Rifiuti radioattivi: al via il Seminario sul Deposito Nazionale

 

Si è tenuta oggi, in diretta streaming, la sessione plenaria di apertura del Seminario Nazionale alla quale è intervenuta Vannia Gava, Sottosegretario di Stato al Ministero della Transizione Ecologica.  Nel corso del Seminario, che si concluderà il 15 dicembre, saranno approfonditi gli aspetti tecnici della CNAPI e del progetto del Deposito Nazionale.  Tutte le sessioni saranno trasmesse sul sito dedicato seminariodepositonazionale.it.
pubblicato il 07 Settembre 2021, 18:35
9 mins

Si è tenuta questa mattina la sessione plenaria di apertura del Seminario nazionale che ha l’obiettivo di approfondire, con tutti i soggetti interessati, gli aspetti tecnici legati al progetto del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico, a seguito della pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), avvenuta il 5 gennaio scorso.

L’incontro di oggi è stato aperto da Vannia Gava, sottosegretario di Stato al Ministero della Transizione Ecologica e da Emanuele Fontani, amministratore delegato di Sogin. Hanno partecipato ai lavori, moderati da Iolanda Romano, esperta di processi partecipativi e dibattito pubblico e Fondatrice di Avventura Urbana, i seguenti relatori: Maurizio Pernice, direttore di ISIN, Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione; Christophe Xerri, direttore Ciclo del combustibile, tecnologie applicate ai rifiuti, decommissioning e reattori di ricerca del Dipartimento di energia nucleare di IAEA, International Atomic Energy Agency; Massimo Garribba, vice direttore Generale Energia della Commissione Europea; Roberto Zanino, professore di Impianti nucleari al Politecnico di Torino; Patrice Torres, direttore del Deposito nazionale francese de l’Aube; Philippe Dallemagne, vice presidente del Dipartimento de l’Aube e Sindaco di Soulaines-Dhuys, comune dell’area che ospita il Deposito nazionale francese de l’Aube; Alessandro Dodaro, direttore Dipartimento fusione e tecnologie per la sicurezza nucleare di ENEA; Fabio Chiaravalli, direttore Funzione Deposito Nazionale e Parco Tecnologico di Sogin.

Hanno partecipato anche l’UPI, l’ANCI, le Associazioni degli Industriali delle Province interessate, le associazioni sindacali maggiormente rappresentative sul territorio, le Università e gli Enti di ricerca presenti nei territori interessati.

La plenaria di questa mattina si è conclusa dando risposta in diretta a 14 domande raccolte sull’argomento nel corso dell’incontro. Tale modalità di interlocuzione verrà replicata anche nelle prossime sessioni di lavoro.

“Il processo di localizzazione del Deposito Nazionale – ha affermato Vannia Gava, sottosegretario di Stato al Ministero della Transizione Ecologica – deve svolgersi nella massima trasparenza e completezza informativa verso i cittadini, spiegando in modo chiaro i motivi per cui l’Italia, come altri Paesi interessati dalle medesime problematiche, debba farsi carico di una gestione in sicurezza dei propri rifiuti radioattivi. Pertanto, – ha concluso – la localizzazione del Deposito Nazionale scaturirà solo a valle di una procedura ampiamente partecipativa, che comprende la valutazione concertata di ogni elemento radiologico, territoriale e ambientale utile a selezionare il sito in modo ottimale”.

“Questo percorso – ha commentato Emanuele Fontani, amministratore delegato di Sogin – si colloca all’interno della prima consultazione pubblica in Italia su un’infrastruttura di rilevanza nazionale, che consentirà al Paese di chiudere il ciclo del nucleare italiano e di ottimizzare in modo sostenibile e sicuro la gestione dei rifiuti radioattivi, fra i quali quelli prodotti ogni giorno nella medicina nucleare, nell’industria e nella ricerca scientifica”.

“Oggi ha inizio un essenziale momento di trasparenza e confronto – ha dichiarato Maurizio Pernice, direttore dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione – che vedrà l’Isin impegnato a garantire la rigorosa e corretta applicazione delle normative nazionali e internazionali affinché gli interessi generali siano conseguiti nel pieno rispetto dei diritti dei territori”.

