Porto, i sindacati: “Legislazione chiara per tutti”

 

Vicenda merci alla rinfusa: "Penalizzate le aziende, i lavoratori e lo scalo ionico a vantaggio di altri pugliesi"
pubblicato il 26 Agosto 2021, 18:48
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Le segreterie territoriali confederali CGIL CISL UIL e le federazioni territoriali di categoria FILT FIT UILTRASPORTI, tornano sull’incontro di martedì 24 agosto, convocato dal presidente della Provincia di Taranto, al quale hanno partecipato anche le aziende operanti in ambito portuale al fine di trattare la problematica insorta a proposito della lavorazione delle rinfuse sulle banchine del porto di Taranto. Lo stesso ha fatto seguito ad un altro incontro, tenuto il giorno precedente, di natura più spiccatamente tecnica, che ha visto il coinvolgimento dei livelli istituzionali oltre che del partenariato economico.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/24/merci-rinfuse-si-potra-operare-per-altri-due-mesi/)

“Come è noto, infatti, dopo un’iniziativa del Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Taranto è stata sollevata la problematica relativa al sistema autorizzatorio applicabile alle emissioni in atmosfera per la movimentazione dei materiali polverulenti alle rinfuse in ambito portuale, che ha determinato l’allontanamento di due navi, spostandole su altri porti pugliesi – ricordano i sindacati -. Il presidente della Provincia di Taranto ha informato le parti convocate di aver investito della problematica gli Organi dell’Amministrazione centrale (Ministero della Transizione Ecologica, Ministero delle Infrastrutture) e periferica (Autorità di Sistema Portuale di Bari e di Taranto), oltre alla Regione Puglia, ente titolare delle competenze in materia ambientale che, tuttavia, da tempo ne ha delegato la stessa proprio all’Ente Provincia, con propria comunicazione in cui ha chiesto di chiarire in maniera definitiva il regime autorizzatorio a cui sottoporre le lavorazioni di tali materiali, uniformando i comportamenti sugli scali sull’intero territorio nazionale”.

Le organizzazione sindacali, “preso atto della problematica sollevata in maniera del tutto irrituale, considerate le evidenti implicazioni sia di natura ambientale che quelle più strettamente legate al mondo della produzione e del lavoro, hanno evidenziato come necessiti regolamentare la fase transitoria. Quella che si è di fatto instaurata all’indomani della nota tecnica emanata dal Dirigente del Settore Ambiente e destinata a concludersi con il pronunciamento, auspicabilmente risolutivo, degli Organi investiti, anche in considerazione del fatto che la Provincia di Taranto è ente delegato a trattare la materia ambientale“.

(leggi l’articcolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/19/porto-sindacati-in-agitazione-provincia-convoca-incontro2/)

Le stesse organizzazioni sindacali hanno evidenziato come, al momento, “in difetto di una regolamentazione transitoria, le aziende risultano esposte a possibili controlli da parte degli Organi Ispettivi che agirebbero in un contesto normativo incerto ed in via di definizione. Considerata la già complessa situazione che vive il territorio ionico da più di un decennio e che l’ambito investito dalla problematica amministrativa, quello della portualità, è uno dei maggiormente promettenti dal punto di vista della produzione di reddito e di occupazione, hanno invitato il Presidente della Provincia ad effettuare un immediato intervento tecnico assumendo le giuste ed opportune determinazioni al riguardo”.

In conclusione, hanno “stigmatizzato la condizione di confusione generale che si è determinata al riguardo che, peraltro, ha innescato un sistema di concorrenza sleale tra gli stessi porti pugliesi, dove le lavorazioni che non si possono fare a Taranto sono invece possibili a Manfredonia o a Brindisi, determinando situazioni quanto meno imbarazzanti destinate, inevitabilmente, a incidere sui già precari livelli occupazionali. Hanno ricordato, infatti, come la Taranto Work Port Agency è chiamata a smaltire a tutt’oggi, oltre 400 esuberi di lavoratori a seguito della cessazione di attività della TCT, il cui trattamento di integrazione salariale è in corso di scadenza. La sua vigenza è fissata alla fine dell’anno in corso“.

Le Organizzazioni Sindacali si sono, infine, impegnate ad investire della questione trattata i rispettivi livelli regionali e nazionali.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/18/merci-alla-rinfusa-la-provincia-sgambetta-il-porto/)

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