Dallo Stato 705 milioni ad Invitalia per l’ex Ilva

 

Il provvedimento nel decreto Grandi Navi: le risorse ad Invitalia. Altri 70 milioni per costituzione società per realizzazione impianto preridotto. Ok ad estensione cassa Covid per i lavoratori
pubblicato il 05 Agosto 2021, 20:38
6 mins

Il Senato ha approvato la “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 luglio 2021, n. 103, recante misure urgenti per la tutela delle vie d’acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia, nonché disposizioni urgenti per la tutela del lavoro”. Il via libera è arrivato con 175 voti a favore, 8 contrari e un astenuto. L’Assemblea ha dato disco verde alla proposta che era stata approvata dalle commissioni Lavori Pubblici e Lavoro a partire da emendamenti riformulati a firma Agostino Santillo (M5S), Stefano Collina (Pd) e a prima firma Luigi Vitali (FI).

Il provvedimento passa ora all’esame della Camera che lo esaminerà – dopo la pausa estiva – a partire da lunedì 13 settembre. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 18 settembre.

All’interno del decreto, all’articolo 3.1 comma 4, è stato inserito un provvimento riguardante l’ex Ilva. Nel testo si legge che “All’articolo 1 del decreto-legge 16 dicembre 2019, n. 142, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 febbraio 2020, n. 5, dopo il comma 1bis, sono aggiunti i seguenti commi:” 1-ter. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – INVITALIA è autorizzata a sottoscrivere ulteriori apporti di capitale e ad erogare finanziamenti in conto soci, nel limite massimo di 705.000.000 euro, per assicurare la continuità del funzionamento produttivo dell’impianto siderurgico della Società ILVA S.p.A. di Taranto, qualificato stabilimento di interesse strategico nazionale (ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231)”.

Dunque arrivano nuovi capitali per sostenere quanto previsto nell’accordo del dicembre scorso, che prevedeva oltre 1 miliardo di euro solo per acquisire entro maggio 2022 il 60% delle quote societarie della società veicolo AM InvestCO Italy spa, con cui ArcelorMittal ha in fitto la gestione degli stabilimenti del gruppo ex Ilva in Italia. Lo ripetiamo: quel miliardo servirà soltanto per ricapitalizzare la società, non per effettuare interventi sugli impianti dell’area a caldo. Ad AMI resterà prima il 50% e poi il 40%, ecco perché verserà ‘soltanto’ 70 milioni di euro per completare la ricapitalizzazione della società in questione.

Inoltre gli accordi sottoscritti dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – INVITALIA ai sensi del precedente periodo del presente comma rientrano tra le operazioni finanziarie, inclusa la partecipazione diretta o indiretta al capitale, a sostegno delle imprese e dell’occupazione, anche nel Mezzogiorno, di cui al comma 1 del presente articolo. Agli oneri di cui al presente comma si provvede, per l’importo di 705.000.000 euro, mediante utilizzo delle risorse disponibili in conto residui (di cui all’articolo 202, comma 4, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77). Alle risorse di cui al precedente periodo si applica quanto previsto dall’articolo 34bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e successive modificazioni e integrazioni. Il Ministro dell’economia e delle finanze è, a tal fine, autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche nel conto dei residui.

Inoltre, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – INVITALIA “è autorizzata alla costituzione di una società, allo scopo della conduzione delle analisi di fattibilità, sotto il profilo industriale, ambientale, economico e finanziario, finalizzate alla realizzazione e alla gestione di un impianto per la produzione del preridotto – direct reduced iron. Alla società di cui al precedente periodo del presente comma non si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175. Il capitale sociale della società di cui al primo periodo è determinato entro il limite massimo di 70.000.000 euro, interamente sottoscritto e versato da INVITALIA, anche in più soluzioni. Agli oneri di cui al precedente periodo, pari a 70.000.000 euro per l’anno 2021, si provvede a valere sulle risorse di cui al comma 1.

