“L’angolo della conversazione” ospita Claudio Frascella

 

pubblicato il 16 Agosto 2021, 19:04
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Giovedì 19 agosto alle 21.00, per la rassegna “L’angolo della conversazione” sarà ospite dello Yachting Club di San Vito il giornalista Claudio Frascella, autore di “‘U megghie d’u megghie – Non solo antologia” (Scorpione Editrice). Dialogherà con lui, il dott. Antonio Morelli, già giudice istruttore e presidente del Tribunale di Taranto.

Claudio Frascella, giornalista tarantino, ha scritto per venti anni sul Corriere del giorno e aLtrettanti per il Nuovo Quotidiano. Ha pubblicato con riviste musicali nazionali (Nuovo Sound, Ciao 2001, Magazine/Telesette, Millecanali/Sole 24 ore). Nel maggio del ’76 fece il suo debutto con Studio 100 Radio, attività proseguita con Publiradio, emittenti da lui dirette fino al giugno 2016. Autore di testi, ha collaborato con Radiorai e radio Montecarlo.

Ha esordito nell’editoria con il romanzo “Quei ragazzi casa chiesa e pallone”, a seguire “’U megghie si’ tu” e “’U megghie si’ tu – E none le chiacchiere”, “Seduti in quel caffè…Sognando Liverpool”. “’U megghie d’u megghie – Non solo antolologia” è il suo quinto libro.

«In questi anni ho scritto libri, tutti pubblicati con Piero Massafra, mio primo e unico editore – dice il giornalista – Precedentemente ne avevo già letti un po’: Marcello Marchesi, Ennio Flaiano, Achille Campanile, Antonio Amurri e Dino Verde, Maurizio Jurgens, Cesare Marchi e Luciano De Crescenzo, proseguendo con quelli di amici e colleghi come Luigi Garlando, che mi scrisse la prefazione al mio debutto (“Quei ragazzi casa, chiesa e pallone”), Marco Tarantino e Giuliano Pavone. E ancora, Tonio Attino e Nico Pillinini, che mi hanno regalato prefazione e copertina di quest’ultimo libro, Stefano D’Orazio (sua la presentazione di “Seduti in quel caffé sognando Liverpool”) e Alberto Patrucco (autore della divertente introduzione ad un capitolo di “‘U megghie..”), autori di saggi di umorismo e ironia. Comune denominatore fra loro: sorrisi e riflessioni».

«Scriverei altro – conclude l’autore – se non fosse che temo di dimenticare ancora qualcosa. O, peggio, qualche nome e poi, incontrando l’interessato dell’involontaria dimenticanza, risentito mi dicesse «E’ mise a tutte quande, tranne c’a me, ecchecca’!». Me ne scuso in anticipo. A proposito, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti, è vero, verissimo, anzi probabile».

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