Porta Napoli, presentati i progetti per il futuro

 

Le linee di sviluppo: valorizzazione degli affacci a mare e ampliamento delle zone verdi
pubblicato il 06 Agosto 2021, 18:16
7 mins

È fuor di dubbio che quella di Porta Napoli sia una delle zone cruciali per lo sviluppo commerciale e turistico di Taranto. Che si arrivi dall’autostrada, dalla ferrovia o via mare, quest’area è il biglietto da visita per chiunque si diriga verso il centro della città. Questo ha spinto il Comune a percorrere, per arrivare al rilancio dell’area, una strada nuova: quella del concorso di progettazione. Come spiegammo a suo tempo, infatti, a differenza di un semplice concorso di idee (si ricorderà quello sulla Città Vecchia) in cui ai progetti vincitori è garantito semplicemente un premio in denaro, in un concorso di progettazione il premio in palio è l’aggiudicazione del lavoro finale.

La premiazione del progetto vincitore

Trenta progetti

Alla gara sono stati ammessi oltre trenta progetti, le cui tavole sono state esposte a Piazzale Democrate (dove rimarranno per alcuni giorni a disposizione della cittadinanza). Il motivo è semplice: il progetto definitivo potrà e dovrà tenere conto anche degli spunti emersi nell’intera procedura di gara. Non fosse altro perché ai progettisti è stata consegnata carta pressoché bianca, con la precisa indicazione di ignorare gli attuali strumenti urbanistici (il vetusto PRG del 1978 con tutte le sue varianti), in modo da ricavare dall’intera procedura di gara elementi utili per il nuovo Piano Urbanistico Generale attualmente in corso di scrittura. Dunque, il progetto finale non sarà necessariamente coincidente con quello che ha vinto il concorso.

Perciò, più ancora che descrivere il progetto vincitore (qui le dichiarazioni dello studio primo classificato), proviamo a proporvi, da profani della materia, le suggestioni che ci sono parse più presenti nel parterre dei progetti proposti.

Come potrebbe essere la Porta Napoli del futuro

Cominciamo con il verde. Il quartiere di Porta Napoli, allo stato attuale, si presenta ricco di vuoti urbani da colmare ed essenzialmente “spoglio”, cosa che non deve sorprendere considerata la sua originaria vocazione commerciale-industriale. Pressoché tutti i progetti, quindi, prevedono un massiccio innesto di aree verdi, in continuità con il progetto della foresta urbana che dovrà abbracciare il vicino quartiere Tamburi. Questo (parola degli architetti dello studio vincitore) aiuterà anche a rendere più umana l’intera area, attualmente assolata e priva di zone d’ombra e di ristoro. A questo scopo, nel progetto vincitore sono previste anche tettoie integrate con sistemi fotovoltaici da installare in più punti.

Altro tema affrontato in tutti i progetti è quello degli affacci a mare. Tanto sul Mar Grande che, ancora di più, sul Mar Piccolo, la costa è poco o per nulla accessibile. Per ovviare al problema, da un lato (quello di Mar Grande) si sta lavorando in sinergia con l’Autorità di Sistema Portuale per giungere alla rimozione della cancellata che si trova dinanzi al terminal bus (il quale, come è ormai noto, dovrà essere spostato, per trovare posto in un’area attualmente vuota alle spalle della stazione ferroviaria). Per il Mar Piccolo la questione si fa più complessa. Da un lato, va integrato nel progetto di rigenerazione il lungomare terrazzato che correrà lungo i binari della ferrovia (ne avevamo parlato qui e qui). Fra i progetti non vincitori hanno fatto capolino, su questo lato della città, anche idee suggestive e avveniristiche, ma probabilmente di poco pratica realizzazione, come degli ascensori panoramici che colleghino la parte alta della scarpata con quella bassa e addirittura un teatro all’aperto con palcoscenico galleggiante. Il nocciolo della questione Mar Piccolo, però, sta nella valorizzazione delle vecchie officine navali. I progettisti si sono sbizzarriti nell’immaginare le possibili destinazioni d’uso, da polo commerciale ad universitario, fino ad un abbozzo di “fiera del mare”, nome che ricorda i fasti di una Taranto che fu.

In questo senso, la vera miniera d’oro di Porta Napoli sono i capannoni industriali, e dalla scelta delle loro destinazioni d’uso dipenderà il vero rilancio dell’area. Anche su questo gli studi che hanno partecipato alla gara hanno proposto varie soluzioni, dalle più utili nell’immediato, come un infopoint turistico, a quelle più suggestive, come un grande auditorium e un museo del mare, che proprio nel progetto vincitore è collocato nell’edificio che un tempo ospitò il ristorante Al Gambero.

Caratteristica comune a tutti i progetti, poi, un elemento già previsto nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e che, siamo sicuri, causerà aspri dibattiti in città qualora sia realizzato. Si tratta di una “passerella ciclopedonale” che dovrebbe affiancare il Ponte Sant’Egidio, collegando Piazza Fontana a Piazzale Democrate.

Pianificazione urbanistica al passo decisivo

Tutti i progetti, come detto, sono stati presentati in una mostra-evento proprio a Porta Napoli, sul Piazzale Democrate. A coordinare l’incontro (a cui hanno partecipato rappresentanti di Ordine degli Architetti, Autorità Portuale e commissione giudicatrice) l’assessore Occhinegro, che ha rivendicato il lavoro di pianificazione urbanistica fatto sinora e il coinvolgimento degli ordini professionali nei processi decisionali. Questo lavoro, che non è ancora arrivato al suo approdo con l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico, ha richiesto sin qui l’impegno di un’intera consigliatura. Il nostro auspicio, allora, è che, qualunque sia l’esito delle prossime elezioni amministrative, la nuova amministrazione non ricominci daccapo. Non potremmo permettercelo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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