A Taranto 60 anni di Convegno sulla Magna Grecia

 

Lo storico appuntamento, che ogni anno raduna studiosi specializzati da tutto il mondo, spegne sessanta candeline. Tema di questa edizione il rapporto fra Sicilia e Magna Grecia.
pubblicato il 21 Settembre 2021, 17:20
5 mins

Ritorna, finalmente, il Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia, promosso come sempre dall’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia. L’edizione di quest’anno ha una valenza tutta particolare, perché si festeggiano i sessant’anni da quando, nel 1961, questa tradizione prese il via grazie al contributo di un ristretto cenacolo intellettuale che ebbe l’intuizione di lanciare il nome di Taranto nel grande panorama culturale mondiale. Si tratta di una storia che abbiamo ripercorso circa un anno fa nella nostra lunga intervista con il prof. Aldo Siciliano, presidente dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia (clicca qui per leggerla o ascoltarla).

Il prof. Aldo Siciliano

Oggi il professore, fresco di riconferma alla guida dell’Istituto, nonché in odore di cittadinanza onoraria (non essendo tarantino di nascita) era a Palazzo di Città per presentare l’edizione che prenderà il via giovedì 23. Assieme a lui, a rappresentare l’Istituto e l’intero mondo accademico tarantino, il vicepresidente prof. Mario Lombardo, il segretario, nonché direttore del Dipartimento Jonico di UniBa prof. Riccardo Pagano e la nuova Soprintendente Nazionale al patrimonio culturale subacqueo Barbara Davidde. A fare gli onori di casa il vicesindaco e assessore alla Cultura Fabiano Marti.

Sicilia e Magna Grecia, due facce di una stessa medaglia?

Il prof. Mario Lombardo

L’edizione di quest’anno, presentata nei suoi contenuti dal prof. Lombardo, opererà un confronto fra la Magna Grecia continentale e la Sicilia. Due territori in cui la comune esperienza della colonizzazione greca ha reagito in modi anche molto diversi con i rispettivi sub-strati geografici, linguistici e culturali; non a caso, completamente differente è stato anche il trattamento riservato a questi territori dai conquistatori romani, che “assimilarono” all’interno della Repubblica i territori della Magna Grecia continentale, mentre conferirono alla Sicilia lo status di “Provincia” (la prima che la Storia Romana ricordi), riconoscendole un’“autonomia” culturale che si tradusse in una più marcata rivendicazione delle radici greche. Sui vari aspetti di questa dicotomia fra le due anime del sud-Italia greco si svilupperà il dibattito accademico, che si articolerà in ben otto sezioni tematiche:

  • Magna Grecia e Sicilia a confronto: storia della storiografia e prospettive attuali
  • La memoria storica
  • Le strutture materiali della città in Magna Grecia e in Sicilia
  • Istituzioni e strutture civiche e politiche
  • Esperienze e dinamiche economiche a confronto
  • Le strutture del sacro: templi e santuari
  • Lingue e scritture
  • I Greci e gli altri fra antropologia, archeologia e storia

La Soprintendente Barbara Davidde

Il dibattito, che resterà circoscritto ai secoli dal VII al V avanti Cristo, proseguirà, però, nella prossima edizione. Il prof. Lombardo, infatti, ha già anticipato che il Convegno 2022 metterà ancora a confronto Sicilia e continente, ma questa volta prendendo quali campioni le due “capitali” della Magna Grecia: Siracusa e, per l’appunto, Taranto.

Una città più accogliente

Il prof. Riccardo Pagano

E a proposito di Taranto, il prof. Siciliano assicura di aver trovato, al suo ritorno, una città diversa, più accogliente e con molti più turisti che in passato (al punto che non è stato possibile far alloggiare in un solo albergo tutti i partecipanti al Convegno). Non solo, ma ormai il Convegno stesso si è maggiormente integrato con la città, trovando quella che si spera sia la sua sede definitiva, presso l’Università in via Duomo, a poche centinaia di metri da Palazzo D’Aquino, anch’esso sede universitaria, che ospita la sede dell’Istituto e la sua biblioteca. Auspici per un futuro diverso e migliore, per l’isola, per il mondo accademico tarantino e per tutta la città.

Il vicesindaco Fabiano Marti

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