Depuratore, nuovi paletti dal Comitato VIA

 

Impianto Sava-Manduria: il Comitato Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale rispondere alle intergrazioni dell'Acqudotto Pugliese sulle varie fasi del progetto
pubblicato il 10 Agosto 2021, 20:35
8 mins

Ci sono novità in merito ai lavori per la realizzazione del depuratore Sava-Manduria. Ed arrivano ancora una volta dal Comitato Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), che lo scorso 5 agosto si è epsresso sulle integrazioni fornite dall’Acquedotto Pugliese, in merito al nuovo programma dei recapiti complementari del depuratore consortile di Manduria e Sava (Parco dell’Acqua in contrada Marina e scarico emergenziale nel mare di Colimena).

Ancora una volta per il Comitato VIA ha ritenuto la documentazione incompleta, come avvenne già nel settembre 2019. Il nuovo provvisorio ‘stop‘ è arrivato in merito alle opera relative al recupero dei reflui ai fini irrigui, venendo autorizzato lo scarico al suolo per la portata massima di 5.000 metri cubi al giorno. L’intervento del Comitato VIA ha l’obiettivo, come specificato nel documento ufficiale che alleghiamo per i lettori in fondo alla pagina, per rispettare gli obblighi della Direttiva 91/271/CEE evitando in questo modo un’infrazione comunitria, l’ennesima, per la nostra regione.

“Esaminata la documentazione, valutati gli studi trasmessi al fine della valutazione di impatto ambientale per gli interventi ivi proposti, richiamati i criteri per la Valutazione Ambientale di cui alla Parte II del d. lgs. 152/2006, il Comitato, al fine della formulazione del proprio parere definitivo, ritiene che sia necessario che il proponente provveda ad integrare la documentazione prodotta, approfondendo gli argomenti di seguito indicati” si legge nel documento.

E’ necessario che la documentazione progettuale sia riorganizzata ed ordinata, così che – per ciascuno stralcio realizzativo previsto – siano chiaramente rappresentate e descritte le opere a farsi oggetto di valutazione nel procedimento, unitamente ai relativi studi ed approfondimenti sui relativi potenziali impatti ambientali” siano aggiornate le relazioni specialistiche con riguardo al parco dell’acqua, in sostituzione dei bacini di accumulo previsti in prima istanza (terre e rocce da scavo, gestione dei materiali, rifiuti ecc).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/08/depuratore-sava-manduria-progetto-va-avanti2/)

Con riferimento alle trincee drenanti, nonché al parco dell’acqua: sia fornito lo schema idraulico di funzionamento, con descrizione delle modalità di gestione e controllo dei presidi idraulici previsti in progetto; sia descritto il sistema di monitoraggio delle acque reflue depurate, al fine di garantire il controllo della qualità delle stesse, anche nel paesaggio da una sezione ad un’altra (sezione di fitodepurazione, accumulo, trincee drenanti) e la relativa gestione in caso di non rispondenza delle qualità ai limiti previsti per lo scarico al suolo e/o il riutilizzo; sia descritto come è previsto il prelievo delle acque dal bacino di accumulo/parco dell’acqua ai fini del riutilizzo, i relativi sistemi di controllo della qualità delle acque ed eventuali trattamenti pre utilizzo; sia descritta la modalità realizzativa e costruttiva nonché la composizione del fondo e delle pareti delle vasche (fitodepurazione, accumulo, trincee).

Con riferimento allo scarico nel bacino di Torre Colimena e per la massima portata di scarico prevista, come indicata per il terzo stralcio: sia prodotto uno studio della compatibilità ed idoneità idraulica del canale di recapito dei reflui, e sia approfondita l’idoneità dell’opera di rilascio proposta in relazione alla capacità idraulica del canale; sia verificata la capacità idraulica dell’intero sistema: canale di recapito, bacino, canale di interconnessione bacino-mare; sia prodotto uno studio idrologico ed idraulico del sistema canale di recapito, bacino, canale di interconnessione bacino-mare e sia verificata la compatibilità della portata immessa con quella del canale; siano valutati gli aspetti tecnici inerenti all’immissione della portata nel canale e siano conseguentemente definiti gli interventi a farsi sul canale; sia prodotto uno studio del comportamento del bacino e la potenziale conseguente influenza indotta dall’immissione delle portate di refluo depurato previste; siano valutati gli effetti ambientali sul bacino conseguenti al potenziale aumento del carico trofico connesso con l’immissione delle acque reflue depurate, nonché in relazione al suo collegamento con il mare; sia verificata l’idoneità tecnica del tombino esistente di sottopasso alla SP 122; siano valutate possibili soluzioni realizzative che non coinvolgano il bacino. 

Con riferimento al riutilizzo mediante rete ARNEO, sia prodotta idonea documentazione progettuale volta a chiarire e descrivere, con i relativi studi di impatto ambientale: gli interventi di rifunzionalizzazione previsti e relativa cantierizzazione e gestione dei materiali; le interferenze degli interventi con beni ed ambiti tutelati; la vasca di accumulo e relativo sistema di svuotamento in caso di inutilizzazione delle acque depurate accumulate.

Con riferimento agli interventi descritti nel terzo stralcio, atteso che l’attuale configurazione del depuratore vede la gestione di (pag. 14/50 della Rel. D.01) di un carico invernale di 50.000 AE ed un carico estivo di 68.800 AE, con dotazione idrica assunta di 180 l/AE/d e che il terzo stralcio fa riferimento a “Nel lungo termine, è possibile far riferimento ai dati di abitati equivalenti previsti da PTA, ovvero: periodo invernale 50.000 AE -periodo estivo 78.852 AE.
Pertanto, anche in questo caso, sulla base dei precedenti valori ipotizzati del coefficiente di afflusso in fognatura e delle dotazioni idriche (Sava 150 l/AE/d, Manduria 160 l/AE/d), si perviene alle seguenti portate: periodo invernale 6.300 mc/d, periodo estivo circa 10.000 mc/d.”. E si chiede di chiarire se il potenziamento del depuratore e conseguentemente adeguamento dello scarico sia oggetto del procedimento (si ricorda quando disposto dalla R.R. 13/2017).

Siano inoltre approfondite le fasi di cantiere, con indicazione delle aree individuate anche per eventuali occupazioni temporanee, ed eventuali interferenze con ambiti oggetto di tutela.

Viste le tante richieste, è stato quindi deciso di realizzare il primo stralcio dell’opera che servirà a smaltire solo i reflui di Manduria (termine previsto 2022) per una portata media di 2.592 metri cubi al giorno. In una seconda fase si lavorerà per ampliare la portata ed accogliere quelli di Sava sino ad una portata giornaliera totale massima pari a 4.988 metri cubi mantenendo così entro il limite dei cinquemila metri cubi oltre i quali non sarà possibile lo smaltimento al suolo in una zona così vicina alla costa: il completamento lavori per giugno 2027. “La società dovrà presentare idonea documentazione progettuale al fine del conseguimento delle valutazioni ed autorizzazioni necessarie alla realizzazione della parziale modifica temporanea della soluzione complessiva di scarico del depuratore, così come prevista dal vigente Piano di tutela delle acque, prevedendo lo scarico al suolo per la portata pari a massimo 5.000 metri cubi al giorno, nelle more della definizione del procedimento Via in corso”.

Infine, per la rete fognaria nelle marine manduriane, la data di completamento prevista nel documento è dicembre 2036, per la quale tra l’altro servirà un nuovo progetto.

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(leggi tutti gli articoli sul depuratore https://www.corriereditaranto.it/?s=depuratore&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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