Festa della Madonna Stella Maris, nell’attesa della ripresa

 

pubblicato il 04 Settembre 2021, 15:55
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Anche quest’anno, a causa della pandemia, salta la suggestiva processione a mare della Madonna Stella Maris, protettrice dei pescatori, che avrebbe dovuto tenersi nella serata del primo sabato di settembre, cioè oggi. Se tutto andrà per il verso giusto, dal punto di vista sanitario, l’anno prossimo i festeggiamenti verranno ripresi: lo promette il parroco don Alessandro Greco, vicario generale dell’arcidiocesi, che nel 1977 riprese le tradizionali celebrazioni, dopo una interruzione durata 19 anni, su insistente richiesta dei lavoratori del mare, in particolare di Cosimo Basile, detto “Mozzecafave” presidente della cooperativa di pescatori “Stella Maris”. Succedendo a don Raffaele Pepe, fu uno dei suoi primi impegni assunti da don Alessandro per rivitalizzare la parrocchia che allora era ubicata al pianoterra dell’edificio “XXIV Maggio” in vico del Bisso. Il contesto era quello delle case Iacp del popoloso quartiere di Porta Napoli, demolite quasi tutte nel 1989 su ordinanza del sindaco Mario Guadagnolo a causa della loro fatiscenza per far posto a nuovi insediamenti abitativi, purtroppo mai realizzati.

La festa nell’anno della ripresa fu annunciata al mattino presto del sabato, al mercato del pesce di via Cariati, dalle musiche della banda del maestro Domenico Lemma e prevedeva lo svolgimento in serata di piccoli spettacoli musicali di canzoni napoletane con cantanti locali in piazza Democrate. Ma a richiamare tanta gente fu soprattutto la processione a mare, il cui percorso inizialmente fu circoscritto a Mar Piccolo. La statua fu portata a spalla da otto pescatori a piedi scalzi, tutti della cooperativa “Stella Maris”, fino all’imbarco sul peschereccio “Santa Maria” messo a disposizione da Giuseppe De Bartolomeo. Negli anni a seguire l’imbarcazione su cui prendeva posto la Madonna venne sorteggiata fra quelle di alcune cooperative.

Nei primi anni ottanta la festa iniziò a ottenere una certa popolarità, grazie anche alla partecipazione di noti cantanti anni sessanta-settanta, alle luminarie, ai fuochi pirotecnici e soprattutto alla migliore organizzazione della sagra del pesce e della cozza tarantina, in corso da qualche anno, in maniera ridotta, nel centro ittico-campano. La manifestazione fu spostata al sabato sera in via Cariati, che allora pullulava di ristoranti, i cui titolari offrirono massima collaborazione. Per qualche tempo alle estremità della strada furono anche allestiti due palchi con gruppi folcloristici che si esibivano in attesa dello sbarco della processione, allora alla banchina pescherecci, rallegrata, oltre che dalle luminarie, dagli addobbi in tema fatti predisporre dall’artista Franco Jaccarino.

La festa continuò a svolgersi anche quando venne meno il contesto delle case popolari di Porta Napoli (gli abitanti furono trasferiti in massima parte al quartiere Paolo VI). Il simulacro della Madonna Stella Maris fu portato nel 1989 nella cappella della stazione ferroviaria, divenuta sede parrocchiale, da dove ancora oggi esce la processione, curata dalla cooperativa della pesca “Stella Maris”, con il suo presidente Cosimo Bisignano, nipote di “Mozzecafave”. Le varie iniziative di contorno con il passare degli anni sono molto ridotte, ma permane fortemente l’attesa dei tarantini per la processione a mare, il cui passaggio nel canale navigabile viene salutato dai fuochi artificiali. Almeno così è accaduto fino al 2019. Poi c’è stata la pandemia, che si auspica, grazie anche ai vaccini, possa essere alle battute finali. La Madonna ci protegga tutti!

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