Scuola e trasporti: in Puglia i problemi restano

 

La denuncia di ANP. Si pensa ai doppi turni e alle doppie corse dei trasporti pubblici senza ricorrere a quelli privati, nonostante le risorse del governo
pubblicato il 08 Settembre 2021, 17:11
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“L’immobilismo dei trasporti: questo ossimoro può compendiare efficacemente la vicenda (ancora non del tutto conclusa, in verità) riguardante gli orari dei servizi di trasporto pubblico utilizzati dagli studenti delle scuole superiori della nostra regione per raggiungere le rispettive sedi scolastiche”. E’ quanto afferma l’Associazione Nazionale Presidi di Puglia, con una nota a firma del presidente Roberto Romito.
La vicenda è ormai nota. La scuola tornerà in presenza ma ciò che preoccupa molto sono i trasporti.
“Ai tavoli prefettizi all’uopo convocati sembra prevalere, infatti, la pressione delle aziende concessionarie del servizio di trasporto pubblico locale (TPL) per imporre la soluzione di minimo sforzo (per loro), consistente, in buona sostanza, in un potenziamento delle corse scolastiche mediante il raddoppio di alcune di esse utilizzando gli stessi mezzi con orario sfalsato fra prima e seconda corsa. La scuola si adegui, dunque, e con essa gli studenti e le loro famiglie, che si dovranno rassegnare a sperimentare due differenti turni (orari di ingresso previsti 8.00 e 9.40 a Bari e provincia, ma anche 7.50 e 9.30, come sembra si voglia fare a Taranto)”, denuncia l’ANP.
Ma non sarà così ovunque: “Le province pugliesi, infatti, sono andate in ordine sparso a questo appuntamento con i prefetti e le aziende: laddove, però, c’è stata una maggiore attenzione ai problemi degli studenti e delle scuole il turno d’ingresso sarà unico, come a Foggia e a Lecce; quest’ultima è stata l’unica prefettura, a quanto si sa, ad aver convocato formalmente al tavolo una rappresentanza i dirigenti scolastici in quanto tali. Ce ne rallegriamo, almeno per queste province, e crediamo di non essere estranei al conseguimento di questo risultato”.
“Nel contempo, in attesa di sapere qualcosa di più preciso per quanto riguarda la BAT – prosegue l’ANP -, non possiamo però nascondere la nostra amarezza conseguente ad alcune semplici osservazioni, molte delle quali andiamo evidenziando da mesi: 1. la pandemia ha aggravato i problemi di deficit formativo nella nostra regione, in misura maggiore di quanto avvenuto in altre regioni d’Italia, anche più gravemente colpite dal virus. Lo testimoniano i dati del rapporto INVALSI pubblicato a luglio scorso: solo chi non si intende di scuola può minimizzarne la negatività, assumendo posizioni che ricordano sinistramente quelle negazioniste in tema di pandemia e vaccini; 2. ad una tale situazione, che ha visto la maggioranza degli studenti pugliesi delle superiori lontano dalla scuola per molti mesi, si aggiunge oggi il disagio conseguente all’allungamento della giornata scolastica, a causa dei doppi turni. A questo disagio, vissuto anche in termini di più difficile gestione della vita familiare e sociale, si sommerà la perdita di un consistente pacchetto orario di attività didattiche che molto difficilmente potrà essere recuperato (le prime due ore di lezione dovranno necessariamente avere una durata di 50 minuti, si tratta di 20 minuti al giorno la cui mancata effettuazione va considerata sull’arco dei 200 giorni di lezione previsti dal calendario scolastico); 3. è da più di un anno che si discute del potenziamento del sistema di trasporti in Puglia. Ma lo sconfortante risultato è che esso si riduce oggi, nella maggioranza dei casi, a far fare avanti e indietro agli stessi mezzi per raddoppiare alcune corse, con orari sfalsati. Tutto qui. E tutto ciò è ancora più sconcertante se si considera l’abbondanza degli strumenti normativi e dei mezzi finanziari che sono stati messi a disposizione del mondo dei trasporti: molti milioni di euro stanziati dal “decreto-sostegni bis” dello scorso luglio e ben due delibere regionali qui in Puglia, l’ultima delle quali addirittura di gennaio, che dispongono la possibilità (adeguatamente finanziata anch’essa) di incrementare i mezzi circolanti ricorrendo al noleggio di quelli privati, largamente sottoutilizzati. E’ quello che abbiamo più volte proposto, senza avere alcuna risposta formale; 4. la limitazione del secondo turno imposto a Bari e provincia ad una quota pari al solo 25% degli studenti, dà la misura di quanto poco sarebbe bastato a impostare una soluzione organica del problema avvalendosi degli strumenti e delle risorse di cui sopra, evitando così il doppio ingresso a scuola e la conseguente doppia uscita. E’ mancata la volontà, o cosa?”
“Per parte nostra, continueremo a sostenere le proposte già da tempo avanzate, sperando di avere un ascolto maggiore di quello avuto fino ad ora e tenendo presente che la situazione potrà sempre essere modificabile in corso d’opera, anche in tempi brevi – aggiunge l’organizzazione -. Questo è ciò che abbiamo sentito dire da Regione e aziende concessionarie, le quali per migliorare l’offerta di trasporto lavorerebbero ad una “calibrazione” sul campo dei flussi di pendolarismo scolastico (che, peraltro, dovrebbero essere arcinoti, visto che le iscrizioni alle scuole si sono chiuse a gennaio scorso e che le scuole stesse hanno più volte fornito i dati in loro possesso)”.
“Sullo sfondo, emerge con tutta evidenza la mancanza di respiro nell’affrontare un problema che richiederebbe ben altra visione, ossia quella che dovrebbe portare ad un sistema di trasporti che sia ad esclusivo servizio delle scuole e che si avvalga delle sinergie fra pubblico e privato – conclude l’ANP -. Visto il profluvio di risorse in arrivo a favore della scuola e dei settori ad essa collegati, invitiamo politici e istituzioni locali e nazionali a non perdere l’occasione di seguire questa direzione… con fatti, e non solo parole”.

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