E li chiamano cani

 

In questa estate di emergenze gli interventi dei cani addestrati in più occasioni hanno scongiurato vere e proprie tragedie
pubblicato il 15 Agosto 2021, 08:08
6 mins

“Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato”. Lo scriveva il filosofo Arthur Schopenhauer più o meno agli inizi del 1800, periodo nel quale l’animalismo non era ancora di moda. Ma lo si praticava.

Una volta la grande Oriana Fallaci intervistando Totò, rimase sbigottita. Alla domanda sui motivi per i quali recitasse anche in film di scarsa qualità, il principe De Curtis rispose: “Signorina mia (…) io non posso vivere senza far nulla: se vogliono farmi morire, mi tolgano quel divertimento che si chiama lavoro e son morto. Poi sa: la vita costa, io mantengo 25 persone, 220 cani… I cani costano…”.

“Duecentoventi cani?!? E perché? Che se ne fa di 220 cani?!”, obiettò Fallaci.
“Me ne faccio, signorina mia, che un cane val più di un cristiano. Lei lo picchia e lui le è affezionato lo stesso, non gli dà da mangiare e lui le vuole bene lo stesso, lo abbandona e lui le è fedele lo stesso. Il cane è nu signore, tutto il contrario dell’uomo. (…) Io mangio più volentieri con un cane che con un uomo.”

Ed era il 1965 l’anno in cui fece costruire un canile a Roma, “L’Ospizio dei Trovatelli”, (la parola randagio irritava profondamente Totò, ndg) un canile moderno e attrezzato, per il quale spese ben 45 milioni di lire, una cifra, per l’epoca, assai consistente.

Totò (nella foto) giocava anche a dare titoli nobiliari ai suoi cani…: “Dick, il mio cane lupo, era barone. Peppe, il mio cane attuale, è visconte. Visconte di Lavandù. Gennaro, il mio pappagallo, è cavaliere. Li ho investiti io”.

E chissà quali titoli avrebbe elargito il principe scorrendo la cronaca di questa estate. I cani soccorritori, assieme alla calamità che li hanno chiamati in causa, sono stati autentici protagonisti.

Stava per trasformarsi in dramma la giornata al mare di tre famiglie, a Sperlonga, in provincia di Latina. Il mare improvvisamente si è ingrossato. Quattordici persone, otto di questi, bambini fra i 6 e i 12 anni, erano in balìa delle onde e non riuscivano a raggiungere la spiaggia.

Ad entrare in acqua Eros di 4 anni, Mya di 7 anni e Mira di 5. Tre angeli travestiti da labrador. Hanno effettuato più viaggi per riportare tutti e quattordici sani e salvi in spiaggia dove si era radunata una folla di circa 400 persone che, con il fiato sospeso, ha seguito le fasi del salvataggio e accolto con un lungo applauso i cani eroi.

Uno dei soccorritori, Michele, descrivendo i momenti finali del salvataggio ha detto: “Quando abbiamo terminato, a riva c’era un muro di persone. Ci hanno tutti ringraziato, ma in quel momento ho pensato solo al mio cane Mya. Felice, mi è venuta incontro scodinzolando. L’ho abbracciata e coccolata”.

Stessa scena vista a Palinuro (Salerno) dove Luna e Igor, due labrador specializzati in salvataggio in mare hanno salvato la vita di una ragazza di quindici anni che era stata trascinata dalla corrente e non riusciva più a riavvicinarsi alla riva.
La prima a raggiungere la quindicenne è stata Luna, che ha subito aiutato la ragazza ad aggrapparsi al galleggiante portato con sé dall’accompagnatore del cane. Ma le onde piuttosto alte, e soprattutto la forte corrente, continuavano a rendere difficoltoso il rientro. Alla fine ha risolto tutto Igor, che si è letteralmente caricato addosso la giovane turista e ha nuotato fino a portarla in sicurezza. L’intera operazione, durata una manciata di minuti, è stata seguita dal bagnasciuga da decine di persone in apprensione, e il felice esito è stato poi accompagnato anche da un applauso per i due labrador.

Le scuole di addestramento della Scuola Italiana Cani Salvataggio, sotto il coordinamento della Guardia costiera ha istituito tre postazioni dislocate sulla spiaggia delle Saline, uno dei tratti di litorale più lungo e affollato della zona. E i centri di addestramento sono attivi anche nel Lazio, in Abruzzo, Molise, Marche, Calabria, Basilicata e Sicilia. Squadre di soccorso operano, oltre che in queste regioni, anche in Toscana, sulla spiaggia della Feniglia a Orbetello.

Di loro ci fidiamo, soprattutto quando possono salvarci la vita. Per questo non si può giustificare in nessun modo la brutale e inconcepibile violenza, che per puro divertimento, viene esercitata su cani e gatti.
“L’odio verso i cani – ebbe a dire una volta Gandhi – è la sconfitta dell’intelligenza umana”. Ed è la conferma che le storie crudeli, talvolta addirittura esibite, di violenza sugli animali (bruciati, impiccati, affogati, torturati) non meriterebbero nessuna indulgenza.

Anzi, più è indifesa la vittima, più dura dovrebbe essere la pena. Bruci o affoghi un cagnolino appena nato? In galera, subito, per due o tre anni. Senza sconti. E su questo, forse, sarebbe d’accordo perfino Gandhi.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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