traffico, la media annua è risultata invariata. 

Per quanto attiene alla rete AMI, nelle centraline Meteo Parchi, Direzione e Tamburi-Via Orsini si è osservato un aumento delle medie annue particolarmente evidente nel 2020. Si richiama come, a partire dal dicembre 2019, era stato rilevato un evidente aumento delle concentrazioni medie mensili di Benzene nelle centraline Direzione, Meteo Parchi e Tamburi-Orsini rispetto ai livelli che caratterizzavano i mesi precedenti. I livelli mensili più elevati si osservano, costantemente, nella cabina denominata Cokeria. Il 2020 è stato l’anno nel quale si è registrata la media annua più elevata presso la centralina Cokeria.

Nella stazione esterna della rete AMI, sita in Via Orsini-Tamburi, per quanto attiene le medie annue, nel 2020 rispetto al 2019 vi è stato un incremento percentuale del 118%, mentre rispetto al 2017 e al 2018 è stato del 154%. La media annua di Benzene in Cokeria nel 2020 è incrementata del 54% rispetto al 2019 e del 29 e 43% rispettivamente nei confronti di quelle del 2017 e 2018. Più marcato è stato l’aumento registrato dalla cabina Meteo Parchi, con rispettivamente un incremento del 180% rispetto al 2019, del 265% rispetto al 2017 e del 294% per il 2018. 

Nel corso delle attività di controllo eseguite da ARPA Puglia a supporto di ISPRA presso lo Stabilimento Siderurgico di Taranto nel corso dell’anno 2020, sono state effettuate verifiche in merito alle possibili cause correlate agli incrementi di Benzene registrati negli ultimi anni. In particolare, sono stati eseguiti approfondimenti in merito alle modalità di esercizio delle cokerie ed alle correlate emissioni diffuse. 

Dalle analisi condotte, si è riscontrato che, negli ultimi tre anni (2018-2020), a fronte di una riduzione della produzione di coke, per fermo di diversi gruppi di batterie, si è registrato un incremento di emissioni di Benzene nel tempo, probabilmente dovuto all’obsolescenza delle batterie, all’urgente necessità di interventi di manutenzione straordinaria e revamping (peraltro interventi previsti dal Piano Ambientale, ormai diversi anni or sono). E’ stata rappresentata la necessità, nelle sedi opportune, per il Gestore di provvedere ad agire sulle cause che generano le emissioni visibili in questione, in particolare per le fasi/sezioni impiantistiche critiche individuate (caricamento, sfornamento, intasamento canale gas, porte, ecc.) e, di conseguenza, ridurre progressivamente queste criticità che si possono ripercuotere sugli standard di qualità dell’aria sia all’interno del perimetro che all’esterno dello stabilimento. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/06/23/rapporto-arpa-su-qualita-aria-2017-dati-positivi-per-taranto-su-pm10-pm25-e-benzoapirene/)

NO2, CO, il ‘caso’ SO2 del febbraio 2020, Ozono, H2S 

Per NO2 le medie annuali nel periodo 2017-2020 sono risultate inferiori al limite annuale; nel 2020 non si sono registrati superamenti del limite su base oraria. Nel 2020, rispetto all’anno precedente, si rilevano livelli medi annui stabili o in calo in tutte le centraline. Nel 2020 a Martina Franca, stazione classificata come da traffico, e in Via Orsini-Tamburi, stazione classificata come traffico/industriale, sono state riscontrate le medie annue più elevate rispetto a quelle misurate in tutti gli altri siti. 

Per il monossido di carbonio (CO), durante il quadriennio 2017÷2020 non è stato mai superato il valore limite in aria ambiente, definito in base alla normativa vigente come massimo orario delle medie mobili sulle 8 ore, pari a 10 mg/m3 e i livelli registrati non hanno mostrato nessuna criticità. 

A Taranto sono presenti diversi analizzatori per il monitoraggio dell’SO2. Focalizzando l’attenzione sull’ultimo quadriennio 2017-2020 non sono stati registrati superamenti del valore limite giornaliero, pari a 125 μg/m3. 

Risulta essere stato superato una sola volta il valore limite orario, pari a 350 μg/m3 nella centralina Via Machiavelli in data 21/02/2020 alle ore 03:00, con un massimo orario di 369 μg/m3. 

Tale condizione costituisce un superamento del limite orario per tale inquinante (da non superare più di 24 volte per anno civile) ai sensi del D.Lgs. n. 155/2020. Non si è determinato, viceversa, il superamento del limite giornaliero.

