Covid-19, il punto: nuovo decreto per la scuola in presenza

 

Rallenta la crescita dei contagi anche se aumentano, pur in modo contenuto, i ricoveri
pubblicato il 06 Agosto 2021, 17:44
8 mins

Il monitoraggio della settimana 28 luglio – 3 agosto 2021 rileva un rallentamento nella crescita dei contagi, che sono aumentati del 19,9% rispetto alla scorsa settimana.

Come sempre, Fondazione Gimbe avverte che i dati sono sottostimati, a causa del cronico deficit nell’attività di testing a livello nazionale.

A fronte di questo miglioramento, però, si rileva un aumento dei ricoveri in terapia intensiva (+36,5%) e in area medica (+36,3%); tuttavia, la media nazionale dell’occupazione ospedaliera continua ad attestarsi sul 3% per la terapia intensiva e sul 4% per l’area medica, per quanto alcune regioni facciamo registrare dati lievemente più alti.

In base al report dell’I.s.s tutte le Regioni/PPAAA sono classificate a rischio epidemico moderato e si evidenzia un aumento dell’incidenza settimanale oltre i 50 casi per 100.000 abitanti, che consentirebbe un’agevole attività di contact tracing. L’Istituto Superiore di Sanità ribadisce l’importanza del tracciamento dei contatti, al fine del contenimento dei contagi.

Sul fronte vaccinazioni, dopo un mese di decremento, risale finalmente la percentuale di somministrazione delle prime dosi a livello nazionale; tuttavia, la copertura vaccinale degli over 60, considerati la fascia più a rischio di sviluppare malattia grave, presenta notevoli differenze regionali: se in Puglia il 93,8% ha ricevuto almeno la prima dose, in Sicilia la stessa percentuale si ferma all’81%.

Gimbe segnala, infine, l’esitazione degli over 60 di fronte alla somministrazione di vaccini a vettore adenovirale: l’utilizzo del Johnson&Johnson, ad esempio, è sceso a tal punto che molte regioni hanno cominciato a restituire le dosi inutilizzate. Questa dipendenza della campagna vaccinale italiana dai vaccini a vettore mRna, secondo Gimbe, porterà inevitabilmente a un rallentamento delle somministrazioni durante il mese di agosto.

Nel frattempo l’I.s.s. ha pubblicato i risultati dell’indagine di prevalenza e distribuzione delle varianti del Covid-19; lo studio ha confermato la prevalenza della variante Delta sul territorio nazionale, attribuendo ad essa la maggior parte dei casi rilevati negli ultimi 45 giorni, specie nella fascia 10-20 anni. La frequenza dei casi ascrivibili alle varianti Alfa e Gamma, invece, risulta in diminuzione.

 

Il punto della situazione in Puglia

Secondo i report ufficiali, i casi in Puglia sono aumentati del 34,7% nell’ultima settimana; l’incidenza media si attesta sui 65 casi per 100.000 abitanti, mentre l’occupazione ospedaliera resta ferma al 3% (sia per la terapia intensiva che per l’area medica).

Dati tutti sommato positivi, specie se confrontati con il contesto nazionale.

La regione, tuttavia, è classificata area a rischio moderato, come il resto del territorio italiano, a causa dell’aumento dell’indicatore 2.1, che segnala la percentuale di tamponi risultati positivi negli ultimi 7 giorni.

Anche sul fronte delle vaccinazioni la regione conserva gli ottimi risultati dei mesi precedenti: prima in Italia per la vaccinazione nella fascia 60-69 anni e 70-79 anni, è seconda per percentuale di popolazione vaccinata, con il 58,6% dei pugliesi che hanno ricevuto almeno la prima dose.

Inoltre, la Puglia si conferma la regione con più over 60 che hanno iniziato l’iter vaccinale.

Tuttavia, nella fascia 12-19 anni si registra un’alta percentuale di ragazzi che non hanno ancora ricevuto la prima dose (59,6%).

Una cifra che si attesta al di sotto della media nazionale ma che costituisce sicuramente un ostacolo alla ripresa della scuola in presenza a metà settembre.

La campagna vaccinale pugliese per la fascia 12-19 anni, ad esempio, comincerà il 23 agosto, ma secondo Fondazione Gimbe è irrealistico pensare di coprire, in appena un mese, una percentuale del 60-65%, come richiesto dal generale Figliuolo; il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, intanto, ha inviato una lettera alle regioni, chiedendo di fornire entro il 20 agosto il numero esatto del personale scolastico vaccinato.

 

Il nuovo decreto-legge sul Green Pass per la scuola

Durante la conferenza stampa del 5 agosto, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha voluto ribadire l’impegno del governo per il ritorno a scuola in presenza, “al fine di assicurare il valore della scuola come comunità e di tutelare la sfera sociale e psico-fisica della popolazione scolastica sull’intero territorio nazionale”.

A tale scopo e su indicazioni precise del Comitato Tecnico-Scientifico, è stato approvato un nuovo decreto-legge che prevede anche una serie di misure da adottare in ambito scolastico e volte a tutelare lezioni in presenza. Tra questi provvedimenti rientrano:

  • l’obbligo di indossare la mascherina dai 6 anni in su, ad eccezione di chi presenta patologie o disabilità tali da renderne incompatibile l’uso;
  • la raccomandazione della distanza interpersonale di 1 metro, ove possibile, negli edifici scolastici e universitari;
  • l’obbligo per tutto il personale scolastico e per gli studenti universitari del possesso del Green Pass; il mancato rispetto del requisito è da ritenersi assenza ingiustificata e dal quinto giorno il rapporto di lavoro è sospeso, con conseguente mancata retribuzione;
  • il divieto di accesso ai locali scolastici e universitari per chi presenta sintomatologia respiratoria e/o una temperatura corporea superiore a 37,5°.
  • la riduzione della quarantena a 7 giorni per chi è vaccinato ed entra in contatto con un positivo; al termine del periodo sarà necessario effettuare un tampone per il rientro;
  • la garanzia, per la fascia 12-18 anni, di tamponi rapidi a prezzi calmierati (8 euro circa a tampone), in modo da favorire un monitoraggio costante della situazione.

Bianchi ha sottolineato che l’investimento per la riapertura delle scuole ammonta a 2 miliardi di euro e che i lavori, in tal senso, continuano senza sosta da giugno. Un’attenzione particolare è stata rivolta al rapporto scuola-trasporti, ritenuto essenziale al fine del contenimento dei contagi.

Conferenza stampa 5/08/2021, ministri Bianchi, Giovannini e Speranza. Fonte: governo.it

Un punto molto importante che è emerso dalla conferenza stampa riguarda le deroghe dei presidenti delle regioni e dei sindaci: potranno intervenire là dove sia necessario, a livello di singola istituzione, ma non più sull’intero territorio regionale; il provvedimento sarà possibile in zona arancione o rossa ed in circostanze di “eccezionale e straordinaria gravità”, a causa di focolai o di rischio estremamente elevato di diffusione del virus.

Una misura volta a limitare il ricorso eccessivo alla didattica a distanza, come avvenuto durante lo scorso anno scolastico, specialmente in Puglia.

Al termine del suo intervento, il ministro Bianchi ha voluto lanciare un appello alle famiglie italiane, affinché aderiscano in gran numero alla campagna vaccinale degli under 18; ora, infatti, l’attenzione è rivolta alla vaccinazione degli studenti, che potrebbe costituire un grosso passo in avanti per lo svolgimento di un sereno anno scolastico.

 

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