Giovanni Paisiello alla corte di Napoleone

 

Si inaugura il 20 settembre il Giovanni Paisiello Festival, promosso dagli Amici della Musica 'Arcangelo Speranza'. Una edizione che mette in luce il periodo parigino a servizio di Napoleone Bonaparte.
pubblicato il 09 Settembre 2021, 14:22
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Chi, se non il più europeo, acclamato e accreditato nelle sfavillanti corti dell’epoca poteva volere il generale Napoleone Bonaparte per scrivere la partitura che avrebbe accompagnato la sua (auto)incoronazione nella cattedrale di Parigi, Notre Dame? Giovanni Paisiello, ovviamente. La star era troppo vezzeggiata dai regnanti che volevano celebrare in musica gli avvenimenti salienti del loro potere, per cui l’invito nella capitale francese aveva il senso della grandezza dei due personaggi, della quale, per prestigio, non si poteva fare a meno. Un soggiorno di soli due anni, perché il musicista sapeva di dover rientrare nei ranghi, dai Borboni, con piglio strategico per la propria carriera. E nella sua sicurezza del successo della sua partitura non fu presente al grande evento parigino.

Questo preambolo fa da sfondo alla XIX edizione del Giovanni Paisiello Festival, perché incentrato proprio sul rapporto tra l’imperatore e il nostro genius loci, 200 anni dopo la morte di Napoleone, per il quale compose anche l’opera «Proserpine».

Il festival promosso dagli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” si inaugurerà il 20 settembre (ore 21) nel Teatro Comunale Fusco con un recital del mezzosoprano Anna Bonitatibus, squisita specialista del repertorio vocale di primo Ottocento e molto apprezzata a livello internazionale. La cantante si è fatta particolarmente notare per aver riscoperto e valorizzato il repertorio cameristico inedito degli anni d’interregno tra la morte di Cimarosa (1801) e l’esordio di Rossini (1810). E ora, per il Giovanni Paisiello Festival, propone un florilegio di musiche di Paisiello, Cherubini, Haydn, Beethoven, Schubert e altri autori, musiche che negli anni in cui Napoleone preparò la sua salita al soglio imperiale circolavano nei salotti parigini.

Il 23 settembre (ore 17.30) il festival prevede al Museo Archeologico MArTA l’avvio di un ciclo dedicato alla presentazione di edizioni critiche secondo lo spirito della manifestazione, che ha sempre puntato ad approfondire i legami tra musica e musicologia. Per l’occasione si parlerà della festa teatrale «Le nozze di Peleo e Tetide» composta da Paisiello in occasione delle nozze reali di Ferdinando IV e Maria Carolina. L’edizione critica è stata curata da Paola de Simone e Nicolò Maccavino chiamati a illustrare quest’importante lavoro del giovane Paisiello con la prima esecuzione moderna di alcuni brani dell’opera interpretati dal soprano Angela Spinelli e dal cembalista Fabio Anti.

Si proseguirà il 24 settembre, al Teatro Comunale Fusco (ore 21), con i Solisti dell’Orchestra Barocca di Cremona, protagonisti di un concerto finalizzato a fornire un’interessante panoramica sul mondo dei quartetti dei musicisti italiani celebrati come capiscuola nella Parigi post-rivoluzionaria e napoleonica, maestri che hanno saputo imprimere una svolta insieme tecnica e stilistica in anni cruciali per lo sviluppo della scrittura per gli archi. «I solisti dell’Orchestra Barocca di Cremona, e in particolare il flautista Giovanni Battista Columbro – spiega Lorenzo Mattei (direttore artistico del Festival)- da anni portano avanti un lavoro di ricerca musicologica e di studio sulla prassi storicamente informata di questo repertorio ancor oggi misconosciuto».

Il 27 settembre, sempre al Teatro Comunale Fusco (ore 18), con una digressione rispetto al tema di quest’anno, il festival ritrova a distanza di un anno il divulgatore musicale Fabio Larovere, che torna per parlare del suo libro «E. W. Perché non possiamo fare a meno di Giuseppe Verdi e Richard Wagner» scritto a quattro mani con Andrea Faini in un incontro impreziosito dagli interventi del pianista Michele Renna, giovane talento tarantino, nella cui esecuzioni si potranno ascoltare celebri pezzi verdiani e wagneriani nelle trascrizioni di Liszt.