Contemporaneamente, si è registrato, presso la cabina della rete AMI denominata Meteo Parchi, un valore di concentrazione di SO2 pari a 426 ng/m3. Il vento proveniva dal quadrante Nord-Ovest, quindi le due suddette cabine erano poste sottovento rispetto alle ricadute emissive dello Stabilimento Siderurgico di AMI Taranto. ARPA Puglia ha eseguito specifiche attività di controllo straordinario, ai sensi dell’art.29 decies, comma 11, del D.Lgs. n.152/06 e s.m.i., presso lo stabilimento gestito in quel periodo da ArcelorMittal SpA, in supporto ad ISPRA per l’espletamento delle verifiche chieste dal MATTM. Sulla base delle informazioni acquisite, l’Agenzia ha effettuato altresì un’indagine su base modellistica finalizzata a determinare l’impatto sulla qualità dell’aria delle emissioni di SO2 ed H2S prodotte dalle operazioni di colata della loppa in vasca di granulazione avvenute presso l’area AFO1 dell’installazione ArcelorMittal Italia nelle prime ore del mattino del 21 febbraio, oltre a mirate attività di controllo straordinario successivamente presso tutte le installazioni soggette ad autorizzazione integrata ambientale di competenza statale ed ubicate nel territorio del Comune di Taranto. 

In merito agli esiti della valutazione modellistica ARPA, ISPRA ha evidenziato che “dall’analisi generalizzata degli andamenti delle concentrazioni misurate presso le postazioni di monitoraggio, dai quali emerge che l’incremento rilevato interessa un range temporale molto più ampio rispetto all’intervallo in cui si sono sprigionate le emissioni dalle colate considerate, appare evidente che la sorgente emissiva indagata nella valutazione non possa essere considerata l’unica causa del fenomeno di inquinamento osservato”; concludendo che “è possibile, quindi, affermare che gli incrementi di concentrazione di inquinanti, rilevati nelle giornate del 20 e 21 febbraio sia nelle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria di Ami che della RRQA, siano attribuibili oltre che alle operazioni di colata avvenute presso lo stabilimento siderurgico anche ad altri fenomeni emissivi occorsi nel medesimo periodo temporale”. Gli esiti delle attività di controllo straordinario eseguite presso le altre installazioni soggette ad AIA (Raffineria ENI e Centrale Termoelettrica ArcelorMittal Energy) non hanno evidenziato, d’altra parte, particolari criticità ascrivibili ai dati di qualità dell’aria rilevati nelle giornate oggetto d’indagine.

In definitiva, il fenomeno di innalzamento dei valori di H2S e SO2 rilevato nei giorni del 20-21/02/2020 si è sviluppato in fasi temporali che, sebbene verificatesi in rapida successione, possono essere distinte. Per una di tali fasi è possibile stabilire l’origine (colaggio loppa AFO1 – AMI). Per l’altra fase temporale non è stato possibile individuare la precisa origine, ma si può escludere, con buona probabilità, che sia attribuibile ai vicini impianti AIA (ENI e AMI Energia). Inoltre, è opportuno sottolineare che, alla luce della valutazione modellistica eseguita ed a conferma della necessità di migliorare le modalità di gestione di operazioni che possano determinare gli eventi occorsi a febbraio 2020, ARPA Puglia ha comunicato ad ISPRA, quale Autorità di Controllo, alcune specifiche proposte di prescrizioni.

Per quanto riguarda i valori medi annuali di SO2 registrati nel triennio nel quartiere Tamburi, questi si sono attestati nel range 2-4 μg/m3, sono molto contenuti e non hanno mostrato variazioni significative da un anno all’altro. 

E’ raccomandabile, visti gli eventi verificati nel corso del 2020, continuarne il monitoraggio, sia perché questo inquinante è il tracciante di determinati processi produttivi, sia per valutarne le concentrazioni in possibili eventi incidentali. 

Per l’Ozono, come negli anni precedenti, anche nel 2020 valori elevati sono stati registrati sull’intero territorio regionale. Il valore obiettivo (pari a 120 μg/m3) è stato superato per 18 volte solo a Talsano (valore inferiore alla soglia massima consentita), con trend in diminuzione rispetto ai due anni precedenti. page85image10789120.png

L’idrogeno solforato, o H2S, non rientra fra gli inquinanti normati dal D.Lgs. n.155/2010. Per tale sostanza, il valore assunto come soglia olfattiva è pari a 7μg/m3, poiché a tale concentrazione la totalità dei soggetti esposti ne distingue l’odore caratteristico. Nel corso degli anni, gli strumenti di misura dell’H2S installati nelle centraline fisse di monitoraggio della qualità dell’aria siti a Taranto nel quartiere Tamburi, denominati “Via Archimede” e “Via Orsini”, hanno registrato valori (orari e al minuto) utili per descrivere gli impatti sul quartiere della città più vicino all’area industriale di diversi eventi odorigeni verificati nel corso dell’anno. In concomitanza a tali eventi, in merito ai quali ARPA ha già singolarmente relazionato (https://www.arpa.puglia.it/pagina3077_report- eventi-accidentali.html), i venti prevalenti (DV) provenivano dalla zona industriale. 

