Parco eolico, partono i lavori. Pronto nel 2022?

 

Arrivata nel porto di Taranto la nave cantiere che si occuperà dell'installazione di monopali e turbine
pubblicato il 15 Settembre 2021, 19:37
8 mins

Oramai ci siamo. A distanza di 13 anni dalla presentazione del progetto nel lontano 2008 da parte della società Beleolico srl che fa capo alla società Renexia Services general contractor delle costruzioni del gruppo Toto Holding (per la precisione il 31 agosto 2012 la Beleolico ricevette dalla Societ Energy S.p.A. il ramo d’azienda avente ad oggetto la realizzazione del parco eolico che la stessa presentò l’8 luglio del 2008), partiranno nei prossimi giorni i lavori per la realizzazione del primo parco eolico offshore d’Italia (che lo scorso 27 maggio ha ottenuto altri tre anni di tempo in più con la proroga della VIA, fino al 24 agosto 2023 dopo la prima concessa nel maggio 2020, per terminarne la realizzazione).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/06/03/parco-eolico-off-shore-nuova-proroga-al-20232/)

E’ infatti arrivata nel porto di Taranto nave specializzata MPI Resolution della società olandese Mpi Offshore del gruppo Van Oord, l’unità da lavoro che si occuperà di installare al largo di Taranto il primo campo eolico offshore d’Italia (il contratto prevede sia il trasporto dalla terraferma che l’installazione delle turbine con le relative strutture). La nave di Mpi Offshore (tecnicamente si tratta di una offshore installation vessel in grado di lavorare sia su fondali profondi o pescaggio contenuto) è salpata nei giorni dal porto di Rotterdam dopo aver imbarcato a bordo alcuni impianti e attrezzature (tra cui un martello Menck, un fissaggio marino, uno strumento di ribaltamento e un’attrezzatura di sollevamento) che saranno necessarie durante il periodo di lavoro nel Mar Jonio.

Nella seconda metà del mese di agosto invece, una nave della compagnia di navigazione olandese Jumbo Maritime sbarcò sulle banchine del porto di Taranto i primi monopali prodotti in Spagna dalla ditta Haizea che costituiranno l’ossatura del primo parco eolico offshore del Mediterraneo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/13/parco-eolico-off-shore-variante-al-progetto/)

Mentre la fornitura di turbine eoliche è stata assegnata alla società cinese Ming Yang Smart energy, che è andata sostituire la precedente pattuita con Senvion, società poi fallita e acquistata da Siemens Gamesa. La società fornirà 10 turbine eoliche MySE 3.0-135 con un contratto di servizio O&M completo di 25 anni. Quattro pale eoliche andranno alle spalle del Molo Polisettoriale e sei invece vicino le dighe foranee.

I monopali e le turbine sono 20, rispettivamente 10 e 10. Le turbine sono da 3 MW ciascuna, pari a 30 MW la potenza installata, mentre la produzione stimata è di 55.600 MW l’anno (l’equivalente del fabbisogno di 18500 famiglie). Lo specchio di mare interessato è pari a 131.000 mq e si trova a circa 2 chilometri e mezzo dalla costa. I monopali delle fondazioni saranno infissi ad un livello variabile, che parte da 4,5 metri ed arriva sino a 18. Come variabile anche l’altezza dei monopali: da 40 a 52 metri. Ciascuno ha un diametro di 4,5 metri  per un peso complessivo di 400 tonnellate di acciaio. Su queste fondazioni saranno installate le torri da 80 metri e i rotori da 135 metri di diametro.

Secondo i calcoli del progettista ing. Severini, ci voranno tra i 10-12 giorni per collocare i monopali sul fondale, a cui seguirà il montaggio di torri e turbine: le due operazioni dovrebbero durare in tutto 45 giorni. Dopo di che saranno stesi ni mare i cavi elettrici di collegamento tra le turbine, che poi approderanno sulla terra. A dicembre dovrebbe avvenire l’aggancio alla rete elettrica nazionale. Il parco eolico dovrebbe dunque entrare in funzione nei primi mesi del 2022.

Sull’utilità del progetto e non solo

Per chi volesse rileggersi la storia di questo progetto che abbiamo seguito sin dall’inizio sulle colonne del TarantoOggi prima e sul corriereditaranto.it poi, basta cliccare a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/.

Vogliamo sommessamente ricordare, ancora una volta, come lanciammo l’allarme restando inascoltati dalla fine del 2011 all’estate 2012: si era nel periodo del delirio collettivo sulle vicende del sequestro degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva. il 24 luglio 2012 il ministero dell’Ambiente pubblicò sul suo sito ufficiale il decreto con i pareri delle commissioni VIA e VAS, che davano il loro ok definitivo al progetto (decreto VIA n. 391 del 24.07.2012).

