“Un’altra storia si può scrivere”

 

Intervista a Traversa, candidato sindaco per "Grottaglie domani"
pubblicato il 13 Settembre 2021, 16:32
11 mins

Alfredo Traversa, candidato sindaco per la coalizione Grottaglie Domani – composta dal Partito Democratico e da una folta schiera di Movimenti civici (Azione, AttivaMente, Città Creativa, Comparto Civico, Comitato Ospedale San Marco, Energie per l’Italia, Italia in Comune, Lega Sud Ausonia, Obiettivo Comune, Progressisti per Grottaglie, Utòpia) – ci ospita per un’ intervista all’interno di uno dei suoi comitati elettorali. Non è un politico di professione (nella vita è un apprezzato regista ed attore teatrale) e tra l’altro, appare non essere molto interessato alla politica, intesa nel senso machiavellico del termine.

Come nasce la sua candidatura a sindaco di Grottaglie?

Questa candidatura nasce da un incontro con i rappresentanti delle liste che formano la coalizione Grottaglie Domani, i quali un giorno mi hanno chiesto se me la sentivo di rappresentarli. Ci ho riflettuto un pò, poi ho dato la mia piena disponibilità. Ritengo sia una fortuna, che capita poche volte nella vita di un uomo, quella avere la possibilità di migliorare le condizioni di vita della collettività.

“Grottaglie domani – un’altra storia” è il vostro slogan. Ce lo spiega?

Non è solo di primo acchito uno slogan che vuol significare: pensiamo alla Grottaglie del domani. Esso mutua “Italia Domani”, il progetto nazionale presentato dal presidente del Consiglio Draghi, implicando anche tutta una serie di azioni che mirano ad intercettare idee e progetti per quello che sarà il futuro prossimo, non solo del nostro paese ma di tutto il Mezzogiorno e di tutta l’Italia. Insieme dobbiamo cogliere l’occasione per sprovincializzarci.

“Un’altra storia”, riguarda nello specifico la città di Grottaglie. Abbiamo bisogno di realizzare cose differenti, che non ci sono, che abbiano un altro senso e che mettano assieme un’intera comunità. Questa è la sfida: sentirsi tutti parte di una storia, dagli imprenditori al cittadino comune.

Il tempo di suddividere i cittadini in categorie secondo me deve terminare al più presto. Chiunque deve trovare ascolto e possibilità di crescita. Ognuno di noi ha bisogno di spogliarsi di qualche cosa per inventarsi altro. Questo è ciò che è sempre mancato a Grottaglie, ossia un senso di partecipazione più ampia ed inclusiva alla cosa pubblica. La casa comunale non deve essere più vissuta come un luogo quasi inaccessibile.

Il sindaco uscente, D’Alò, ha dichiarato che sinora non ha sentito parlare di programmi da parte dei suoi avversari politici..

Dal 21 maggio sulla mia pagina Facebook sono visibili tutte le mie proposte ed i mie interventi. Da fine luglio sono in giro per parlare alla gente, incontrarla per strada così come al mercato. Se questa è la critica che muove il sindaco uscente, allora dovrei dire di lui che non sappiamo nulla dei suoi programmi. Sono l’unico candidato sindaco nella storia di Grottaglie che non appartiene ad alcun movimento politico né ha liste personali che lo sostengono e che servono a condizionare. Si è trattato di una mia precisa scelta per cominciare a scrivere un’altra storia.

Si ritiene un prestato alla politica?

Ventisei anni fa ho ricoperto l’incarico, da tecnico, di assessore alla cultura realizzando tutte le opere che ancora oggi sono presenti in città e che purtroppo in molti casi sono inutilizzate o chiuse al pubblico. Mi riferisco ad esempio al Castello Episcopio, al Palazzo De Felice, all’Eremo, all’Acchiatura, alle cave di Fantiano. Ho cercato di fare il bene della collettività senza condizionamenti politici. Se dovessi diventare sindaco lo farei solo per cinque anni. Credo sia un tempo sufficiente per realizzare determinati progetti.

Quali sono i punti cardine del suo programma?

Il mio programma è fatto per macro aree. Ve ne sono tre: Grottaglie Città della Salute, Grottaglie dell’arte, della cultura, dell’operosità e dello sviluppo, Grottaglie Verde. Esso comprende la visione ed il concetto di come le coe devono essere messe insieme per essere portate avanti. Un programma che parta da Grottaglie, con idee nostre, progetti nostri, non indotti.  PROGRAMMA

Parliamo di cultura che è il suo habitat naturale.

