Palazzo Amati accoglie il progetto “Ketos per la Blue economy”

 

Uno degli obiettivi coinvolgere le eccellenze artistiche del territorio in un importante lavoro partecipato di recupero e di rielaborazione della memoria identitaria della Città Vecchia e del suo rapporto con il mare
pubblicato il 06 Agosto 2021, 09:04
7 mins

Il nuovo progetto “Ketos per la Blue economy” è promosso dalla Jonian Dolphin Conservation ed è sostenuto dalla Regione Puglia, Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, Sezione Economia della Cultura – Avviso Pubblico
“CUSTODIAMO LA CULTURA IN PUGLIA 2021 – Misure di sviluppo per lo spettacolo e le attività̀ culturali”. Si definisce “nuovo” in quanto sviluppa la mission originaria di “KETOS – Centro Euromediterraneo del mare e dei cetacei”, collocato nel Palazzo Amati nella Città Vecchia di Taranto.
Il Centro – come ha spiegato Lucia Lazzaro, coordinatrice del progetto – è stato concepito nel 2017 e poi gestito dalla Jonian Dolphin Conservation grazie al sostegno capillare di diversi soggetti tra cui la Fondazione con il Sud e l’associazione culturale Marco Motolese.
Realtà, queste, riunitesi con il presupposto di recuperare un immobile storico, come Palazzo Amati, combinando le matrici storiche con l’innovazione della ricerca scientifica. Il Palazzo è stato così trasformato in uno spazio attrezzato, con postazioni multimediali e un laboratorio di biologia marina, a disposizione della comunità per attività di rigenerazione urbana, sociale e culturale del quartiere.
All’evento di presentazione di “Ketos per la Blue economy” era presente l’Assessore allo Sviluppo Economico e al Turismo del Comune che ha voluto sottolineare come la capacità di fare sinergia tra diversi operatori territoriali sia la dimostrazione di come Taranto voglia cambiare. «Le azioni vanno coordinate sempre più – ha aggiunto Fabrizio Manzulli – ma credo che se pur la strada è ancora in salita, siamo sulla via giusta. Lo stiamo dimostrando all’Italia e all’Europa di come Taranto possa autodeterminarsi in un cambio di quello che è
lo sviluppo economico del territorio». Ha poi specificato che il termine “blue economy”, a suo dire, viene erroneamente associato esclusivamente alle attività di mare quando in realtà, in questo caso specifico, è un’economia circolare perché le risorse umane, economiche e di sviluppo appartengono alla regione Puglia.
Il target principale del Centro Ketos, ha ricordato il suo responsabile Vittorio Pollazzon, sono le scuole interessate all’educazione ambientale, marina e la cosiddetta “citizen science”. Grazie al progetto è stato possibile recuperare lo scheletro di un esemplare di zifio,
un enorme cetaceo spiaggiato all’isola di San Pietro che era destinato allo smaltimento, realizzando un importantissimo reperto museale che sarà oggetto di studio. Hanno inoltre realizzato una struttura dove sarà collocata una telecamera sottomarina fissa in Mar Grande
che manderà in diretta le immagini dei fondali.
Gli artisti e artigiani Peppino Campanella, Giorgio Di Palma, Deni Bianco, Nicola Sammarco e Fabio Matacchiera hanno partecipato all’incontro in quanto “Ketos per la Blue economy” intende coinvolgere le eccellenze artistiche del territorio in un importante lavoro partecipato di recupero e di rielaborazione della memoria identitaria della Città Vecchia e del suo rapporto con il mare. Non è difatti casuale la scelta di collocare il Centro presso Palazzo Amati essendo prospiciente il mare e con il quale è collegato mediante un ipogeo sotterraneo. Nicola Sammarco – fondatore della Nasse animation studio – si occuperà invece dello storytelling e si lega al progetto, come spiegato da Lucia Lazzaro, per favorire la sua narrazione in modo che i più piccoli conoscano meglio il territorio in cui vivono e le potenzialità del mare. Per riuscire nell’intento prefissato hanno pensato di veicolare tutto questo lavoro in una serie animata ideata da Sammarco: ‘Nicopò’. Il cartoon parla di un bambino pescatore di plastica che diviene la prima serie ecologica al mondo non solo per le tematiche affrontate ma perché stanno pensando di creare tutto l’indotto che ne conseguirà – dalla produzione del cartoon, ai giocattoli e al merchandising in genere – ecosostenibile.
Il progetto prevede anche la realizzazione di una manifestazione espositiva che aumenterà la fruibilità e l’attrattività del Centro e lo farà attraverso servizi innovativi, tecnologici e scientifici ed allestimenti artistici realizzati da maestrie pugliesi in collaborazione con la comunità locale. Per visitarli, con annesse guide, da novembre a marzo ci saranno 120 giornate nonché 40 giornate con laboratori dedicati ai bambini, anche in collaborazione con le scuole.
«Questo è uno degli aspetti più importanti del progetto – ha detto Luigi De Luca , dirigente Cooperazione Territoriale Europea e Poli Biblio-museale della Regione Puglia – perché valorizza il talento creativo di tanti nostri artisti e artigiani: l’arte contemporanea ha sempre
saputo cogliere le emergenze ambientali del nostro pianeta esprimendone le istanze. Grazie alla Jonian Dolphin Conservation, questo splendido Palazzo Amati è stato recuperato e trasformato in un centro pulsante di rigenerazione urbana e sociale a favore della comunità: qui si “guarda da mare” al nostro presente e al nostro futuro, la stessa prospettiva della strategia della Regione Puglia».
Il mare che diventa un “racconto” per promuovere una immagine positiva di Taranto e della Puglia nel mondo, come ha sottolineato il responsabile dell’ufficio “Pugliapromozione” Alfredo De Liguori: «Da anni Puglia Promozione collabora con la Jonian Dolphin Conservation organizzando tour a favore di giornalisti italiani e stranieri, una esperienza che lascia il segno nei loro articoli, e di tour operator che rimangono entusiasti del poter ammirare i delfini liberi in mare».
Famiglie, giovani della Città vecchia, artigiani, artisti locali, scuole e stakeholder territoriali saranno le figure coinvolte nel progetto ma che rivolgerà particolare attenzione ai giovani svantaggiati della periferia tarantina. “Ketos per la Blue economy” mira a sviluppare consapevolezza attorno a quelle matrici identitarie collegate al mare del quartiere, nonché dell’intera città, che sono in grado di sviluppare nuove opportunità.
Il progetto, inoltre, realizzerà una maggiore ibridazione e contatto della comunità della Città Vecchia con il contesto cittadino e con i territori limitrofi, oltre ad un suo potenziamento attraverso attività di coinvolgimento attivo.

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