Di fatto quanto previsto dall’accordo del dicembre 2020 tra Invitalia ed ArcelorMittal Italia, in cui era appunto previsto che il preridotto che sarà utilizzato per i forni elettrici, sarebbe stato realizzato a Taranto attraverso la costruzione di ben due impiandi di produzione (anche se nel testo di legge odierno di parla di un solo impianto), che sorgeranno in un’area esterna al siderurgico. Di tutto questo si occuperà una new.co esterna alla società che nascerà dall’accordo sottoscritto tra ArcelorMittal ed Invitalia. Quanto approvato dunque ricalca l’intesa pregressa. Ad oggi non è dato sapere chi ne farà parte.

Il provvedimento introduce anche un allungamento per un massimo di 13 settimane fruibili entro il 31 dicembre prossimo della possibilita’ di fruire della Cig con causale Covid per le imprese con non meno di mille dipendenti che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale (nella relazione di accompagnamento al Dl si specifica che la platea coinvolta e’ rappresentata da circa 4mila dipendenti Ilva-Arcelor Mittal).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/12/21/riconversione-ex-ilva-una-partita-dai-tanti-interessi/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

3 Commenti a: Dallo Stato 705 milioni ad Invitalia per l’ex Ilva

  1. Fra

    Agosto 6th, 2021

    Come si fa che quasi mille scellerati riescano a prendere decisioni così drastiche e non riflettere bene sul da farsi ,si parla tanto dei cambiamenti climatici ,di ambiente svenduto e di cervelli in fuga ,ma noi innanzitutto non siamo abbastanza partecipi di queste scelte ,non vedremo mai cambiare la città ,le persone diventano più povere ,saremo sempre rappresentati dal nulla ,che ci rimane oltre Che augurarci una buona sorte ,semmai ci sarà concessa .. Siamo rappresentati da chi spesso non eleggiamo ,il premier non è mai scelto dal popolo ed è lui che ha preso questi accordi ,era lui che ha taciuto e non ha ascoltato nè letto quella famosa letterina che i genitori tarantini gli hanno scritto e indirizzato; crediamo che costui come tanti altri suoi predecessori o nuovi addetti al disastro tarantino,non si rendano conto di quello che stiamo subendo da tantissimo tempo ormai . Vergogna e noi che facciamo dormiamo ,mentre nelle stanze segrete si prendono accordi affinché il popolo passivo sia travolto dal disastro . Ormai chiudendo a Genova ,a Trieste e in tanti siti europei ,chi rimane a mantenere alto il prestigio europeo e non italiano la bella addormentata Taranto ,dove nessuno protesta e nessuno muove un dito davanti l’evidenza ..un miliardo di euro quante famiglie potevano essere felici e provare a campare d’altro piuttosto ,invece di salvare e favorire situazionI che presto faranno soltanto altro male alla città ,chi metterà altri soldi per la riconversione o per ammodernare gli attuali impianti fatiscenti ?,tarantini la situazione o la patata diventa sempre più bollente ,ma noi ormai con il solito motto ,ce me n futt a me , non otterremo mai il rispetto che ci spetta ,in cambio avremo altre vittime ,altri disoccupati e gente che non ce la farà a mantenere la famiglia .. vergogna al governo dei migliori ,figuriamoci i peggiori cosa avrebbero combinato …

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  2. Natale lonoce

    Agosto 6th, 2021

    Ciao a tutti, credo che la ex-Ilva sia al Declino..ci vuole sviluppo contenibile per l’ambiente e solo il Turismo può essere positiva nei 15 metri quadrati di Territorio con una Nuova Bonifica e Nuova Città come Dubaj. Con lavoro riconvertito per tutti. Poi si che ha sensi il Ponte dello Stretto di Messina….il Turismo e ci Vuole un Buona Politica con Politici Veri. Natale rag. Lonoce

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  3. Gico

    Agosto 6th, 2021

    Un accanimento terapeutico ( 700 milioni ) semplicemente per favorire le bramme di Taranto a quei 4 industriali del Nord che ancora non preferiscono fornirsi dal mercato estero. Ora la ciliegina sulla torta sarà la realizzazione di un sito o forse tutti e due per la produzione del preridotto in qualche sede lombarda o veneta poi a Taranto città degli ignavi dei “ce me n futt a me” resteranno solo disastri e disoccupazione.

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