“All’inizio l’85% della comunità era contraria al Deposito – ha dichiarato Philippe Dallemagne, vice presidente del Dipartimento de l’Aube e Sindaco di Soulaines-Dhuys -. Temevamo rischi per la salute e danni all’economia. Il confronto e l’esperienza hanno fugato tutte le nostre paure. Il deposito nazionale è accolto dalla popolazione come il modo più sicuro per gestire i rifiuti radioattivi di un paese e un volano per lo sviluppo del territorio che lo accoglie”.

In occasione del Seminario Nazionale verranno approfonditi diversi temi, legati al deposito, con particolare riferimento alla rispondenza delle aree individuate nella CNAPI, ai requisiti internazionali stabiliti dalla IAEA (International Atomic Energy Agency) e a quelli nazionali individuati dall’ISIN (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione). Saranno illustrati, inoltre, gli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente, e i benefici economici e di sviluppo territoriale collegati alla realizzazione dell’opera e alle misure compensative previste.

Il Seminario nazionale si articolerà in nove incontri, trasmessi in diretta streaming sul sito seminariodepositonazionale.it. Oltre alle sedute plenarie di apertura e chiusura sono programmate sette sessioni di lavoro, una nazionale e sei territoriali, che interesseranno le aree potenzialmente idonee presenti nelle regioni coinvolte: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia e Basilicata, Sicilia, Sardegna.

Il Seminario Nazionale si concluderà il 15 dicembre, con la pubblicazione del resoconto complessivo dei lavori che termineranno il 24 novembre.

A seguito della pubblicazione degli atti, si aprirà la seconda fase della consultazione pubblica, della durata di trenta giorni, durante la quale potranno essere inviate eventuali ulteriori osservazioni e proposte tecniche finalizzate alla predisposizione e alla pubblicazione della Carta Nazionale Aree Idonee (CNAI). Al termine di questa fase le Regioni e gli Enti locali potranno esprimere le proprie manifestazioni d’interesse, non vincolanti, ad approfondire ulteriormente l’argomento.

La CNAPI, pubblicata lo scorso 5 gennaio insieme al progetto preliminare del deposito, aveva individuato i siti potenzialmente idonei. Ad essa era seguita la fase delle osservazioni e proposte di Comuni e Regioni interessate, inviate entro il 15 luglio alla SOGIN, incaricata di smantellare le centrali nucleari e gestire i rifiuti radioattivi autrice dell’elenco dei siti possibili.

Oltre 300 le osservazioni e proposte tecniche pubblicate, per oltre 20.000 pagine costituite da atti, documenti, studi, relazioni tecniche e cartografie.

In base alle osservazioni emerse durante la fase di consultazione pubblica e il Seminario Nazionale, SOGIN elaborerà la proposta di CNAI (Carta Nazionale Aree Idonee) e la trasmetterà al Ministero dello Sviluppo Economico. Acquisito il parere tecnico dell’ISIN, il MISE, di concerto con il Ministero della Transizione ecologica e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la approverà definitivamente. Una volta pubblicata la CNAI, SOGIN inviterà le Regioni e gli Enti locali nei cui territori ricadono le aree idonee di esprimere manifestazioni di interesse, volontarie e non vincolanti, per proseguire nel percorso partecipato di localizzazione del Deposito.

Come indicato nel decreto legislativo n. 31/2010, che regolamenta il lungo iter verso la realizzazione del Deposito unico, il ruolo di ISIN sarà fondamentale anche nel corso delle fasi successive: all’Ispettorato il compito di vigilare sull’esecuzione delle indagini tecniche condotte dalla SOGIN, di svolgere attività istruttorie ed esprimere pareri vincolanti.

Ricordiamo che tra i 67 luoghi potenzialmente idonei (che non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche), vi è una zona a cavallo tra le Murge e la provincia di Matera è molto coinvolta:  un territorio in provincia di Bari, due vaste aree tra Bari e Matera, una nella provincia di Matera e altre due zone ampie fra Matera e Taranto.

(rileggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/01/05/deposito-nucleare-anche-taranto-tra-aree-idonee/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Rifiuti radioattivi: al via il Seminario sul Deposito Nazionale

  1. Fra

    Settembre 7th, 2021

    Certo sempre Taranto coperta dallo schifo ,ma andate a fare in cu

    Rispondi

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