“Saremo agonisticamente aggressivi”

 

Intervista a Sabbi, opposto della Prisma Taranto
pubblicato il 08 Settembre 2021, 17:54
6 mins

A poco più di un mese dall’inizio della stagione agonistica nella Prisma Taranto è tempo di fare un primo bilancio del lavoro svolto in questa fase di preparazione. A disposizione della stampa, il club rossoblù, questa settimana ha messo l’opposto Giulio Sabbi, in cerca di riscatto dopo l’opaca stagione trascorsa a Cisterna, causa anche un infortunio gestito male.

Stiamo lavorando a ranghi ridotti perché alcuni compagni sono impegnati con le competizioni internazionali ma ci stiamo impegnando tantissimo” – afferma il giocatore romano – “Abbiamo iniziato la preparazione prima di tutti e questo ci sta consentendo di applicarci molto più su alcuni dettagli, effettuando un lavoro che durante la stagione, con le partite di mezzo, non si riesce a fare con continuità”.

Parliamo dell’avvio del campionato. Nelle prime cinque giornate ci saranno tre gare esterne (Ravenna, Milano e Verona) e due in casa (Vibo e Perugia).  Che ne pensi?

In SuperLega tutte i match sono difficili, non ve ne è uno scontato. Pertanto, noi dobbiamo essere una di quelle squadre, proprio perché dobbiamo salvarci, che ogni domenica deve essere consapevole che ci sarà da affrontare una battaglia sportiva. Dobbiamo cercare di partire subito forte ed essere bravi a cogliere tutte le occasioni possibili di far punti contro chiunque.

Il presidente Bongiovanni ha dichiarato che vuole una Prisma Taranto rompiscatole…

Il gap tecnico con alcune squadre, quelle tre-quattro che lotteranno per lo scudetto, sarà evidente ma, a volte, le motivazioni ed il carattere possono colmare il gap tecnico. La nostra base di partenza deve essere l’aggressività agonistica. Dobbiamo dare tutto quello che abbiamo dentro per offrire delle belle prestazioni.

A proposito, hai avuto modo di conoscere da vicino il presidente?

Persona molto schietta, che ti dice le cose in faccia, proprio come piace a me. Viene spesso al palazzetto. Avere una società presente per noi non può che rappresentare un bene.

Che effetto fa avere come direttore sportivo un ex grande pallavolista come Corsano?

Con Mirko ci ho giocato anche insieme (Roma, stagione 2011-12,ndr) e mi fa un pò strano vederlo fuori dal campo. E’ una mansione nuova per lui, però si sta impegnando molto. Siamo contenti, non ci fa mancare niente. Sta molto vicino alla squadra ed essendo stato giocatore ad alti livelli sa di cosa abbiamo bisogno.

Ravenna, Padova, Cisterna e Verona saranno le vostre concorrenti per la salvezza?

Non mi piace giudicare prima di scendere in campo né fare pronostici, non li ho fatti nemmeno quando giocavo a Modena o a Macerata. Tolte le quattro classiche squadre che punteranno a vincere lo scudetto, le altre se la possono giocare con tutte. Noi non dobbiamo pensare a chi avremo di fronte dall’altra parte della rete ma a fare sempre del nostro meglio per ottenere il miglior risultato possibile.

Questo nuovo gruppo di giocatori, come si dice in gergo, sta già facendo spogliatoio?

Devo dire che Vincenzo Di Pinto è stato bravo a costruire una squadra con giocatori che ha già allenato e che tra loro si conoscono un pò tutti. Ciò rappresenta già un’ottima base di partenza per amalgamare il gruppo. Stiamo bene assieme, sia dentro che fuori il campo.

Abbiamo visto che in Europa nelle varie competizioni, buon ultimo l’Europeo femminile, i palazzetti sono pieni di gente mentre in Italia si discute se far accedere il 25/35% del pubblico in base alla capienza. Lo ritieni giusto?

Se nei nostri palazzetti si rispettano le distanze di sicurezza e vi si fanno accedere soltanto le persone in possesso del green-pass non vedo perché non si possa ripartire con almeno il 50% del pubblico sugli spalti.  Sappiamo tutti che la pallavolo non è uno sport che si mantiene esclusivamente con gli sponsor o i diritti televisivi e che, invece, il pubblico è il motore di questo sport. Gli incassi rappresentano una buona fetta degli introiti di un club. Se facciamo un altro campionato come quello dell’anno scorso penso che nessuno la prossima stagione investirà più nel volley.

Infine parliamo di Nazionale. In passato ne hai fatto parte (124 presenze, ndr). Pensi sia giusto un ricambio generazionale in questo momento?

Io ho iniziato il mio percorso in Nazionale proprio in un momento di passaggio generazionale. Ogni tot anni è giusto voltare pagina e puntare sui giovani. In Italia ne abbiamo tanti di interessanti e lo stiamo già notando con il neo CT De Giorgi che è uno che con i ragazzi ci sa fare. Secondo me questo è il momento giusto per cambiare per programmare le prossime Olimpiadi.

*credit foto Vanni Caputo

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