Mafie pugliesi: il rapporto della Dia

 

Sempre più “dinamiche” e “organizzate” le mafie pugliesi, alle prese con l'impazienza delle nuove leve e con i repentini mutamenti gerarchici, l'emergenza covid ha profondamente inciso sulle strategie criminali dei clan che comunque riescono sempre ad “adattarsi”
pubblicato il 23 Settembre 2021, 11:15
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“A differenza di altre mafie – governate da una “cupola” e capaci, quanto meno nei momenti di criticità o per comuni interessi, di rispettare gerarchie interne ed esterne, di creare alleanze stabili, di seguire strategie concordate – la mafia pugliese è caratterizzata da incontenibile effervescenza che si riflette sulla composizione e la potenza dei sodalizi”.

Si è espresso così, presentando il rapporto semestrale sulle mafie della DIA, il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte Suprema di Cassazione Giovanni Salvi, individuando tra l’altro come causa dell’aggravamento dell’endemica vivacità dello scenario criminale pugliese il perdurare dello stato detentivo dei capi storici che ha di fatto comportato “il dinamismo e l’ingestibilità delle nuove leve, impazienti di scalare le gerarchie e disposte a tutto pur di ricoprire ruoli apicali”.
Ne sono conferma, anche le efferate modalità con le quali sono stati compiuti nel semestre agguati e gambizzazioni, episodi delittuosi che solitamente maturano in ambienti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. “Se a tanto si aggiunge una enorme disponibilità di armi, comprovata da numerosissimi sequestri, è evidente che ogni alterazione dei fragili e temporanei equilibri e, più in genere, qualsivoglia intralcio al più spregiudicato affarismo criminale viene sbrigativamente risolta con omicidi”.

Un contesto mafioso in continua evoluzione – in sostanza – in una regione dove le tensioni sono da ricondurre non solo ai contrasti tra clan antagonisti ma anche a frizioni interne e talvolta anche a rapidi mutamenti dei rapporti di alleanza.

Con qualche peculiarità. Penetrare il tessuto economico e infiltrarsi negli enti locali e nella Pubblica amministrazione. Non è un caso che i decreti di scioglimento dei consigli comunali riguardino Comuni al centro delle zone geografiche di influenza dei maggiori gruppi criminali la cui caratura mafiosa è quasi notoria, oltreché attestata da sentenze passate in giudicato. Il dato preoccupante è che gli episodi di coinvolgi- mento di amministratori locali in indagini di mafia riguardano tutto il distretto: da Sogliano Cavour a Manduria, da Scorrano a Erchie, da Carmiano ad Avetrana, da Cellino S. Marco a San Pietro Vernotico, fino al vertice dell’Amministrazione provinciale di Taranto”.

Anche in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario nell’anno 2021 il magistrato, riferendosi alla Puglia, ha parlato anche dell’attuale situazione economico-sanitaria causata dalla pandemia Covid-19 che ha profondamente inciso sulle strategie criminali dei clan sempre pronti a consolidare il proprio consenso sociale sul territorio. In questo contesto di emergenza epidemiologica vanno letti i provvedimenti antimafia alcuni dei quali connessi all’accaparramento fraudolento di erogazioni pubbliche nel settore dell’agricoltura, soprattutto nella BAT.

La propensione affaristica dei sodalizi criminali si concretizzano in una spiccata duttilità operativa su più fronti (socio-economico, finanziario e politico-amministrativo) di tutte le mafie pugliesi.
Nel Salento, ad esempio, la visione imprenditoriale e affaristica dei business criminali si riscontra nelle organizzazioni malavitose sempre più interessate ai dinamici settori dell’economia.
Settori nei quali si registra un più rilevante flusso di denaro e di risorse economiche, come gli appalti pubblici in particolare nei settori della raccolta e dello smaltimento di rifiuti solidi urbani e della gestione delle discariche, nelle attività finanziarie e di esercizio del credito e nelle attività del settore turistico ricettivo e, da ultimo, della gestione di stabilimenti balneari e delle attività connesse”.
Per quanto concerne la sacra corona unita, l’inchiesta “Cupola” conclusa il 14 ottobre 2020 dalla Polizia di Stato che nel disegnare il nuovo assetto organizzativo dell’associazione mafiosa operante a Manduria (Taranto) ha proprio evidenziato, in tema di estorsioni, l’evoluzione del metodo mafioso verso un’azione subdola ma altrettanto pervasiva al pari di quella manifesta.

