La scomparsa di padre Lorenzo Sansevero, il carmelitano… con la ramazza

 

pubblicato il 05 Settembre 2021, 18:05
3 mins

I tarantini residenti al Borgo lo ricordano come ogni mattina, dopo la santa messa, munito di scopa e paletta, a età molto avanzata ma ancora pieno di energie, spazzava il piazzale e le vie circostanti il Santissimo Crocifisso. Si trattava di padre Lorenzo Sansevero, un degli ultimi frati carmelitani in servizio nella prestigiosa parrocchia tarantina, prima che diventasse diocesana. Padre Lorenzo, che in passato è stato anche parroco a Taranto, è deceduto nei giorni scorsi a 94 anni nel convento del Carmine a Mesagne.

Per questo spiccato senso di civismo mostrato a Taranto, c’era chi lo ammirava e chi ne faceva oggetto di derisione, seppure frenato dal rispetto per l’abito. A chi gli domandava il motivo di tutto ciò, fra Lorenzo rispondeva semplicemente: “Mi viene spontaneo pulire dove vedo così tanta sporcizia, mi sembra un atto naturale! E siccome questa bella città mi sembra abbandonata a se stessa, mi piange il cuore e cerco nel mio piccolo di dare una mano, con la speranza che qualcuno un giorno faccia altrettanto e impari a rispettare la ‘sua casa’. E questa città è la vostra casa”. E aggiungeva: “E se la vostra città l’avete ridotta in queste condizioni, non voglio immaginare le case in cui vivete e mangiate e ogni giorno crescete i vostri figli! Il rispetto e la dignità sono sopra ogni cosa, imparate ad amarvi, ad amare gli altri e amate e rispettate sempre il luogo dove siete nati e dove avete scelto di vivere!”.

Nato il 21 giugno 1927, da una famiglia umile e molto religiosa, padre Lorenzo ha compiuto la sua formazione e la sua preparazione nell’Ordine del Carmelo di cui era religioso e sacerdote. Ha svolto il suo ministero fecondo nelle Comunità Carmelitane di Mesagne, Bari, Caivano, Palmi e Taranto. Laureato in Filosofia e Teologia, ha testimoniato la sua vocazione nella comunità di Mesagne nella formazione permanente leggendo libri e consultando testi. Tra l’altro era un bravo latinista ed era impegnato nello studio approfondito del Corano allo scopo di comprendere e rispondere al meglio alle diversità di fede del mondo d’oggi. Di lui dicevano i confratelli: “Era una persona eccezionale, con una fortissima presenza spirituale. Chiunque avesse conosciuto padre Lorenzo non ha potuto non amarlo per la sua sensibilità e per la capacità di trarre sempre il meglio dalle persone”.

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