“Grottaglie necessita di Cura”

 

Intervista al candidato sindaco Vincenzo Lenti
pubblicato il 21 Settembre 2021, 17:39
11 mins

Il candidato sindaco al Comune di Grottaglie per Fratelli d’Italia, Vincenzo Lenti, di professione medico, ci ospita per un’intervista all’interno del suo comitato accogliendoci con un sorriso  simile a quello che campeggia nelle foto pubblicate sul materiale elettorale.

Dott. Lenti ci spiega come è arrivata la sua candidatura?

Il partito, mai come quest’anno, ha voluto una candidatura identitaria. Negli ultimi venti anni, noi della destra, abbiamo perso le elezioni amministrative per l’insipienza, la scorrettezza e la mancanza di lealtà di alcuni personaggi politici della nostra area politica. Poi, finalmente il partito Fratelli d’Italia con coerenza e coraggio ha individuato nella mia persona un candidato degno di affrontare questa difficilissima battaglia elettorale che stiamo sostenendo con grande entusiasmo. Il nostro obiettivo è arrivare al ballottaggio nonostante il sindaco uscente D’Alò sia convinto di vincere al primo turno.

Perché lei e l’avvocato Maria Santoro, che proviene dall’area di centro-destra, non vi siete alleati per correre assieme in queste amministrative?

Nell’ultimo anno ci sono stati una serie di incontri per avere un candidato comune ma poi non se n’è fatto nulla. Un errore clamoroso di strategia politica commesso per portare avanti un banale personalismo. Di fatto oggi il candidato Santoro rappresenta una coalizione di sinistra-centro. Certo, alle scorse regionali ha appoggiato la candidatura di Fitto ma appena ufficializzata la sua discesa in campo ha apertamente detto di non  voler avere rapporti con la destra. Aveva chiesto le primarie al PD e ha ricevuto un netto rifiuto. Tra le sue fila annovera referenti di Italia Viva e dei Riformisti Socialisti. E’ appoggiata anche da una lista civica ad ispirazione Forza Italia ma che non ne usa il simbolo.  Dunque, di fatto, mi ritrovo a confrontarmi in questa campagna elettorale con uno schieramento di sinistra-centro facente capo a Maria Santoro,  uno di sinistra moderata facente capo ad Alfredo Traversa ed uno di estrema sinistra facente capo al sindaco uscente Ciro D’Alò.

Il suo slogan elettorale è “La Cura”. Ce lo spiega?

Qualcuno dei miei avversari politici lo ha banalizzato limitandolo all’attinenza con la mia professione e quindi facendo riferimento solo alla salute. Invece abbiamo voluto ampliare il senso del termine cura come maggiore attenzione alle esigenze ed alle aspettative dei cittadini, una maggiore attenzione alla cura del verde, dei beni pubblici come scriviamo nel programma.

Visto che lo ha citato, parliamo del suo programma elettorale.

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Anzitutto vogliamo porre un argine allo spopolamento che Grottaglie sta vivendo pensando alle opportunità di creazione di nuovi posti di lavoro.  Negli ultimi dieci anni abbiamo perso oltre 3500 cittadini, andati via per mancanza di lavoro. Occorre una maggiore attenzione nei riguardi delle piccole e medie imprese per creare opportunità di crescita comune.

Ci sta oltretutto a cuore la salvaguardia dell’attività occupazionale dei circa 1800 dipendenti di Leonardo che non può continuare ad avere come unico committente Boing, con il rischio di ritrovarci tra qualche tempo in casa una nuova cattedrale nel deserto. Occorre diversificare le attività dello stabilimento favorendo nuove commesse.

Altro punto importante è la riapertura ai voli civili dell’Aeroporto Arlotta. Grazie all’attività del comitato Aeroporto Magna Grecia ed ad una recente delibera del Consiglio Provinciale abbiamo lo strumento per poter intercettare i fondi nazionali che servono per le infrastrutture di continuità territoriale. I soldi ci sono e potrebbero rinvenire da un fondo nazionale per le zone disagiate dal punto di vista infrastrutturale, sgravando così da determinati oneri le compagnie aeree e rendendo, quindi,  le nostre piste più attrattive per gli investitori.

Adesso il cerino passa al Governatore di Puglia Emiliano perché è lui che deve progettare ed organizzare la conferenza dei servizi dei sindaci. Voglio vedere quanto sarà interessato all’apertura dello scalo di Grottaglie rispetto al mantenimento dello status quo di Brindisi. Dubitiamo che ci sia una reale volontà politica di aprirlo.

Riguardo l’ospedale San Marco, la nostra visione ci porta a credere che possa essere salvato se si blocca questo concetto di fare sanità con un risparmio di spesa. Io mi batterò per la riapertura di almeno due reparti strategici, medicina e chirurgia, che eviterebbe a tanti nostri concittadini di vagare per le strutture ospedaliere della provincia.

