Arturo Brachetti: Pierino, l’artista col ciuffo

 

pubblicato il 19 Agosto 2021, 13:47
3 mins

“Pierino, il Lupo e l’Altro” (Arte Brachetti srl), concerto di Ensemble Symphony Orchestra con il racconto di Arturo Brachetti: bastava questo, il titolo e la definizione dello spettacolo che si è tenuto ieri nell’Arena Peripato per capire tutto (o quasi). Insomma maggiore attenzione per non incappare in qualche delusione, perché l’inghippo rimane quello: il nome.

Se l’attrazione è il nome, l’aspettativa è ben delineata: Brachetti il trasformista per eccellenza, il più grande artista del genere, il mago del travestimento fulmineo. Insomma questo non c’era nello spettacolo, se non per qualche sporadico regalo.

Va beh! E’ colpa nostra, non siamo attenti nella lettura della definizione del lavoro, perché certo non si può parlare di inganno e, ad onor del vero, la performance è stata completa e complessa, mettendo il luce altre doti del funambolo del palcoscenico.

Una grande orchestra attiva non solo con gli strumenti, come ormai ci stiamo abituando a vedere, men che mai ingessata nel ruolo musicale, ha sostenuto l’intera messa in scena che, nella rappresentazione di ‘Pierino e il lupo’ di Prokof’ev, è stata supportata da deliziosi disegni animati calibrati sulla narrazione alternativa e coinvolgente di Brachetti. L’attore ha trasformato ognuno in bambino per una partecipazione che andasse oltre le intenzioni dell’autore russo, che aveva dedicato la composizione ad un pubblico infantile e, con decine di anni in meno, la suggestione è stata maggiore.

Utilizzando stereotipi nazionali, mettendosi nei panni di direttori d’orchestra, tra trasformismi e recitazione, Brachetti diverte e sa dare sfumature che implicano quel suo guizzo irriverente che lo rendono unico e che bisogna cogliere al volo. Anche la sua capacità di inframmezzare spunti sulla città, un po’ ruffiano e un po’ stratega, aumenta l’apprezzamento per chi, roteando  tra  diversi palcoscenici, sa accattivarsi la simpatia del pubblico: ‘Ma credi di stare al mercato della Salinella?’ Così apostrofa ironicamente, ad esempio, uno dei musicisti.

Brachetti canta, recita, mima, gioca con le ombre cinesi, si trasforma e disegna, perché non gli manca neanche questa dote e rappresenta i segni zodiacali con la sabbia, sempre accompagnato dall’ensemble. Una chiosa dal ritmo lento, sebbene realizzata con maestria, che conferma che questo lavoro teatrale è stato strutturato mettendo in campo arti diverse ma con un brio in sottotono.

Poco caloroso il pubblico (ma non è una novità) non ha proprio sollecitato il bis che, come ogni artista prepara, ha trovato nella canzone ‘La guerra di Piero’ e nell’esecuzione del ritratto di Fabrizio De Andrè (alla rovescia ed in stile Pop art) la conclusione dello spettacolo, con un grido alla pace, dedicato agli ultimi avvenimenti in Afganistan.

Lo spettacolo è stato uno degli appuntamenti di prosa del Teatro comunale Fusco, all’interno della stagione teatrale estiva promossa dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Foto: Aurelio Castellaneta

 

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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