Provincia di Taranto

Nella Provincia di Taranto, si legge nel rapporto, il quadro socio-economico del capoluogo restituisce l’immagine di una città e di una provincia sempre più in sofferenza economica e segnate dalle criticità occupazionali e ambientali connesse con le vicende dello stabilimento siderurgico dell’ex ILVA ma anche dalla crisi del settore ittico e della mitilicultura sulle quali si è andata ad aggiungere l’attuale emergenza sanitaria da COVID-19.

E a rimetterci sono i più giovani, se in tale contesto di crisi, soprattutto le fasce giovanili tarantine più disagiate sono attratte dalle opportunità di guadagno offerte dalla criminalità organizzata che persiste nella conduzione delle tradizionali attività illecite. Numerosi ad esempio sono i sequestri di droga soprattutto nei quartieri popolari del capoluogo (Tamburi, Salinella e Paolo VI).
In generale gli assetti della criminalità tarantina continuano a mantenersi mutevoli ed eterogenei anche in ragione di una sempre maggiore parcellizzazione criminale del territorio su cui influisce sicuramente la lunga detenzione dei boss storici.
Nella mappatura criminale del capoluogo è confermata l’operatività dei Pizzolla e dei Taurino nella Città Vecchia, mentre nei quartieri di Talsano, Tramontone e San Vito sono attivi i Catapano, i Leone e i Cicala. I sodalizi riferiti ai Cesario, ai Ciaccia, ai Modeo e ai Pascali sono presenti nel quartiere Paolo VI, mentre nel Borgo è presente il clan Diodato, nel rione Tamburi i Sambito e nel quartiere Salinella gli Scarci. Seppure indeboliti dalle inchieste giudiziarie continuano a essere presenti anche i De Vitis-D’Oronzo.

Città di Taranto

Molte azioni delittuose si registrano nelle aziende agricole, al pari del fenomeno dei furti dei mezzi d’opera potrebbero non far escludere risvolti di tipo estorsivo o finalità di controllo monopolistico del mercato. Le più recenti attività di polizia a contrasto del fenomeno del caporalato hanno dimostrato che il danneggiamento delle colture o dei mezzi impiegati in agricoltura avviene spesso per mano degli stessi caporali che in un primo momento “aiutano” gli imprenditori agricoli ad assoldare manodopera in condizioni di sfruttamento, salvo poi commettere ritorsioni nei loro confronti. L’azione di controllo e contrasto al fenomeno del caporalato da parte delle Forze di polizia è stata validamente supportata da task force e di specifici protocolli attivati dalla Prefettura tarantina.

Il fenomeno dell’usura rappresenta l’altro aspetto legato all’emergenza contingente laddove la criminalità riesce ad intercettare i bisogni derivanti dall’aggravamento di situazioni di sofferenza e povertà.
I riscontri investigativi, del resto, dimostrano come a fronte dell’attuale emergenza sanitaria le tradizionali attività dei traffici di droga e delle estorsioni non hanno subito condizionamenti, sebbene, come sottolinea il Procuratore Salvi: “Per quanto riguarda il traffico di stupefacenti, sono diminuiti i grossi sbarchi operati sulle coste pugliesi dalle potenti organizzazioni albanesi, anche per effetto della massiccia attività di contrasto condotta in sinergia con l’autorità giudiziaria albanese attraverso l’operatività di una efficiente squadra investigativa comune”.

Infine, restano consolidati i rapporti con i clan albanesi che rappresentano un importante canale di rifornimento nella regione di marijuana, eroina, hashish e cocaina, e droghe sintetiche di provenienza asiatica.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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