La media annua più elevata di H2S nel 2020, pari a 2,2 μg/m3 è stata quella registrata in Via Archimede. Nello stesso sito, nell’anno precedente, risultava pari a 2,1 μg/m3. In Via Archimede il massimo orario raggiunto nel 2020 è stato di 33 μg/m3 (il 17 gennaio) mentre in Via Orsini- Tamburi di 21 μg/m3 (il 20 febbraio, in concomitanza all’aumento di SO2). Nel 2020 non si osservano significative variazioni dei livelli medi mensili di idrogeno solforato rispetto a quelli che erano stati registrati negli anni precedenti. 

Nel corso del 2020, numerosi picchi orari superiori alla soglia olfattiva sono stati misurati nei mesi di gennaio e febbraio. 

(leggi tutti gli articoli sulla qualità dell’aria nelle relazioni di ARPA Puglia https://www.corriereditaranto.it/?s=qualità+aria&submit=Go)

IPA totali 

Si richiama che il parametro IPA totali in aria ambiente non è normato. 

Nel triennio 2018-2020 la media annua più elevata, ogni anno, è stata registrata in Via Orsini (rete AMI). I trend annuali relativi ad un sito industriale, Via Machiavelli e ad un sito di traffico (Via Adige) indicano come i livelli dal 2013 sono diminuiti in maniera significativa rispetto agli anni precedenti sino al 2016; dopo un incremento avutosi nel periodo 2017-2018, si è osservata una diminuzione nel 2019. Nel 2020 si osservano valori medi annui inferiori o confrontabili con quelli che erano stati registrati nel 2019 in tutte le centraline. 

Benzo(a)pirene 

I valori medi annui riscontrati per il Benzo(a)pirene (analizzato sui campioni di PM10) nei cinque siti Machiavelli, Deledda, Talsano, Martina F. e Adige nel 2020 sono risultati inferiori al valore obiettivo previsto dal D.Lgs. n.155/2010 (1 ng/m3). In Via Machiavelli – Tamburi (industriale) i valori sono risultati costantemente più alti di quelli di Via Adige (traffico) e nel 2020 non si osservano criticità negli andamenti delle medie mensili, rispetto agli anni precedenti. I valori mensili nei due siti nel quartiere Tamburi, Deledda e Machiavelli, sono risultati sempre inferiori a tale limite (1,0 ng/m3); nei due siti risultano tra loro confrontabili i livelli di BaP nei mesi estivi, mentre sono più elevati a Deledda rispetto a Machiavelli nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, ottobre e novembre. La media annua più elevata nel 2020 è quella registrata nel sito di Martina Franca (TA). 

Nel Comune di Taranto, nel corso del 2020, sono stati osservati livelli medi annui in lieve rialzo rispetto al 2019 in ogni sito, con medie confrontabili tra loro. 

Nei siti di Deledda e Via Machiavelli l’aumento è stato più consistente con valori doppi rispetto a quelli dell’anno precedente mantenendosi, comunque, su livelli al di sotto del valore obiettivo. 

Metalli pesanti

Ai sensi del D.Lgs. n.155/2010, sono determinati sui filtri di PM10 campionati nelle stazioni site in Via Machiavelli (RRQA), Via Alto Adige (RRQA), presso la Scuola Deledda a Tamburi, a Taranto-Talsano (RRQA) e a Martina Franca (RRQA). Non si sono rilevati livelli critici di metalli normati sin dall’inizio delle attività di speciazione del PM10. I valori medi annuali sono risultati sempre inferiori ai valori obiettivo/limite previsti dal D.L.gs. n.155/2010 per l’arsenico, il cadmio, il nichel ed il piombo, oltre che confrontabili tra loro. I valori mensili di concentrazione nei siti posti al quartiere Tamburi, Deledda e Machiavelli, sono risultati inferiori ai valori obiettivo. Le concentrazioni medie annuali dei metalli riscontrate nelle centraline nell’ultimo triennio sono risultate costanti. 

