Merci rinfuse, ritorna lo sbarco (per ora) a Taranto

 

Oggi incontro tecnico in Provincia con le istituzioni: si cercherà una soluzione con Regione e ministeri coinvolti. Domani incontro prefetto-sindacati
pubblicato il 23 Agosto 2021, 20:18
3 mins

Si è svolto questo pomeriggio il tavolo tecnico convocato dal capo di gabinetto in Provincia, a cui hanno partecipato Autorità Portuale, Comune di Taranto, Regione Puglia, ARPA Puglia che hanno firmato il verbale dell’incontro, oltre alla Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza ed infine una rappresentanza di operatori portuali, per trovare una soluzione: domani ci sarà l’incontro del prefetto con i sindacati.

La data iniziale della vicenda è il 5 agosto, quando l’ente provinciale, con una nota a firma del dirigente del Settore Affari Generali della Provincia di Taranto, l’avv. Stefano Semeraro, ha disposto quanto segue: “Questa amministrazione provinciale, nella qualità di Autorità Competente per le emissioni in atmosfera giusta delega regionale operata con LL.RR. n°17/2000 e n° 17/2007, ritiene che le attività portuali di movimentazione merci alla rinfusa siano sottoposte all’obbligo di acquisizione di apposito titolo abilitativo alle emissioni in atmosfera”.

Il tutto in risposta ad una richiesta della società Italcave inoltrata nel lontano 2017, nella quale veniva chiesto alla Provincia di Taranto se ricorresse l’obbligo di dotarsi dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera per lo sbarco/imbarco in ambito portuale di materiali polverulenti alla rinfusa, con l’utilizzo di gru mobili e tramogge depolverate, è giunta a quattro anni di distanza.

Una notizia che ha gettato nel caos diverse società ed aziende che operano nel settore ed occupano in gran parte le banchine pubbliche del porto di Taranto. E che non si aspettavano una risposta del genere, visto che questo titolo pare non venga richiesto in nessun altro porto italiano per le imprese ex art.16.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/19/porto-sindacati-in-agitazione-provincia-convoca-incontro2/)

Per diversi giorni molte navi hanno sbarcato le rinfuse presso altri scali, in particolar modo Brindisi, arrivando a Taranto utilizzando mezzi su gomma. L’Eni aveva prospettato il fermo della raffineria, mentre sindacati e agenti marittimi sono entrati subito in fibrillazione. Sgomento anche da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio: il rischio è che tutti i traffici di rinfuse solide, non solo quelli destinati al siderurgico, ma tutti i traffici sulle banchine pubbliche (Italave, Ecologica, Peyrani ed altri), non possano essere più effettuati senza questa autorizzazione. Che non è dato sapere in quanto tempo la provincia di Taranto sarà in grado di rilasciare a tutte le società che ne faranno richiesta.

Le parti che si sono riunite oggi, hanno condiviso la necessità di riunire un urgente tavolo tecnico specifico e di approfondimento in merito all’interpretazione normativa a livello regionale e nazionale, con il coinvolgimento della Regione Puglia, dei ministeri dei Trasporti e della Transizione Ecologica. Nel frattempo la Provincia si è impegnata a trovare soluzioni che non danneggino gli operatori del porto di Taranto (su delega della Regione). Che per il momento hanno ottenuto il ritorno allo sbarco nel porto di Taranto.

Domani ci sarà l’incontro con i sindacati di categoria. Con la speranza di dipanare la matassa quanto prima.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/18/merci-alla-rinfusa-la-provincia-sgambetta-il-porto/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Merci rinfuse, ritorna lo sbarco (per ora) a Taranto

  1. Piero

    Agosto 24th, 2021

    provincia di taranto ente ridicolo e dannoso. gli vanno tolte le competenze riguardanti il porto e che cerchi di ripulire le strade provinciali, almeno quello, invece di dare stipendi di 4-5000 euro ai suoi inutili dirigenti, vedi questo inutile qua

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