Nacque a Firenze ma… se fosse nato a Taranto?

 

In scena “A Cummedie de Dande”, spettacolo ideato da Nello De Gregorio tratto dall'opera di Claudio De Cuia
pubblicato il 22 Settembre 2021, 09:29
4 mins

Si svolgerà venerdì 24 settembre, alle ore 20, presso la Piazza degli Amici – Parrocchia Santa Rita a Taranto, la prima assoluta in presenza, dopo la registrazione in streaming di questo inverno e la presentazione a Bari presso l’Accademia Pugliese delle Scienze, de “A Cummedie de Dande”. Uno spettacolo ideato ed organizzato da Nello De Gregorio con in supporto della soc. coop. Museion consistente nella rappresentazione di alcuni canti della Divina Commedia in dialetto tarantino tratti dalla famosa opera di Claudio De Cuia.
Con questa operazione culturale è evidente l’obiettivo degli organizzatori di partecipare in modo del tutto innovativo alle manifestazioni nell’anno dantesco, ma soprattutto cogliere l’occasione per una riflessione sul valore del dialetto e di quello tarantino in particolare. Claudio De Cuia l’autore de ‘A Cummedie de Dande è nato a Taranto il 16 marzo 1922. Poeta e scrittore vanta una bibliografia importante.

In particolare si ricordano: ‘A storia nostra (dalle origini al 700 in duecento sonetti in dialetto tarantino); ‘U Vangele de san Giuann (Vangelo nella trasposizione in duecento sestine in dialetto tarantino); ‘U Mbierne de Dande (terzine scelte della prima cantica della Divina Commedia in dialetto tarantino); Insultorio (breviario di scurrili espressività lessicali); A via Cruce.

Il libro di De Cuia nel bookshop della casa di Dante a Firenze

‘A Cummedie de Dande vede la luce nel 1983 dopo che lo scrittore per anni era rimasto combattuto se cimentarsi nel poema epico cinquecentesco del Mannarino “Cronache di guerrieri e amanti” o delle “Delizie tarantine” di Tommaso Nicolò D’Aquino.

Alla fine è stata una sfida quella di misurarsi con l’opera massima del sommo poeta, non con il suo volgare illustre ma con le sue terzine incatenate dalla
complessa ed impegnativa struttura metrica.

Particolarmente avvincente la prima cantica perchè più intrisa di cronache personali, ricca di dettagli, animata da accese polemiche, da collere sdegnose, da invettive e da situazioni concrete e più realistiche rispetto alle cantiche del Purgatorio e del Paradiso dove tutto è un seguito di visioni ed apparizioni e dove maggiore è il distacco dalle passioni terrene, quelle passioni che pullulano nella prima cantica e che Claudio De Cuia ha ben saputo esprimere ed evidenziare con la trasposizione dialettale. Non è stato facile riuscire nell’impresa.

A volte ha fatto ricorso alle forme marcatamente vernacolari del tarantino e del contado e non poche sono state le difficoltà di costruzione incontrate nel corso della trasposizione e nel rispetto delle leggi metriche dettate dalla complessa struttura delle terzine incatenate.

Valentina Colleoni

I canti per comporre lo spettacolo sono stati scelti sia fra quelli più famosi e conosciuti ma anche per il richiamo a personaggi che in qualche modo sono legati al nostro territorio. Saranno in scena Adriana Capuano (nella foto) nelle vesti di Francesca da Rimini, Bruno Peluso sarà Pier delle Vigne e Ulisse, Lino Basile il conte Ugolino, Antonello Conte sarà Manfredi mentre Anna Prunella sarà ​ Piccarda Donati.

L’omaggio a Dante non poteva non essere arricchito dal bel canto ed anche in questo caso da un inedito, frutto della vulcanica capacità di ricercatrice musicale, oltre che di soprano, di Valentina Colleoni che canterà accompagnata da Alessandra Corbelli una Ave Maria volgarizzata di Dante.

Infine, particolare assolutamente degno di nota che inorgoglisce gli organizzatori è la presenza del libro del De Cuia nel bookshop della casa di Dante a Firenze.

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