Ex Ilva, MES: “Bene decreto Grandi Navi”

 

"E ora più attenzione nel selezionare le aziende dell'indotto"
pubblicato il 25 Settembre 2021, 09:45
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“L’approvazione del cosiddetto decreto Grandi Navi che prevede misure per l’ex Ilva di Taranto è un provvedimento che riteniamo di estrema importanza per il futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto”. Lo dichiara Antonio Surgo, responsabile delle politiche industriali del Movimento Europeo Socialista. Nel provvedimento è previsto che Invitalia è autorizzata a sottoscrivere ulteriori apporti di capitale e ad erogare finanziamenti in conto soci, nel limite massimo di 705.000.000 euro, per assicurare la continuità del funzionamento produttivo dell’impianto siderurgico della Società ILVA S.p.A. di Taranto, qualificato stabilimento di interesse strategico
nazionale. Arrivano nuovi capitali per sostenere quanto previsto nell’accordo del dicembre scorso, che prevedeva oltre 1 miliardo di euro solo per acquisire entro maggio 2022 il 60% delle quote societarie della società veicolo AM InvestCO Italy spa, con cui ArcelorMittal ha in fitto la gestione degli stabilimenti del gruppo ex Ilva in Italia.
“Di fatto si è compiuto un ulteriore passo in avanti affinché lo Stato – attraverso Invitalia – diventi l’azionista di maggioranza dello stabilimento di Taranto con un nuovo assetto della presenza pubblica che possa portare al varo del nuovo piano industriale. Solo così – ritiene l’esponente del Mes – l’opificio siderurgico più grande d’Europa tornerà ad essere gestito secondo gli standard previsti dalla compliance aziendale”. Il riferimento diretto è alla modalità di selezione delle aziende dell’indotto che operano all’interno dello stabilimento che sarebbero state scelte sorvolando i criteri previsti. “Con l’avvento della nuova compagine societaria con lo Stato che diventa azionista di maggioranza ci auguriamo – sostiene Surgo – che non si verifichino più queste “sviste” che auspichiamo non siano volute e di cui speriamo sia a conoscenza soprattutto l’ad Lucia Morselli. Solo cosi l’ex Ilva potrà tornare ai livelli di correttezza aziendale che non possono che giovare alla competitività di tutto il gruppo”.

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