Ex Ilva, ok al decreto per i 700 milioni ad Invitalia

 

La Camera ha approvato il decreto legge Grandi Navi a Venezia che contiene importanti misure per il siderurgico tarantino
pubblicato il 15 Settembre 2021, 19:48
5 mins

Via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto Grandi Navi a Venezia, che contiene anche interventi per la tutela dell’occupazione e che interessano anche l’ex Ilva di Taranto. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 363 favorevoli, 15 contrari e quattro astenuti. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/09/13/ex-ilva-in-arrivo-oltre-700-milioni-per-invitalia/)

Ricordiamo che all’interno del decreto, all’articolo 3.1 comma 4, è stato inserito un provvimento riguardante l’ex Ilva. Nel testo si legge che “All’articolo 1 del decreto-legge 16 dicembre 2019, n. 142, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 febbraio 2020, n. 5, dopo il comma 1bis, sono aggiunti i seguenti commi:” 1-ter. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – INVITALIA è autorizzata a sottoscrivere ulteriori apporti di capitale e ad erogare finanziamenti in conto soci, nel limite massimo di 705.000.000 euro, per assicurare la continuità del funzionamento produttivo dell’impianto siderurgico della Società ILVA S.p.A. di Taranto, qualificato stabilimento di interesse strategico nazionale (ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231)”.

Dunque arrivaranno nuovi capitali per sostenere quanto previsto nell’accordo del dicembre scorso, che prevedeva oltre 1 miliardo di euro solo per acquisire entro maggio 2022 il 60% delle quote societarie della società veicolo AM InvestCO Italy spa, con cui ArcelorMittal ha in fitto la gestione degli stabilimenti del gruppo ex Ilva in Italia. Lo ripetiamo: quel miliardo servirà soltanto per ricapitalizzare la società, non per effettuare interventi sugli impianti dell’area a caldo. Ad AMI resterà prima il 50% e poi il 40%, ecco perché verserà ‘soltanto’ 70 milioni di euro per completare la ricapitalizzazione della società in questione.

Inoltre gli accordi sottoscritti dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – INVITALIA ai sensi del precedente periodo del presente comma rientrano tra le operazioni finanziarie, inclusa la partecipazione diretta o indiretta al capitale, a sostegno delle imprese e dell’occupazione, anche nel Mezzogiorno. Agli oneri si provvede, per l’importo di 705.000.000 euro, mediante utilizzo delle risorse disponibili in conto residui (di cui all’articolo 202, comma 4, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77). Alle risorse si applica quanto previsto dall’articolo 34bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e successive modificazioni e integrazioni. Il Ministro dell’economia e delle finanze è, a tal fine, autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche nel conto dei residui.

Inoltre, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – INVITALIA “è autorizzata alla costituzione di una società, allo scopo della conduzione delle analisi di fattibilità, sotto il profilo industriale, ambientale, economico e finanziario, finalizzate alla realizzazione e alla gestione di un impianto per la produzione del preridotto – direct reduced iron. Alla società di cui al precedente periodo del presente comma non si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175. Il capitale sociale della società di cui al primo periodo è determinato entro il limite massimo di 70.000.000 euro, interamente sottoscritto e versato da INVITALIA, anche in più soluzioni. Agli oneri di cui al precedente periodo, pari a 70.000.000 euro per l’anno 2021, si provvede a valere sulle risorse di cui al comma 1.

Di fatto quanto previsto dall’accordo del dicembre 2020 tra Invitalia ed ArcelorMittal Italia, in cui era appunto previsto che il preridotto che sarà utilizzato per i forni elettrici, sarebbe stato realizzato a Taranto attraverso la costruzione di ben due impiandi di produzione (anche se nel testo di legge odierno di parla di un solo impianto), che sorgeranno in un’area esterna al siderurgico. Di tutto questo si occuperà una new.co esterna alla società che nascerà dall’accordo sottoscritto tra ArcelorMittal ed Invitalia. Quanto approvato dunque ricalca l’intesa pregressa. Ad oggi non è dato saperechi ne farà parte.

Il provvedimento introduce anche un allungamento per un massimo di 13 settimane fruibili entro il 31 dicembreprossimo della possibilita’ di fruire della Cig con causale Covid per le imprese con non meno di mille dipendenti che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale (nella relazione di accompagnamento al Dl si specifica che la platea coinvolta e’ rappresentata da circa 4mila dipendenti Ilva-Arcelor Mittal).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/12/21/riconversione-ex-ilva-una-partita-dai-tanti-interessi/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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