Porto ed economia: il battellaggio a Taranto

 

Un imprescindibile tassello nelle attività funzionali alla vita del nostro scalo
pubblicato il 29 Agosto 2021, 12:04
5 mins

Prosegue il nostro viaggio all’interno del porto di Taranto per scoprire le professionalità e i servizi che lo animano e di cui, spesso, non siamo a conoscenza pur vivendo nella città dei due mari.
In questa occasione, parleremo dei servizi di battellaggio, con Cosimo Pignatelli, capogruppo della società cooperativa Gruppo Barcaioli del Porto di Taranto, che ci spiegherà le attività e le peculiarità di questi professionisti del mare.
Partiamo dal concetto più semplice, capire cioè chi sono e cosa fanno i barcaioli.
“Il cosiddetto battellaggio è uno dei 4 servizi tecnico-nautici portuali, che servono anche a garantire la sicurezza delle attività all’interno del porto – ci ha spiegato Pignatelli -. In particolare, noi siamo adibiti al trasporto di persone, derrate e tutto quello che può servire alle navi che sono ancorate nella rada del porto di Taranto e possiamo operare solo al suo interno”.
Ma sono necessarie delle professionalità specifiche per erogare questo tipo di servizio?
“Ciascuno di noi – prosegue lo stesso Pignatelli -, è iscritto ad un particolare registro che è detenuto dal Comandante del Porto, cioè il comandante della Capitaneria locale. E noi, che siamo assunti con concorso pubblico, operiamo in esclusiva, per conto dello Stato, quali erogatori di un servizio di interesse generale. Tuttavia, anche per dare qualche cenno storico della nostra attività, ci tengo a far presente che, precedentemente, la legislazione permetteva che ci fossero più attori, seppur privati, ai quali era permesso di operare con concessione quadriennale, rinnovabile di volta in volta”.
Quanti sono i mezzi in dotazione e gli uomini impiegati?
“Le imbarcazioni che adoperiamo sono 6, mentre il personale effettivo è composto da 13 unità che si alternano in turni di lavoro, ventiquattrore su ventiquattro, per garantire la continuità operativa durante tutti i giorni dell’anno. Al nostro interno, poi, viene designato un capogruppo che ha funzioni di coordinamento di tutte le attività e che, per poter essere nominato, ha bisogno dell’avallo autorizzativo del comandante del porto”.
In che modo le navi richiedono il vostro intervento?
“Lo fanno tramite il loro raccomandatario, cioè delle agenzie marittime locali che rappresentato i singoli armatori. Nel nostro caso, il servizio come, per esempio, portare del personale a bordo, oppure a terra, ha bisogno di un preavviso minimo di 2 ore. Per le navi da crociera, invece, le modalità operative cambiano radicalmente, perché mentre le altre navi sostano in rada, prima di attraccare per dare corso alle operazioni di carico e scarico di merci o liquidi, quelle da crociera si ormeggiano sempre in banchina. Per motivi di sicurezza, legati proprio alle attività commerciali del porto, non è consentito allenavi ormeggiate in banchina, imbarcare o sbarcare dotazioni di bordo dallo stesso lato in cui è impegnata nelle operazioni commerciali. Ciò giustifica l’utilizzo del servizio di battellaggio dal fronte mare, evidentemente per eliminare i rischi da interferenza”.
E con il Covid come è andata?
“Abbiamo avuto il nostro bel da fare. Perché pur prendendo tutte le precauzioni necessarie ed usando tutti i dispositivi nel rispetto dei protocolli di regolamentazione condivisi su scala nazionale, siamo venuti in contatto con equipaggi imbarcati sulle navi che avevano necessità di sbarcare o imbarcare. Ma per fortuna, non abbiamo registrato contagi nel nostro gruppo di lavoro. Ed è stato un gran successo professionale di tutti, perché, ci tengo a ricordarlo, abbiamo lavorato anche in pieno ‘lockdown’, considerata la peculiarità del nostro servizio, di interesse generale, posto alla sicurezza della navigazione e dell’approdo”.
Ma qual è la situazione dei traffici a Taranto e quali potrebbero essere le prospettive future?
“Il trend dei traffici, in quest’ultimo semestre, ha registrato un +15% e ce ne siamo accorti anche dai ricavi della nostra cooperativa. Cosa penso del futuro? Che si stia facendo bene ad investire in infrastrutture che miglioreranno la fruibilità di tutto il porto, semplificando anche lo smistamento delle merci, ma che sia necessaria, di pari passo, un’azione politica forte, capace di stringere accordi e promuovere partnership che possano dare il giusto ritorno a quanto è già stato fatto e ai progetti che sono ancora in cantiere”.

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