Va, in ogni caso, tenuto presente che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti dalla normativa italiana (D.Lgs. n.155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 che quello annuale, i limiti per il benzo(a)pirene e i metalli nel PM10, è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale. La presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di competenza delle Aziende Sanitarie Locali. 

(leggi l’articolo sulla relazione metalli pesanti https://www.corriereditaranto.it/2019/03/29/arpa-relazione-su-metalli-da-industria-e-porto/)

Deposizioni atmosferiche 

Sono stati calcolati anche i valori medi di deposizione di materiale particellare sedimentabile relativi ai dati disponibili del 2020; i risultati sono confrontati con i limiti (media annuale) presenti in alcuni paesi europei.

Per la postazione Scuola G. Deledda il valore medio di deposizione di materiale particellare sedimentabile (204 mg/(m2*d)) è risultato minore di 350 mg/(m2*d) (limite vigente nel Belgio, nella Croazia e nella Germania), minore del limite vigente in Austria [210 mg/(m2*d)] e maggiore del linite efficace in United Kingdom, in Svizzera e Slovenia [200 mg/(m2*d)]. La deposizione di materiale particellare sedimentabile relativa alle postazioni Autorità Portuale, Capitaneria di Porto e Scuola U. Foscolo in Talsano è risultata inferiore ai citati limiti vigenti nei paesi europei citati. 

In assenza di limiti presenti nella normativa italiana vigente, alcune valutazioni sono state ottenute confrontando i ratei di deposizione determinati nel sito di interesse con quelli determinati nel “sito di fondo” di Talsano. 

Il valore medio di deposizione di solidi totali relativo alla postazione Scuola G Deledda è risultato circa 1,5 volte rispetto a quello determinato nella postazione di Talsano. I valori medio di deposizione di solidi totali relativi alle postazioni Capitaneria di Porto ed Autorità Portuale sono risultati rispettivamente 1 e 1,2 volte quello determinato per la postazione “sito di fondo” di Talsano. 

Osservando le classi di polverosità elaborate dalla Commissione centrale contro l’inquinamento atmosferico istituita dal Ministero dell’Ambiente (1983) ed i dati disponibili di deposizione relativi all’anno 2020, le postazioni Scuola G Deledda, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto e Scuola U. Foscolo in Talsano ricadono nella Classe II – indice di polverosità bassa. 

La deposizione media per i parametri ferro e manganese determinata nelle postazioni Autorità Portuale, Capitaneria di Porto e Scuola G Deledda è risultata superiore a quella determinata nella postazione Scuola U. Foscolo in Talsano; tra le postazioni citate, quella sita presso la Scuola G Deledda ha mostrato i valori medi maggiori.

I flussi di deposizione totale media di arsenico, cadmio, nichel, piombo, tallio e zinco, calcolati sulla base dei dati disponibili per il 2020 per i siti di monitoraggio Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Talsano e Scuola G Deledda, sono risultati nei limiti stabiliti dalle normative di altri stati europei (es. Germania, Croazia, Svizzera, Slovenia) fissati rispettivamente in 4, 2, 15, 100, 2 e 400 μg/(m2*d). 

In riferimento alle postazioni “Tamburi – via Orsini – ex ILVA” ed “AGL2 – ex ILVA” (quest’ultima ricadente nel perimetro dello stabilimento siderurgico), funzionali alle attività stabilite dalla Procedura n° 3 di cui al § 14 del PMC DM n.194/2016, confrontando i dati disponibili di deposizione relativi all’anno 2020 con le classi di polverosità elaborate dalla Commissione centrale contro l’inquinamento atmosferico istituita dal Ministero dell’Ambiente (1983), si desume che la postazione postazioni “Tamburi – via Orsini” ricade in Classe III – indice di polverosità media, mentre le postazione “ILVA – AGL2” ricade nella Classe V – indice di polverosità elevata. I valori medi di deposizione di materiale particellare sedimentabile (calcolati sulla base dei dati disponibili per il 2020) relativi alle postazioni “Tamburi – via Orsini – ex ILVA” ed “AGL2 – ex ILVA” risultano eccedenti rispetto al valore di 350 mg/(m2*d), limite (media annuale) del Belgio, Croazia e Germania. 

Per le postazioni afferenti alla “rete ex ILVA”, i flussi di deposizione totale media di ferro e manganese sono risultati sensibilmente più elevati se confrontati con quelli determinati nelle postazioni della rete ARPA [Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Scuola U. Foscolo in Talsano e Scuola G Deledda]. Nel 2020 i flussi di deposizione totale (media calcolata sulla base dei dati disponibili per il 2020) di arsenico, cadmio, nichel, piombo, tallio e zinco nelle postazioni “AGL2 – ILVA” e “Tamburi – via Orsini” sono risultati inferiori ai limiti (espressi come medie annuali) vigenti in altri stati europei (es. Germania, Croazia, Svizzera, Slovenia). 

