“Wake Up Gospel Project” e la musica si fa preghiera

 

pubblicato il 15 Agosto 2021, 08:32
3 mins

Si ritorna sempre pieni di speranza dai concerti gospel, ove si invita fortemente a fidarsi di Chi può tutto, alzando le braccia al Cielo come fanno i piccoli quando vogliono essere coccolati, mettendo a tacere futili preoccupazioni che impediscono di godere di quanto c’è di più bello e vero e soprattutto ringraziando per la vita che, nonostante tutto, è un grande dono.

Tanto si è ripetuto giovedì sera a Fragagnano con i “Wake Up Gospel Project”, esibitisi in piazza in occasione della festa patronale in onore di Sant’Antonio. Francamente è stato difficile restare impassibili con i ritmi incalzanti del gruppo di Martina Franca, che si è ritagliato una certa notorietà nazionale in questo genere musicale. “Gospel” significa “preghiera” e “Wake Up”, invece, “Dèstati, svègliati!” E quei canti, in effetti, hanno scosso, toccando nell’anima, i numerosi spettatori (tanti sono giunti da tutta la provincia, richiamati dall’evento), spingendo a scandire il tempo con le mani, coinvolgendo nella gestualità e facendo cantare con loro.

Diretti da Graziano Leserri, i sei componenti del coro si sono donati con tutta l’anima, esibendosi a turno come solisti: Giusy Semeraro, Annalisa Baccaro, Maila Semeraro, Maira Acquaviva (tutte in elegante lungo rosso), Pierantonio Lenti e Giuseppe Calò. Ad accompagnarli: Nico Vignola alle chitarre, Luca Giammariello al piano, Mario Rossi alle tastiere e Massimiliano Conte al sax (quest’ultimo, lo ricordiamo allo Iacovone nella band per la festa dei giovani con Giovanni Paolo II). Una quindicina i brani in scaletta, in un vertiginoso crescendo a partire da “Giants” di Donald Lawrence, in cui si è cimentato con voce possente anche il maestro Leserri. Coinvolgente “Here I am to worship”, popolarissimo brano scritto da Tim Hughes, cavallo di battaglia degli Hillsong e in Italia eseguito frequentemente nelle assemblee carismatiche come “Luce del mondo”. Ancora, “Every Prise” di Hezekiah Walker, immancabile nei concerti gospel; l’“Hallelujah” di Leonard Cohen, spesso in colonne sonore di film e nel repertorio di cantanti internazionali quali Bono, Bon Jovi, Susan Boyle, Damien Rice e Michael Bolton. Denso di ricordo, “Stand by me” di Ben E. King, negli anni sessanta hit in Italia con Adriano Celentano col titolo di “Pregherò” (“…per te, che hai la morte nel cuor…”).

Gran finale all’insegna di “Oh Happy Day”, cantato a gran voce dal pubblico in piedi, facendo riaffiorare ricordi delle atmosfere natalizie (ma senza Covid, per amor del Cielo!), anche se il termometro in questi giorni segna oltre i quaranta.

Dopo gli elogi del parroco don Santo Guarino, ripetute sono state le chiamate in scena degli artisti, che l’indomani, ad Alessano (Lecce), hanno omaggiato Don Tonino Bello con un concerto davanti alla sua tomba.

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