Stop Utin ‘SS.Annunziata’, Stellato chiama Lopalco

 

“Ora i medici di Bari vengano a Taranto per dare continuità al servizio”
pubblicato il 07 Agosto 2021, 20:20
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“I medici di Bari assicurino la continuità del servizio dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale ‘Ss. Annunziata’, così come si erano dichiarati disponibili a fare prima dell’estate, al tavolo ad hoc convocato dall’assessore alla Sanità”. E’ la richiesta avanzata da Massimiliano Stellato, consigliere regionale, capogruppo dei Popolari, all’assessore Lopalco, a seguito della sospensione del
servizio Utin di Taranto.
“Ho interpellato l’assessore e gli ho chiesto personalmente – segue Stellato – di impegnarsi affinché sia data continuità immediata all’indispensabile servizio Utin, coprendo i turni con i neonatologi baresi che avevano, a quanto pare, già garantito la propria disponibilità a fronte della grave ed improvvisa carenza di personale”.
Ma facciamo un passo indietro.
“Il servizio Utin a Taranto, sospeso a seguito del recente pensionamento del primario e della carenza di medici intensivisti neonatologi, era già stato al centro di un confronto sul punto con assessore regionale alla sanità – rivela Stellato -. In quella occasione pare sia stato assicurato il supporto, da Bari, di personale medico specializzato, che avrebbe sopperito alla carenza di Taranto con la copertura di turni in corsia. Garanzia, questa, che sarebbe stata fornita, sembra, a partire da settembre”.
Ora però, considerato lo stop anticipato delle attività del reparto che sta penalizzando Taranto e provincia, Stellato ha invitato Lopalco ad accelerare i tempi dell’intesa.
“Ho chiesto al responsabile della sanità – conclude Stellato – di mettere in campo ogni utile azione affinché il personale che si era eventualmente impegnato a sostenere il servizio a Taranto assicuri, già ad agosto, la copertura dei turni in via straordinaria, in vista di settembre, mese in cui il reparto dovrebbe tornare a pieno regime. In questo momento, in cui tutti ci diciamo pugliesi, non possono esistere barriere territoriali nè professionali, soprattutto nella copertura del servizio sanitario regionale. Ed è giusto che gli amici baresi, in un’ottica di collaborazione e di reciprocità, prestino soccorso ad una provincia in difficoltà e ci diano una mano”.

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