Il confronto tra i valori medi dei dati di deposizione di solidi totali, ferro, manganese, piombo, zinco disponibili per l’anno 2020 e quelli relativi all’anno 2019, ha portato alle seguenti considerazioni: la deposizione di solidi totali rilevata presso le postazioni Scuola G. Deledda, Scuola U. Foscolo in Talsano (sito di fondo), Tamburi – via Orsini e AGL2 – ex ILVA mostra variazioni rispettivamente del -58%, -22%, -1% e -32%, mentre fa registrare un aumento del +8% la postazione “Autorità Portuale”. Resta sostanzialmente invariato il valore medio di deposizione di solidi totali per la postazione “Capitaneria di Porto”; i valori medi di deposizione totale di ferro mostrano variazioni del +44% e del +43% per le postazioni AGL2 – ILVA” e“Tamburi – via Orsini”, incrementi del 63% per la postazione Autorità Portuale e del 42% per la postazione Capitaneria di Porto. Le postazioni Scuola U. Foscolo in Talsano e Scuola G Deledda mostrano un incremento rispettivamente del 28% e 33%; i valori medi di deposizione totale di manganese fanno registrare decrementi del -8% per la postazione Capitaneria di Porto e del -19% per Scuola G. Deledda, mentre si rileva l’aumento del 47% relativo alla postazione Autorità Portuale e del 15% per la postazione Scuola U. Foscolo in Talsano. Le postazioni “Tamburi – via Orsini” e “AGL2 – ex ILVA” mostrano variazioni del +2% e +8% rispettivamente; i valori medi di deposizione totale di piombo mostrano incrementi pari al 1% per la postazione Autorità Portuale e del 17% per la postazione Scuola U. Foscolo in Talsano. Le postazioni Capitaneria di Porto, Scuola G Deledda, “Tamburi – via Orsini” e AGL2- ex ILVA, mostrano una diminuzione delle deposizioni totali di piombo pari rispettivamente al -56%, -21%, -13% e -13%; la deposizione totale di zinco rilevata presso le postazioni Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Scuola G Deledda, Scuola U. Foscolo in Talsano mostrano variazioni rispettivamente del +56%, +69%, +42% e +78%. Si rilevano decrementi del 7% per la postazione “Tamburi via Orsini – ex ILVA” e del 34% per la postazione “AGL2 – ex ILVA”.

Deposizioni atmosferiche – Inquinanti Organici
Le immissioni di diossine tramite deposizione atmosferica umida e secca nelle aree urbane prossime allo stabilimento hanno registrato un decremento a partire dall’anno 2012. Nel corso del quinquennio 2013-2018 i valori registrati per la rete deposimetrica ARPA esterna al perimetro aziendale (Tamburi, Talsano, Deledda, Carmine) sono stati prossimi a quelli della stazione di fondo (Talsano), con l’eccezione della Masseria Carmine, interessata da un periodo di relativo innalzamento nel corso dei mesi giugno-ottobre 2018 con concomitanti valori elevati all’interno dello stabilimento AMI, poi mitigatisi nei mesi successivi. In particolare, i valori del biennio 2019 – 2020 tenuto conto che, come detto, le norme italiane non stabiliscono limiti o indicazioni – sono in generale risultati inferiori ai limiti vigenti in Germania (4pg TE/m2 die – siti di pascolo).

Sussiste una criticità per le deposizioni di Benzo(a)pirene con valori delle postazioni Deledda e Tamburi Orsini che risultano, rispettivamente, pari a circa 10 e 22 volte la media annuale rilevata a Talsano (fondo urbano), caratterizzato da simile orografia e densità antropica, incluso traffico veicolare, ma situata circa 10 km più a sud rispetto all’area industriale pur con relativo decremento nel 2020 rispetto al 2019. 

La piovosità, parametro meteorologico maggiormente in grado di influenzare la deposizione umida, così come registrata per l’area tarantina nel corso della stessa decade, appare per ARPA scarsamente correlabile con le concentrazioni determinate al suolo, portando alla conclusione che queste possono invece essere il risultato della variazione nel tempo di altri parametri, come ad esempio l’intensità delle attività produttive dell’adiacente area industriale o la movimentazione di materiali in grado di rilasciare microinquinanti organici sotto forma di particelle aerodisperse sedimentabili. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/14/taranto-meno-diossina-resta-il-mistero-sui-casi-del-passato2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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