Mitilicoltura, Regione lavora a diverse soluzioni

 

Convocato tavolo con associazioni di categoria. L'assessore regionale Pentassuglia: "Massimo impegno per supportare il comparto"
pubblicato il 08 Settembre 2021, 18:14
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La Regione Puglia è pronta ad accogliere la richiesta d’aiuto lanciata nei giorni scorsi dagli operatori del settore della mitilicotura tramite le associazioni Agci Agrital Pesca Taranto, Agri Pesca Taranto e Lega Pesca Taranto. 

Nelle prossime ore sarà infatti pubblicata una determina con un’idea di bando verso la quale le associazioni potranno presentare le loro controdeduzioni. Documento che dovrebbe innanzitutto reperire i fondi necessari per sopperrire alla perdita del 70-80% della produzione a causa delle alte temperatureche hanno determinato la moria dei molluschi coltivati in Mar Piccolo. Da qui l’esigenza da parte delle associazioni di chiedere all’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, un intervento che consenta di rimpolpare le risorse previste per sostenere il settore, rifinanziando dunque la legge regionale n.1 del 2016, che prevede 200.000 euro da spalmare su tutta la regione.

Ma la mitilicotura tarantina ha bisogno di interventi strutturali a sostegno, come da tempo chiedono i mitilicoltori e conoscono bene le istituzioni locali e regionali. Il primo è connesso alla stato ambientale in cui versa il Mar Piccolo, in particolar modo il I seno (al momento ancora non sappiamo che fine ha fatto l’intero iter del bando di gara internazionale per la bonifica dei sedimenti): ricordiamo che da alcuni anni è in vigore l’ordinanza regionale che obbliga i mitilicoltori a spostare il novellame dal primo seno del Mar Piccolo, entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno, pena la distruzione delle cozze, proprio a causa dell’inquinamento da diossina e PCB. Il che ha comportato un sovraffollamento nelle acque del II seno del bacino ed il rallentamento della crescita del mitile per mancanza di cibo. Motivo per il quale le associazioni ha più riprese ed ultimamente hanno chiesto di rispolverare l’idea proposta dall’Istituto Talassografico sullo spostamento del seme dei mitili, durante la stagione più calda, in acque classificate idonee (A), quindi in Mar Grande, per far sì che il processo di maturazione si completi in maniera regolare, evitando così il fenomeno della moria legata alle temperature troppo alte. Il trasferimento in Mar Grande dei mitili che non hanno superato i 3 cm, consente di ridurre in misura consistente, in circa 45 giorni, i pcb presenti. Proposta a cui pare la Regione stia lavorando, con il Comune di Taranto che ha concesso da tempo un’area per studiare il comportamento del novellame.

Altro problema è la concorrenza estera di novellame, in particolar modo quella proveniente dalla Grecia. Anche in questo caso la Regione è al lavoro per tutelare la filiera locale, attraverso una certificazione che possa garantire la tutela del consumatore.

“Massima attenzione per il settore della mitilicoltura tarantina, settore strategico per l’economia di Taranto e tutta la nostra regione. Per questo motivo ho immediatamente convocato questa mattina, nel nostro Assessorato, un tavolo tecnico con le associazioni di categoria della pesca, che hanno denunciato un’ingente perdita produttiva causata dalle temperature troppe elevate dei mari negli ultimi mesi”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Donato Pentasssuglia, a margine dell’incontro con i rappresentati delle associazioni Agci Agrital Pesca Taranto, Agri Pesca Taranto e Lega Pesca Taranto.

“L’incontro anticipa di poche ore – commenta l’assessore – la pubblicazione dell’avviso pubblico a sostegno del settore produttivo della mitilicoltura pugliese per l’anno in corso con una dotazione finanziaria di 200 mila euro. Si tratta di uno degli interventi che la Puglia, in attuazione di una legge regionale ad hoc, ha messo a punto per sostenere i comparti della pesca e acquacoltura. Siamo ben consapevoli delle enormi difficoltà che sta vivendo il settore, dell’inquinamento delle acque derivanti dalle attività industriali e condizioni climatiche poco favorevoli che rischiano di abbattere intere produzioni. Il nostro obiettivo è mettere in campo ogni azione, nel rispetto della normativa vigente e delle evidenze scientifiche, che possa sostenere i mitilicoltori, anche provando a rinvenire, con specifiche correzioni di bilancio, ulteriori risorse finanziarie per ristorare gli operatori del settore. Ma anche per interventi di promozione e valorizzazione delle produzioni. Non da ultimo, vorrei sottolineare la necessità di un incontro, che programmerò a breve, con il Prefetto tarantino, le Università, l’Arpa e il Cnr per trovare soluzioni valide da un punto di vista scientifico e tecnico, che possano consentirci spostamenti dei mitili, in un determinato periodo dell’anno, dal primo seno del Mar Piccolo al Mar Grande, in deroga a quanto previsto dai nostri disciplinari. Questo, così come proposto dalle associazioni, consentirebbe una maturazione regolare dei molluschi, scongiurando il fenomeno della moria legata alle temperature troppo alte. Il dialogo con le associazioni è fondamentale, oggi e in futuro, per assumere strategie mirate e indirizzare risorse, anche a valere sul Feamp, che possano far rinascere e consolidare nel medio lungo periodo il comparto“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/09/06/cozze-persa-80-produzione-regione-intervenga/)

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