Lo Slai Cobas invita allo sciopero generale

 

Anche a Taranto organizzate una serie di assemblee in vista della mobilitazione del prossimo 11 ottobre
pubblicato il 09 Settembre 2021, 18:35
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Lo sciopero generale nazionale dell’11 ottobre, indetto da tutti i sindacati di base, ha visto martedì scorso a Taranto una prima assemblea nella sede Slai cobas dei rappresentanti dei vari Cobas sui posti di lavoro (dall’ex Ilva, al Cimitero, alla Cemitaly, servizi degli appalti Amat/Amiu, asili, lavoratrici della scuola, ecc.) e si prepara nei prossimi giorni un’assemblea pubblica (a cui inviteremo stampa e Tv) e l’avvio di un attività di assemblee, volantinaggi, all’ex Ilva e in vari posti di lavoro.

“Questo sciopero punta al blocco della produzione, dei servizi, dei posti di lavoro; esso unisce le fabbriche e realtà in lotta, e a livello nazionale, coinvolge i movimenti reali di lotta – si legge nella nota dello Slai Cobas per il sindacato di classe -. Questo sciopero generale è necessario e inevitabile. Le condizioni di lavoro stanno peggiorando, così come il salario – i lavoratori e le loro famiglie non ce la fanno più; il salario, soprattutto per le migliaia di cassintegrati e per la perdita di questi anni non recuperata dai CCNL, si è ridotto del 30/40%. Nella nostra città invece che lavoro aumentano i cassintegrati senza futuro (dai 1600 dell’Ilva AS, ai più di 50 della ex Cementir, ecc.); vanno avanti i licenziamenti/chiusura nelle grandi fabbriche – come la Tessitura Albini di Mottola che ha messo in mezzo alla strada 118 operai, tra cui un terzo donne che difficilmente potranno trovare un nuovo lavoro -, una fabbrica in piena produzione che chiude non per crisi ma per delocalizzazione per fare più profitti dove il costo del lavoro è più basso”.

“I lavoratori degli appalti comunali, o restano precari a vita, con bassi salari e poche ore di lavoro, come nelle pulizie dell’Amat, negli asili o le promesse di reimpiego sono delle beffe, come per i 130 di IsolaVerde; e chiaramente in questa situazione non c’è futuro per i disoccupati, nonostante le propagande quotidiane di Comune, Regione su un’economia alternativa, sullo sviluppo di una Taranto turistica, ecc” attaccano dallo Slai Cobas.

“Le aziende, dalle grandi alle medie, piccole (compreso ristorazione) col governo Draghi pretendono e ottengono e si stanno riprendendo dagli effetti dei lockdown; chi invece non può riprendersi e vede peggiorare le sue condizioni di lavoro, non lavoro e di vita sono le lavoratrici, i lavoratori, i settori poveri. Mentre i soldi ci sono per le imprese, spariscono anche per integrare al 100% la miseria di cassintegrazione che ha ridotto, col covid, il salario dei lavoratori di quasi il 50%. Per questo è necessario lo sciopero generale, per unire le forze, chiamare alla lotta i settori ancora fermi e cominciare a pesare realmente, con la novità dell’unione in questa occasione, di tutti i sindacati di base nazionali e locali” affermano ancora dallo Slai Cobas.

“Lo sciopero generale ha una piattaforma generale che si sta discutendo sui vari posti di lavoro: NO ai licenziamenti/riduzione orario di lavoro a parità di salario, aumenti salariali/ 100% di indennità ai cassintegrati /salario garantito ai disoccupati, salute e sicurezza, vaccinazione per tutti; No repressione, No licenziamenti ritorsivi (come quelli fatti in Acciaierie d’Italia e dei lavoratori ex Pasquinelli dall’Amiu/L’Arca), che sono anche usati come ricatto verso i lavoratori che vogliono protestare; contro la precarizzazione: No agli appalti al massimo ribasso – internalizzazione dei servizi pubblici essenziali” concludono dallo Slai Cobas per il sindacato di classe.

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