Il Taranto eliminato da un tarantino

 

Doppio Maiorino e rossoblù fuori dalla Coppa italia
pubblicato il 22 Agosto 2021, 23:30
3 mins

Due reti dell’attaccante della Virtus Francavilla Pasquale Maiorino, entrambe giunte nel secondo tempo a distanza di pochi minuti (53′ e 65′) eliminano il Taranto dalla Coppa Italia. Classe 1989, tarantino di nascita, una lunga carriera tra i prof (Cremonese, Livorno, Vicenza alcuni dei club in cui ha militato), Maiorino ha messo a segno due reti di pregevole fattura, la prima con un destro da fuori area, la seconda da bomber vero in area di rigore con una conclusione a botta sicura praticamente dal dischetto del rigore, non esultando in entrambe le circostanze in segno ri rispetto per i colori rossoblù.

Il Taranto, forse eccessivamente punito dal risultato, ha mostrato un predominio territoriale piuttosto marcato sopratutto nella prima frazione di gara anche se non si è quasi mai reso pericoloso (la solita punizione di Marsili nel primo tempo ed una incursione di Diaby in area di rigore avversaria quando il punteggio era già sul 2-0).

L’undici iniziale schiarato da mister Laterza è stato il seguente (4-3-3): Chiorra in posta, in difesa da destra a sinistra Tomassini, Zullo, Benassai, Ferrara, a centrocampo Labriola, Marsili e Diaby, in attacco Versienti, Saraniti e Italeng.

Trattasi di calcio d’agosto e lo sarà anche domenica prossima sebbene si battezzerà l’esordio stagionale in Lega Pro nel match casalingo con la Turris Pertanto è presto, molto presto, per dare giudizi. A primo impatto ha colpito positivamente l’intraprendenza e la personalità del centrocampista centrale Labriola, scuola Napoli.

Presente in tribuna d’onore a Francavilla Fontana il presidente della Lega Pro, Ghirelli il quale ha dichiarato: “Abbiamo bisogno che gli stadi si popolino, il calcio è gioia collettiva. “Assistiamo ad un lento ritorno alla normalità, non è facile riportare il popolo tifoso allo stadio, le presenze  negli stadi ove si sono giocate le partite di coppa Italia di serie C lo dimostrano. In questi terribili e lunghissimi mesi di pandemia sono cambiati i riti, gli interessi nelle famiglie e nei gruppi di amici. È tornato al centro il piacere dello stare insieme, di soddisfare ed ottemperare gli interessi di ognuno della famiglia. Questo rimane un problema irrisolto all’interno e nelle adiacenze dello stadio. Se a ciò si congiunge il permanere della paura per il maledetto virus allora tutto si complica”.

*credit foto Luca Barone

 

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