Merci rinfuse, si potrà operare per altri due mesi

 

E' quanto emerso dal tavolo odierno tra le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti oltre alle aziende Italcave ed Ecologica e la Provincia
pubblicato il 24 Agosto 2021, 18:52
4 mins

Le operazioni di carico e scarico delle merci alla rinfusa da parte delle aziende che operano sulle banchine pubbliche del porto di Taranto, potranno continuare nei prossimi due mesi in attesa che la Regione Puglia convochi un tavolo nazionale con il ministero dei Trasporti e il ministero della Transizione Ecologica. 

Come avevamo anticipato nell’articolo di ieri al termine tavolo tecnico convocato dal capo di gabinetto in Provincia, a cui hanno partecipato Autorità Portuale, Comune di Taranto, Regione Puglia, ARPA Puglia che hanno firmato il verbale dell’incontro, oltre alla Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza ed infine una rappresentanza di operatori portuali. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/23/merci-rinfuse-ritorna-lo-sbarco-per-ora-a-taranto/)

E’ quanto emerso dal tavolo odierno, durato all’incirca due ore, tra le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil (con i segretari generali Peluso, Colazzo e Turi) e i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti (con i segretari De Ponzio, Fiorino e Sasso), oltre alle aziende Italcave ed Ecologica e la Provincia.

La data iniziale della vicenda è il 5 agosto, quando l’ente provinciale, con una nota a firma del dirigente del Settore Affari Generali della Provincia di Taranto, l’avv. Stefano Semeraro, ha disposto quanto segue: “Questa amministrazione provinciale, nella qualità di Autorità Competente per le emissioni in atmosfera giusta delega regionale operata con LL.RR. n°17/2000 e n° 17/2007, ritiene che le attività portuali di movimentazione merci alla rinfusa siano sottoposte all’obbligo di acquisizione di apposito titolo abilitativo alle emissioni in atmosfera”.

Il tutto in risposta ad una richiesta della società Italcave inoltrata nel lontano 2017, nella quale veniva chiesto alla Provincia di Taranto se ricorresse l’obbligo di dotarsi dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera per lo sbarco/imbarco in ambito portuale di materiali polverulenti alla rinfusa, con l’utilizzo di gru mobili e tramogge depolverate, è giunta a quattro anni di distanza.

Una notizia che ha gettato nel caos diverse società ed aziende che operano nel settore ed occupano in gran parte le banchine pubbliche del porto di Taranto. E che non si aspettavano una risposta del genere, visto che questo titolo pare non venga richiesto in nessun altro porto italiano per le imprese ex art.16.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di accelerare e di trovare una soluzione momentanea con la Regione Puglia, anche perché non si comprende il motivo per il quale per operare a Taranto serva un’autorizzazione di quel tipo, mentre ad esempio per effettuare le stesse operazioni presso lo scalo di Manfredonia non serva altrettanto. Nelle prossime ore i sindacati confederali e di categoria invieranno una nota indirizzata a Regione e ministeri interessati, per sollecitare un parere immediato sulla questione, sottolineando come in tutti gli altri porti italiani questo problema, ad oggi, non sussista.

Durante l’incontro è anche emerso che nella giornata di domani dirigente del Settore Affari Generali della Provincia di Taranto, l’avv. Stefano Semeraro, contatterà gli uffici della Regione per un tavolo di approfondimento sulla vicenda per la prossima settimana. 

Con la speranza di dipanare la matassa quanto prima.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/18/merci-alla-rinfusa-la-provincia-sgambetta-il-porto/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Merci rinfuse, si potrà operare per altri due mesi

  1. Piero

    Agosto 24th, 2021

    Ma questo qua da che uovo di pasqua e’ uscito? Tutti a Taranto i legulei avanzati?

    Rispondi

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