Nei suoi comizi viene spesso posto l’accento sull’operato discutibile dell’amministrazione D’Alò. Quali ne sono state le pecche?

L’isolamento verso l’esterno e la totale mancanza di trasparenza. L’ opposizione in tutti questi cinque anni non ha avuto la possibilità di farsi ascoltare. Questo sindaco si è segnalato per la capacità di far fluttuare i consiglieri da una parte all’altra dello schieramento. Si è registrato uno spropositato turn over di elementi nella maggioranza.

Basti pensare che per salvare la votazione del bilancio è dovuta intervenire una forza politica che cinque anni prima gli era avversa e che ora fa maggioranza con lui e lo sostiene in questa tornata elettorale. Di cambi di casacca politica ce ne sono stati tanti e questo lascia pensare che ora più che mai per tenere in piedi la sua maggioranza, se sarà nuovamente eletto, dovrà accontentare tante, troppe, persone. E questa la chiamiamo etica politica?

Del suo programma elettorale del 2016 non ha attuato quasi nulla, ha solo preso in giro le persone per bene. Che fine hanno fatto i propositi di attuare un bilancio partecipato, di istituire un Ufficio di Relazioni con il Pubblico? Si è chiuso nella casa comunale inaccessibile ai più, diventata una sorta di club privato.

Dov’è la promessa partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica? Dove sono i piani per il superamento e per l’eliminazione delle barriere architettoniche? Esiste un piano di mobilità sostenibile per Grottaglie? Per il verde pubblico si è mai fatto qualcosa? Secondo me, lo dico simpaticamente, il sindaco D’Alò è verde fobico, ha una repulsione per il verde. Non ci sono spazi pubblici destinati a verde, non si è pensato di accogliere coloro che vengono da fuori con delle aiuole fiorite, poste nei punti d’ingresso del paese. Nel centro storico c’è un degrado inaccettabile dovuto all’assenza delle Istituzioni.

Il sindaco uscente lamenta la scarsità di contenuti di questa campagna elettorale, impostata solo sull’odio personale nei suoi riguardi. Cosa risponde?

Dal punto di vista umano non abbiamo nessun livore nei suoi confronti  ma dal punto di vista politico ci costringe, purtroppo, ad evidenziare pubblicamente il suo ostruzionismo nei nostri confronti.

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Ha aperto, dopo di noi, un comitato elettorale ad un metro di distanza dal nostro. Scorretto. Ha messo le plance elettorali in giro per il paese dopo otto giorni dall’inizio della campagna elettorale e solo su sollecitazione del prefetto. Plance elettorali, tra l’altro, in numero inferiore da quello previsto e posizionate stranamente in zone periferiche e poco visibili alla cittadinanza. Questi mezzucci certamente non ci spaventano perché noi siamo convinti che la lealtà e la correttezza pagano sempre. Evidentemente ci temono.

Perché un potenziale elettore dovrebbe votare per lei e quindi per Fratelli d’Italia?

Perché noi abbiamo le idee chiare. Siamo leali, coerenti e concreti. Noi saremo capaci di mantenere gli impegni presi con il nostro elettorato. Il nostro programma non è un libro sei sogni, non è basato su punti impossibili da realizzare. Grottaglie deve tornare ad essere un faro per la provincia di Taranto. Consentitemi di rivolgere un appello a quei cittadini , tanti, circa seimila, che alle scorse elezioni comunali non sono andati a votare. Votare è un diritto-dovere. Utilizzate questo strumento per indirizzare la vostra preferenza verso chi volete ma recatevi alle urne. Sono convinto che se tremila di quelle seimila persone andassero a votare, il sindaco uscente non avrebbe i numeri per vincere al primo turno. Se dovessero votare per me avranno l’opportunità di dare una svolta al modo di amministrare questo paese.

Se fosse eletto quale sarebbe il primo atto che farebbe?

Toglierei la polvere da migliaia di faldoni che sono nella casa comunale.  Faldoni dimenticati da un amministrazione che ha fatto dell’opacità la sua caratteristica principale. Punterei ad un deciso potenziamento della macchina amministrativa a disposizione del cittadino, favorirei la nascita e la crescita delle piccole – medie imprese, semplificando la burocrazia pubblica, razionalizzerei la gestione dei fruitori del reddito di cittadinanza che so essere in circa cinquecento a Grottaglie, attivando i piani di utilità collettiva per il loro impiego in opere di pubblica utilità come ad esempio la cura e la manutenzione del bene pubblico. Se questa azione fosse stata fatta, forse la Pineta Frantella, tanto cara ai grottagliese, a quest’ora sarebbe rimasta intatta.

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