Dato che il sindaco si è fatto la foto con la zappa io me la farò con la pala perché devo disseppellire la cultura. Cosa è stato fatto per la cultura a Grottaglie? Io non ricordo nulla. Se poi l’amministrazione uscente mette come punta di diamante della sua proposta culturale il Cinzella Festival a me cadono le braccia dato che è una manifestazione ideata altrove per la quale si è messa a disposizione la suggestiva location di Fantiano. Possibile che non siamo stati capaci di realizzare un progetto nostro in grado di essere realizzato?

Alcuni artisti grottagliesi che hanno avuto fortuna altrove, in alcune recenti interviste hanno rimarcato la scarsa propensione del paese ad aprirsi culturalmente a causa anche di amministrazioni comunali ottuse. Che ne pensa?

Partiamo dal presupposto che questi rispettabilissimi artisti non avrebbero mai potuto essere quello che sono ora rimanendo a Grottaglie. Il nostro paese non è New York, Berlino, Los Angeles o anche Bologna.Se diventassi sindaco non esiterei un attimo a chiamare ad esempio Vince Pastano e chiedergli se vuole spendersi, assieme a noi, per fare qualcosa con quei ragazzi di qui che magari desiderano diventare un chitarrista bravo e stimato come lui. Sarebbe una cosa bellissima. Se questi artisti avessero dei progetti che servono a far emergere dei talenti, qui in loco, sarei ben disponibile a prenderli in considerazione. Siamo aperti a qualsiasi tipo di proposta.

Parliamo di un argomento poco dibattuto. La mancanza di spazi verdi da mettere a disposizione soprattutto dei bambini…

Pensi che quando ho chiesto a mio figlio che cosa volesse che il papà realizzasse una volta diventato sindaco, lui mi ha risposto: un parco.

Purtroppo Grottaglie paga gli errori commessi da tutti, amministrazioni pubbliche e soggetti privati. C’è stata scarsa autocritica su quello che è stato il passato e che poi incide nel presente. Il paese dal punto di vista edilizio non ha avuto un sviluppo in altezza e pertanto molti terreni che potevano essere adibiti a verde sono stati utilizzati per costruire abitazioni di non più di due piani. In via Matteotti sono state buttate giù delle bellissime ville degli inizi del novecento accanto alle quali si potevano recuperare spazi da destinare al verde. Allo stato attuale l’amministrazione comunale per avere una villa o un parco, ad esempio, dovrebbe fare uno sforzo economico per acquistare dei terreni da privati ed adibirli a verde.

Cosa non le è piaciuto di questi cinque anni di amministrazione D’Alò?

Che abbia comunicato poco. O meglio è stata prodotta un’informazione parziale al cittadino che spesso altro non era che un punto di vista soggettivo di chi quella informazione la veicolava.  L’ultimo caso in ordine di tempo, quello che riguarda la Pineta Frantella, è emblematico. Questa amministrazione si è limitata, quando si è insediata, ad emanare un’ordinanza di divieto di accesso non spiegando pubblicamente perché quella pineta fosse impraticabile e quali fossero i pericoli che costringevano alla chiusura. Possibile, poi, che in cinque anni non si sia fatto nulla per favorirne la riapertura? E’ possibile che a distanza di un mese non si conoscano ancora le cause dell’incendio? Esiste un gruppo di protezione civile a Grottaglie? Chi e come doveva presidiare la pineta specie nei mesi estivi?

Questo tipo di atteggiamento di chiusura non è accettabile. In questi cinque anni non vi è stato alcun dibattito politico, nessun tipo di confronto. La libertà di esprimersi e di dire la propria sono due concezioni che assolutamente, da semplice cittadino, non ho percepito. In altri casi questa amministrazione, invece, si è mostrata solerte nel presentare pubblicamente, come sue, opere la cui realizzazione e progettazione rinveniva da altri. A questo punto se fossi eletto sindaco ad ottobre vorrei poter avere anche io qualcosa da aprire, da inaugurare. Esiste?

Terminiamo questa intervista con la stessa domanda posta al sindaco uscente D’Alò. Teme qualcuno degli altri candidati a questa competizione elettorale?

I miei avversari non sono né D’Alò, né Santoro o Lenti. Un’altra storia significa appartenere ad una comunità e farne gli interessi. Sicuramente non temo il confronto anzi lo vedo come un momento di crescita, per chi vuole affrontarlo.

 

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