Quale futuro per i 130 dipendenti della Infrataras?

 

Domani la risposta all’interrogazione parlamentare del senatore Mario Turco
pubblicato il 08 Settembre 2021, 16:30
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«Che cosa ne sarà del futuro dei 130 dipendenti della società Infrataras, partecipata al 100% dal Comune di Taranto, che rischiano il loro posto di lavoro? La risposta arriverà domani mattina, giovedì 9 settembre». Lo dichiara il senatore Mario Turco (M5S), già sottosegretario a palazzo Chigi con delega agli investimenti e alla programmazione economica nel Governo Conte II in merito alla società che si occupa di lavori e manutenzione sul territorio comunale.
«Ho trasmesso una interrogazione a risposta orale in Commissione ai Ministri per il Sud e la Coesione Territoriale e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, la risposta arriverà domani mattina». Sono 130 i lavoratori che rischiano il posto di lavoro. «Il loro contratto di lavoro a tempo determinato – ha precisato Turco – è scaduto a febbraio di quest’anno. Per due anni i lavoratori sono stati impiegati nel progetto di bonifica leggera “Verde amico”, alle dipendenze di Infrataras, grazie a 5,5 milioni di euro di fondi messi a disposizione dall’ex Commissaria di governo alla bonifica Vera Corbelli. Dall’esame del carteggio tra l’attuale Commissario straordinario pro tempore e l’ex Ministero dell’ambiente risulta che “tale intervento non sia stato ritenuto coerente con le finalità di bonifica assegnate al Commissario Straordinario”, per questo non è stato possibile rinnovare il finanziamento. L’utilizzo dei fondi per la bonifica leggera autorizzati dall’ex Commissaria Corbelli non è stato considerato dall’ex Ministero dell’Ambiente consono con le finalità per la quale sono stati stanziati finanziamenti pubblici per la bonifica di Taranto e ad oggi non risultano ancora autorizzate o rendicontate al Ministero competente. Per garantire la continuità lavorativa la Regione Puglia ha messo a disposizione circa 700mila euro per arrivare al completamento del progetto il 24 febbraio 2021. I fondi però sono terminati e non c’è altra possibilità di intervento».
Una situazione che si è complicata con la caduta del Governo Conte II.
«Si sono interrotte le interlocuzioni governative per cercare di trovare una nuova soluzione di finanziamento per evitare i 130 licenziamenti – ha specificato Turco – e tra le ipotesi del Governo precedente vi era il riposizionamento di questi lavoratori per le bonifiche sull’area portuale (incluso lo yard ex Belleli dove a breve si insedierà il Gruppo Ferretti), e su progetti d’interesse pubblico finanziati con i 30 milioni di euro che il Governo Conte II, d’intesa con Mise e con i Commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, stanziò all’area di crisi ambientale di Taranto. In continuità con la programmazione del Governo Conte II, nell’interazione in questione si chiede ai due Ministri se i 6 milioni di euro che si intendevano stanziare, così come peraltro confermato dalla Ministra del Sud, Mara Carfagna, in occasione di un incontro con i sindacati confederali del territorio di Cgil, Cisl e Uil, siano effettivamente stati stanziati e, soprattutto – ha concluso Turco – si sollecita un intervento di massima urgenza per tutelare i lavoratori prima che il trattamento Naspi giunga a scadenza».

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