Le ultime vere novità le abbiamo riportate nel febbraio 2020, con la conferma del finanziamento del progetto (che sembra tanto un gioco di scatole cinesi) da parte di una banca francese (leggi qui https://www.corriereditaranto.it/2019/02/25/parco-eolico-off-shore-tra-ambiente-e-multinazionali2/).

Come detto l’opera è stata definita di “pubblica utilità” anche dal ministero dei Trasporti anni addietro. Sarà. Questo lo vedremo eventualmente  soltanto in seguito. Servirà soprattutto a fornire di energia pulita tutta l’area portuale. E forse la zona di Lido Azzurro. Sulla realizzazione di quest’opera abbiamo negli anni espresso tutti i nostri dubbi e le nostre perplessità (che trovate sempre a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/) sia dal punto di vista ambientale che economico. Anche se è doveroso ricordare come il progetto debba sottostare a moltissime prescrizioni di ARPA Puglia e Asl.

Stendiamo invece l’ennesimo velo pietoso sul totale disinteresse della politica locale (con il Comune che tentò un goffo tentativo di fermare l’opera a giochi oramai fatti tra il 2014 e il 2015 venendo sonoramente sconfitto al Tar Puglia prima e al Consiglio di Stato poi) e di gran parte della società civile. Un film visto e rivisto centinaia di volte sotto il cielo di Taranto negli ultimi decenni.

Siamo stati facili profeti: in conclusione alle decine di articoli dedicati al suddetto progetto, abbiamo sempre scritto che ci si sarebbe svegliati soltanto di fronte all’inizio dei lavori. Cosa che è puntualmente avvenuta lo scorso agosto con l’arrivo dei monopali al porto. Critiche ovviamente campate in aria, non strutturate da un’analisi seria del progetto in questione (perché per anni si è ignorato del tutto la sua esistenza o si è fatto finta di nulla), arrivando addirittura a sostenere l’incredibile tesi secondo la quale le torri rovinerebbero i bellissimi panorami che ogni giorno al tramonto i tarantini possono ammirare dal lungomare o dalla ringhiera di Taranto Vecchia. Nulla di più falso, visto che alcune torri sorgeranno alle spalle delle gru del Molo Polisettoriale che a stento si mirano dalla città, mentre altre saranno lontane 7 km dalla zona costiera dove si affacciano gli scarichi dell’ex Ilva.

Questa approssimazione di base, il non voler approfondire sino in fondo le questioni, l’esprimersi attraverso slogan fini a se stessi, ma l’elenco è lunghissimo, sono alcuni dei tanti motivi per cui, da sempre, la società civile e la politica locale e regionale non hanno alcun peso e mai lo avranno nelle scelte che contano sul presente e sul futuro nostro territorio. Ad maiora.

(leggi tutti gli articoli sul parco eolico https://www.corriereditaranto.it/?s=parco+eolico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

3 Commenti a: Parco eolico, partono i lavori. Pronto nel 2022?

  1. Fra

    Settembre 16th, 2021

    Non capiamo il beneficio di questa opera che come tutte le altre meraviglie di Taranto ci faranno aumentare i prezzi di luce ,oltre i prezzi folli di benzina nonostante una raffineria inquinante e tempa rossa che aumenta l’estrazione di petrolio ,gas e compagnia varia . Ormai il porto di Taranto serve come tutta la città a nulla e gli spartani non reagiscono più neanche se cade un meteorite e a confronto le pecore avrebbero più attributi ,forse si accorgono dei pali se glieli ficchi nel …o,solo per fastidio !! La mia curiosità è ma quei gran fighi di Lega ambiente che dicono ? Si sono già venduti ? Dopo l’Italsider,Cementyl,raffineria e aziende salutari in genere locate in Ta ,cosa permetteranno . Abbiamo così tanta spazzatura da fare energia per mezzo paese ,ma forse ci costruiranno il nucleare a breve tanto ormai questa città è il bene dello schifo d’Italia … poveri a noi

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  2. Piero

    Settembre 17th, 2021

    Non capisco che problemi si facciano tanti: il paesaggio non viene rovinato perchè sta dietro il molo polisettoriale, non intralcia la navigazione perchè da li non passano le navi ed ogni watt generato e’ un watt di co2 risparmiata. Eppure vorrei vedere tanti nimby un giorno senza corrente o acciaio… mi fate ridere… tornate all’epoca della pietra, era tutto naturale ma per la natura a 30 anni si è già vecchi ed inutili…

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  3. Andrea Gallitelli

    Ottobre 12th, 2021

    Ma esiste una società civile a Taranto, mi piacerebbe capire se e questione di ignoranza o mero menefreghismo. Siamo inesistenti, anche se il progetto da qualcuno definito inutile perché sottodimensionato ,quale giovamento ne trarrà la città ed i suoi abitanti.
    A questo punto proporrei un quiz . A che pensano i tarantini se non al proprio futuro ?

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