I legami tra Paisiello e Napoleone verranno ulteriormente indagati il 28 settembre, ancora al Teatro Comunale Fusco (ore 21), con il reading musicale di Giulia Perni «Il riposo dell’Imperatore» elaborato scenicamente da Chicco Passaro, protagonisti l’attore Francesco Foti, il Quartetto d’Archi del Giovanni Paisiello Festival, il soprano Flavia Muri, il contraltista Vincenzo Franchini e il clavicembalista Fabio Anti.

Quindi, il 29 settembre (ore 18), nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città, si terrà la tavola rotonda «Paisiello e Napoleone, Napoli e Parigi» con Giulia Giovani dell’Università di Siena, Galliano Ciliberti del Conservatorio di Monopoli, Teresa Bosco dell’Alliance Française, Ennio Pascarella, autore della monografia «Il sogno di Napoleone» per l’editrice Scorpione, e altri importanti studiosi.

Gran finale il 30 settembre (ore 20.45) nel Duomo di San Cataldo, dove subito dopo la consegna del Premio Giovanni Paisiello Festival a una personalità che verrà rivelata il giorno stesso del conferimento, si ascolterà la «Messa in si bemolle per l’Incoronazione di Napoleone» composta da Paisiello per il sontuoso rito svoltosi a Notre Dame di Parigi nel 1804 e immortalato nella celebre tela di David. 

Nell’occasione le vetrate della cattedrale gotica parigina saranno proiettate sulle scalinate della cattedrale tarantina, un videomapping che riecheggerà l’atmosfera dell’evento originale, così come la distribuzione del coro, degli orchestrali e del direttore d’orchestra.

Contestualmente, verrà proposta una selezione di Mottetti (di cui se ne contano, in totale, diecimila manoscritti) scritti per la Cappella Palatina di Giuseppe Bonaparte, salito su quel trono delle Due Sicilie che passerà poi a Gioacchino Murat prima della restaurazione borbonica. Si tratta di una prima esecuzione assoluta in tempi moderni affidata, come la «Messa per l’Incoronazione», ai talenti pugliesi dell’Orchestra da Camera e Coro del Giovanni Paisiello Festival diretti da Pierluigi Lippolis, con solisti il soprano Mari De Biasi, il tenore Ma Yumeng e il basso Francesco Masilla.

Il programma esalta questo particolare periodo paisielliano ma gli organizzatori sottolineano che ancora non si parla abbastanza della centralità internazionale dell’autore tarantino, sempre sulla cresta dell’onda, a segnare i fasti dell’Ancient Régime e a gestire la centrata strategia del suo successo. A Parigi erano di moda, all’epoca napoleonica i quartetti d’archi italiani, molti musicisti tentavano di raggiungere la fama di Pisiello, ma solo lui ha saputo lasciare la sua impronta e tanti spunti per i futuri compositori. Lui ha rivoluzionato l’opera con ‘Nina, o sia La pazza per amore’, focalizzando l’attenzione sui sentimenti, sulle emozioni con stile preromantico. Era il musicista del futuro.

Affianco agli Amici della Musica il Comune di Taranto, che, come ha ricordato l’assessore Fabiano Marti, ha anche sottoscritto una nuova convenzione con il sodalizio musicale. E per dare maggior vigore a questa cooperazione, l’auspicio dell’amministrazione comunale è quello di restituire alla città Casa Paisiello.

A tale proposito il coordinatore del Comitato Scientifico per l’Allestimento della casa-museo, Augusto Ressa, afferma che i lavori proseguono, nonostante un fermo per questioni strutturali, si attende il la dell’Amministrazione per completare, ma si prevede che massimo entro l’inizio del nuovo anno si potrà tagliare il nastro.

Come è noto la collezione di reperti di Paolo Ruta è già nutrita e si arricchirà del testo del Barbiere di Siviglia in francese.

Anche quest’anno il Giovanni Paisiello Festival è organizzato sotto l’egida del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, oltre a Conad e Banca di Taranto, e il patrocinio del Comune di Taranto. I biglietti saranno in vendita al costo di € 20,00 Platea ed € 15,00 Galleria presso la sede degli Amici della Musica in via Abruzzo n. 61 – Tel. 099.7303972 – 329.3462658 e on-line sul sito Liveticket.it. Si accede esclusivamente con il Green Pass. Tutte le info sono sul sito www.giovannipaisiellofestival.it

Foto: Frank Bonitatibus, GPF

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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