Lavoro, Istat: -23mila occupati a luglio

 

Dati Istat che dovrebbero far riflettere sull'utilità di alcune misure sanitarie draconiane varate dal Governo, i cui effetti si riverbereranno principalmente nei mesi a seguire con l'introduzione dell'obbligatorietà del "green pass" per trasporti, scuole, università e strutture ricettive e ristorative
pubblicato il 01 Settembre 2021, 17:01
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Cala di 23mila unità il numero degli occupati nel mese di luglio rispetto a giugno 2021 (-0,1%). Lo rivela l’Istat con una nota stampa di uno studio sui dati (provvisori) inerenti agli occupati ed ai disoccupati in Italia.  Dallo studio emerge, inoltre, una “diminuzione nel numero di occupati e di disoccupati e una crescita in quello degli inattivi”.

«Il calo dell’occupazione (-0,1%, pari a -23mila unità), osservato per uomini e donne, riguarda – precisa l’Istat – solo gli autonomi e le classi d’età maggiori di 35 anni. Il tasso di occupazione risulta stabile al 58,4%».

I settori più colpiti, quindi, riguardano gli autonomi, ovvero quelli principalmente colpiti dall’emergenza sanitaria. Questa contrazione del numero degli occupati rispetto al mese precedente dovrebbe far riflettere, in quanto risulta in concomitanza con l’introduzione delgreen pass”, che, evidentemente, sta causando l’effetto collaterale di contrarre la domanda in alcuni ambiti dell’economia nei quali la certificazione vaccinale risulta essere, a partire da oggi, obbligatori. I disagi in tal senso, però, si sono avuti sin dai mesi estivi. Per avere un quadro più chiaro in merito all’incidenza dell’introduzione del green pass, soprattutto per quanto concerne le strutture ricettive e della ristorazione, bisognerà attendere i dati dei prossimi mesi.

L’ulteriore riscontro che dovrebbe far riflettere è la riduzione del numero di persone in cerca di lavoro. Questo dato è utilizzato in economia come indicatore del livello di fiducia che la popolazione ha nei confronti dell’economia reale del Paese.  «La diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro (-1,2% rispetto a giugno, pari a -29mila unità) si concentra – si legge nella nota stampa dell’Istat – prevalentemente tra gli uomini e i giovani di 15-24 anni. Il tasso di disoccupazione scende al 9,3% (-0,1 punti) e tra i giovani al 27,7% (-1,6 punti)».

Cresce anche il dato complessivo sugli inattivi in età da lavoro. «Tra giugno e luglio cresce il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a +28mila unità); l’aumento coinvolge i soli uomini e tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni. Il tasso di inattività sale al 35,5% (+0,1 punti)», precisa l’Istat.

Cresce l’occupazione nel trimestre maggio-luglio rispetto al precedente, febbraio-aprile. «Confrontando il trimestre maggio-luglio 2021 con il precedente (febbraio-aprile), il livello dell’occupazione è più elevato dell’1,4%, con un aumento di 317mila unità», prosegue l’Istat. Ciò però è una diretta conseguenza del fatto che nel trimestre precedente vigevano le restrizioni sanitarie e le limitazioni venute meno nei mesi estivi.

Secondo l’Istat la “crescita dell’occupazione, nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di occupazione (-5,0%, pari a -125mila unità) e a quella degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,8%, pari a -249mila unità)”.

Cresce il dato dell’occupazione rispetto al luglio del 2020. «A seguito della ripresa dell’occupazione registrata tra febbraio e giugno, il numero di occupati a luglio 2021 – afferma l’Istat – è superiore a quello di luglio 2020 del 2,0% (+440mila unità); variazioni ancora negative si registrano per gli indipendenti e per i lavoratori tra i 35 e i 49 anni. Tuttavia, il tasso di occupazione – in aumento di 1,4 punti percentuali – sale per tutte le classi di età».

Nonostante un quadro evidentemente meno negativo rispetto al luglio 2020, nell’omonimo mese di questo anno si registra, rispetto a 12 mesi fa, un dato inferiore sull’occupazione per gli indipendenti. Ciò ad ulteriore conferma degli effetti deleteri del “green pass” sugli indipendenti. Il dato sull’occupazione degli indipendenti nel luglio 2021 risulta addirittura peggiore, quindi, rispetto all’iniziale periodo pandemico.

Sempre per quanto riguarda il confronto con luglio 2020, “diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-6,9%, pari a -173mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-3,5%, pari a -484mila), che era aumentato in misura eccezionale all’inizio dell’emergenza sanitaria.

Il tasso di disoccupazione cala lievemente al 9,3% (-0,1 rispetto a giugno). Cresce, nel confronto annuo con il 2020, il numero degli occupati di 440mila unità (+2%).

Ciononostante, il numero complessivo degli occupati sono ben 260mila in meno rispetto al periodo pre-Covid.

Nonostante la produttività sembrerebbe, seppur lentamente, avvicinarsi ai valori pre-Covid, l’economia reale certifica, invece, una situazione ben lontana da questo obiettivo.

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