“Il fantastico racconto dell’evoluzione”

 

pubblicato il 24 Settembre 2021, 17:20
4 mins

Dio è nero: due giovanissime attrici mettono in scena “Il fantastico
racconto dell’evoluzione” di Dario Fo

Il Nobel per la letteratura Dario Fo portava in scena a Milano, il 13
febbraio 2011, un appassionante racconto dell’origine dell’uomo. Scritto
per l’Evolution Day, il monologo del poliedrico artista segue il gioco del
paradosso, fa traballare i nostri punti fermi fino ad arrivare a dire che
Dio, oltre che nero, è donna.

Un approccio molto forte, che ha l’intento
di scuotere le coscienze e aprire una parentesi, nel suo inconfondibile
stile dissacrante e provocatorio, sulla teoria dell’Evoluzione della
specie umana. Dario Fo utilizza la tecnica della lezione-spettacolo, un
monologo concitato e disinvolto capace di mediare tra il linguaggio del
teatro e quello della divulgazione scientifica.

A distanza di dieci anni
dalla messa in scena a Milano, su iniziativa dell’associazione
“L’obiettivo” di Taranto, nei giorni scorsi due giovanissime attrici, Sara
Martinucci e Nadia Simon, rispettivamente 18 e 17 anni non ancora
compiuti, hanno proposto una loro versione del monologo, interpretando le
voci di uno sprovveduto, un moderno Simplicio galileiano, e quella di un
“soggetto informato sui fatti”; da questo dialogo scaturisce una sorta di
“revisione” di alcune credenze considerate erronee dall’autore.

La rappresentazione, seguita con interessa da un pubblico numeroso e attento,
ha dato origine anche a un dibattito finale, dal quale è emerso
sostanzialmente che le speranze sono riposte, ovviamente, proprio nei più
giovani.

Alla fine, quel che conta di questa rappresentazione teatrale,
tecnicamente ben riuscita, grazie alle buone capacità interpretative delle
due giovanissimi attrici, è la presa di consapevolezza da parte di due
ragazze che, di fatto, rappresentano il futuro immediato della nostra
società. In realtà, sono già il presente, e il loro impegno a riflettere,
a porsi delle domande e a proporre delle soluzioni immediate non può che
far ben sperare in un momento così delicato della storia dell’evoluzione.

Così come proponeva l’autore, l’invito è quello a “fermarsi”, a capire
bene da dove veniamo e dove stiamo andando, nella consapevolezza di quanto
sia necessario cambiare qualcosa nello stile di vita della cosiddetta
società “evoluta”. Sara e Nadia, con la forza e l’entusiasmo della loro
giovane età, fanno proprio il messaggio di un testo forte e diretto,
magari anche discutibile in alcuni passaggi: “cos’altro è l’Evoluzione se
non un incessante (seppur lento) processo di perfezionamento?

Guarda che cosa succede ai nostri giorni, cielo, terra e mari inquinati come
discariche. Le inondazioni si susseguono una dietro l’altra, spazi immensi
che diventano deserti, gli tsunami che spianano isole e città, nevica in
piena estate in terre in cui l’inverno non si sa nemmeno cosa sia. E la
gente come reagisce? Fa qualcosa? Niente, tira a campà!, senza farci caso.

È da anni che grandi scienziati avvertono a tormentone che siamo prossimi
ad un collasso di dimensioni galattiche. Ma chi se ne frega! Se succede
succederà fra 10/20 anni e forse più. Ma non vi importa nemmeno dei vostri
figli, nipoti? Come ce la caveremo quando all’istante ci sarà il black-out
totale?”.

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